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Ryanair, il ceo Wilson su Alitalia: la nostra proposta di feederaggio è ancora valida

Il nuovo numero uno della compagnia irlandese: «Al momento siamo concentrati sul consolidamento della nostra struttura dopo le recenti acquisizioni. Alitalia? La nostra proposta di feederaggio è ancora sul tavolo»

di Mara Monti


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Eddie Wilson, ceo di Ryanair

3' di lettura

«Se ci saranno occasioni sul mercato le valuteremo. Mai dire mai, tuttavia al momento siamo concentrati sul consolidamento della nostra struttura dopo le acquisizioni della compagnia austriaca Laudamotion, di Malta Air e della polacca Buzz». Il neo ceo di Ryanair, Eddie Wilson, da settembre al vertice della low cost irlandese, prima compagnia europea per passeggeri, torna a parlare di Alitalia e delle ricadute sul traffico e sul turismo della nuova tassa ambientale ventilata dal governo Conte.

Da 22 anni in Ryanair, il ceo che ha seguito la dura trattativa con i sindacati in Irlanda e in Europa, riferisce a Michael O’Leary chief executive della holding che punta ad avere una struttura «non dissimile» a quella di IAG (British Airways, Iberia, Vueling e Air Lingus).

Nell’ultimo mese tre compagnie aeree europee sono fallite, c’è stato il caso Thomas Cook a mettere nel panico passeggeri e dipendenti. Che cosa sta succedendo al trasporto aereo?
Ci troviamo in una fase di consolidamento del settore destinata a durare almeno altri 5 anni. Quindi assisteremo inevitabilmente a molti altri fallimenti. Alle condizioni attuali del mercato - eccessiva offerta, tariffe basse e costi del carburante in aumento - è difficile sopravvivere se non si è efficienti. Ovvero avere una struttura con bassi costi che possa compensare le fluttuazioni del mercato. Non basta riempire gli aerei se non si coprono i costi. Il caso Thomas Cook è diverso: il modello delle agenzie di viaggio locali è superato e il gruppo non è stato in grado di adeguarsi al mercato.

Anche il modello low cost sta cambiando: una consistente parte del fatturato oggi è rappresentato da ancillary revenue - bagagli, vendite a bordo - e le compagnie low cost oggi sembrano sempre più simili ai vettori mainstream.
Il modello low cost non è cambiato da vent’anni. Ryanair è la compagnia aerea con le tariffe e i costi più bassi in Europa. Siamo numeri uno in Europa con 157 milioni di passeggeri previsti quest’anno con l’obiettivo di raggiungere 200 milioni entro il 2024. Siamo presenti in 256 aeroporti e copriamo 2.100 rotte.

Gli utili del primo trimestre sono scesi del 30%. Che cosa vi aspettate per il prossimo trimestre? I dati saranno pubblicati il 4 novembre...

Siamo una società quotata, non posso fare anticipazioni. Posso solo dire che la guidance per i profitti dell’anno è stata confermata (tra 750 e 950 milioni di euro in linea con lo scorso anno, ndr).

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Su Alitalia siete ancora interessati?
La nostra proposta di feederaggio per i voli a corto raggio è ancora sul tavolo. Il vettore ha un forte brand riconosciuto a livello internazionale, ma non può competere con il nostro network sul corto raggio: in Italia siamo la prima compagnia con una quota del 28%, voliamo da 29 aeroporti e prevediamo quest’anno di trasportare 43,2 milioni passeggeri (+2%). Sta ad Alitalia decidere quale modello vuole adottare per il futuro.

E il trasferimento dei 2mila dipendenti italiani in Malta Air?
Sta andando avanti, c’è un accordo con i sindacati. È una decisione puramente fiscale. L’Italia non è coinvolta nel piano di riduzione di 500 piloti.

Il governo italiano ha annunciato l’introduzione di una nuova tassa green per il trasporto aereo. Che cosa ne pensate?
Ryanair paga ogni anno 630 milioni in tasse ambientali a livello europeo, abbiamo un programma molto aggressivo di riduzione delle emissioni di C02, investiamo in nuovi aerei più efficienti in termini di consumo di carburante e di migliori motori. Una nuova tassa ambientale non stimola la concorrenza e il turismo. Chiediamo, al contrario, una riduzione delle tasse a cominciare dall’addizionale comunale.

Che impatto sta avendo il ritardo nelle consegne del Boeing 737 Max?
In primo luogo sulla crescita, che sarà più lenta in quanto ogni aereo è destinato a trasportare il 4% di passeggeri in più, con un consumo di carburante del 16% in meno. Le consegne dei primi aerei nel 2020 potrebbero slittare. Inoltre, i previsti 58 velivoli saranno ridotti a 30 su 200 ordinati (135 confermati e 75 opzionati). Ci aspettiamo che Boeing coprirà le perdite.

È probabile che fra meno di un mese la Gran Bretagna uscirà dall’Europa, con o senza deal. Quale sarà l’impatto su Ryanair?
Anche se fosse hard Brexit, non ci saranno problemi per i voli Ryanair in Gran Bretagna e nemmeno per quelli tra Gran Bretagna e Irlanda. Abbiamo le necessarie certificazioni per operare anche nell’ipotesi più ardita.

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