ELETTRODOMESTICI

Sabaf argina la crisi turca e conferma un Ebitda del 20 per cento

di Matteo Meneghello


2' di lettura

Le difficoltà sul mercato turco, mediorientale e italiano rallentano le vendite trimestrali di Sabaf, produttore di componenti per elettrodomestici, che riesce comunque a chiudere il 2018 con un consolidato di 150,6 milioni (-2,4%a parità di perimetro rispetto all’anno prima), ma soprattutto con un Ebitda di 30 milioni, pari al 19,9% delle vendite (la flessione è del 3,2 per cento), e unn utile di 15,6 milioni, il 5,3% in più rispetto all’anno precedente. Il 2018 è stato anche l’anno in cui Sabaf ha inaugurato una strategia di sviluppo e diversificazione: il primo passo è stato l’acquisizione di Okida electronic (per 24,1 milioni), realtà turca attiva nel settore delle schede elettroniche di controllo, timer, unità di visualizzazione e di alimentazione per forni, cappe da cucina, aspirapolvere, frigoriferi e congelatori.

Nell’ultimo trimestre le vendite sono state di 36,2 milioni, in calo del 3,3 per cento rispetto ai 37,4 milioni del quarto trimestre del 2017 (-11,7% se non si considera l’apporto di Okida). Il gruppo ha parzialmente bilanciato le difficoltà dettate dal deterioramento del quadro macroeconomico europeo e mediorientale con una buona performance in Nord America, dove le vendite hanno mantenuto, anche nell’ultima frazione trimestrale, un tasso di crescita intorno al 20 per cento. L’Ebitda di periodo è stato di 7 milioni, pari al 19,5% delle vendite (+2,8% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente), l’Ebit è stato di 2,8 milioni. Nel trimestre il gruppo ha comunque iscritto a conto economico differenze cambio positive per 1,6 milioni, a seguito delle fluttuazioni dei tassi di cambio con la lira turca e il dollaro. Il risultato prima delle imposte è stato così di 4,1 milioni (+16,5% sul quarto trimestre 2017), mentre il risultato netto è stato di 3,2 milioni, in questo caso inferiore del 29,6% rispetto ai 4,6 milioni di euro del quarto trimestre 2017, quando il gruppo aveva contabilizzato benefici fiscali per 1,3 milioni. Gli investimenti di periodo sono stati 2,9 milioni, per un totale di 11,5 milioni lungo tutto il 2018 (erano stati 13,9 nel 2017). Al 31 dicembre l’indebitamento finanziario era di 53,5 milioni di euro. Nel corso del 2018 Sabaf ha distribuito dividendi per 6,1 milioni di euro ed
acquistato azioni proprie per 2,5 milioni di euro.

«A conferma della più che solida posizione competitiva del gruppo, Sabaf ha conseguito risultati economico finanziari di rilievo ed in linea con i trend storici aziendali in un anno caratterizzato da un diffuso deterioramento
macroeconomico, apparso più evidente nell’ultimo trimestre - spiega l’amministratore delegato Pietro Iotti -. Nel corso del 2018 l’acquisizione di Okida Elektronic ha significato il primo passo della strategia di sviluppo e di diversificazione della gamma di prodotto e potenziato le già interessanti prospettive di crescita del gruppo. Continuiamo, con determinazione, a lavorare secondo le linee del piano Industriale, sia con buone potenzialità di crescita organica, che valutando ulteriori concrete opportunità di espansione per linee esterne».

Sulla base dell’andamento delle trattative con i principali clienti e dell’attuale limitata visibilità, in un contesto di mercato ancora complesso, per il 2019 il gruppo stima di potere raggiungere vendite in un range compreso tra 160 e 165 milioni di euro e una redditività operativa lorda superiore al 20 per cento.

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