Audizione alla Camera

Sabatini (Abi): «Essenziale confermare le moratorie Covid, il ritiro sia graduale»

Fondamentale, ha detto il dg di Abi, sarà progettare la fase di rientro di queste misure

di N.Co.

Banche in pressing su moratorie, Abi: salvare imprese e famiglie

3' di lettura

«É essenziale, come peraltro unanimemente riconosciuto dalle istituzioni italiane ed europee, che le misure di supporto vengano mantenute». Lo ha detto il direttore generale di Abi Giovanni Sabatini parlando delle moratorie e degli strumenti di supporto al credito legate all’emergenza Covid, nel corso di una audizione dinanzi alla commissione Finanze alla Camera dedicata alla struttura finanziaria delle imprese italiana e sfide della pandemia.

Ritiro graduale delle misure

Per Sabatini «altrettanto essenziale sarà progettare accuratamente il ritiro di queste misure, affinché avvenga con la necessaria gradualità e sia accompagnato dagli interventi necessari a creare le condizioni per far sì che le imprese possano riequilibrare la struttura finanziaria tornando a incrementare la dotazione patrimoniale e possano avere migliore accesso a fonti di finanziamento alternative al canale bancario, in un'ottica di diversificazione». Anche perchè, ha fatto rilevare, «è del tutto evidente, alla luce dell'evoluzione della situazione sanitaria, che il riavvio delle attività temporaneamente sospese o condizionate richiederà ancora del tempo».

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L’uso delle misure in campo

Sulla base dei più recenti dati disponibili, Sabatini ha passato in rassegna la risposta alle varie misure messe in campo: ha detto che le richieste al Fondo di garanzia per le Pmi ammontano, al 25 marzo 2021, ad oltre 150 miliardi, per oltre 1 milione e 846 mila domande (di cui oltre un 1,1 milioni per prestiti fino a 30 mila euro). A queste si aggiunge lo strumento della Garanzia Italia, concessa da Sace, per un valore di circa 22,3 miliardi (al 24 marzo) a fronte di 1.699 richiedenti. Mentre, ha evidenziato, «al 12 marzo scorso, le richieste di moratorie di pagamento da parte di imprese avevano raggiunto circa 1,2 milioni, per un ammontare di 189 miliardi, su un totale che sfiora i 300 miliardi includendo anche le altre categorie di clienti». Più in generale, ha detto il dg di Abi, «si è osservato un deciso incremento del volume di credito erogato: su base annua, a gennaio 2021 si è osservata una variazione del totale degli impieghi alle società non finanziarie del 7,2% ,+8,3% nell'intero 2020, con tassi di interesse che permangono su livelli minimi storici».

Per uscire da crisi concentrarsi su pochi strumenti agevolati

Sabatini ha sottolineato come alla definizione delle misure finanziare per uscire dalla crisi sia «opportuno concentrare, per quanto possibile, le risorse disponibili su un numero limitato di strumenti agevolati e, nella fase di definizione di nuove iniziative, considerare l'esigenza di una loro convergenza verso le migliori pratiche di mercato, senza introdurre elementi di innovazione che non apportano valore aggiunto».

Le tre macrocategoria di aiuti

E ha sottolineato che attualmente «i possibili strumenti agevolativi per l'accesso al credito possono essere di fatto ricondotti a tre macrocategorie: garanzie su finanziamenti bancari; contributi in conto interessi alle imprese su finanziamenti bancari; finanziamenti agevolati alle imprese, eventualmente associati a finanziamenti bancari. Per ciascuna di tali categorie esistono modelli operativi a cui è possibile fare riferimento e verso i quali far confluire le risorse disponibili a livello nazionale e locale».

La garanzia sui finanziamenti bancari

Ha precisato che per la prima categoria (la garanzia su finanziamenti bancari), «in Italia abbiamo già una possibile piattaforma che funziona e alla quale si dovrebbe far riferimento: il Fondo di garanzia per le Pmi. Eventuali nuovi strumenti di garanzia per l'accesso al credito delle imprese dovrebbero dunque essere direttamente gestite dal Fondo di garanzia per le Pmi o, comunque, seguirne lo schema operativo e di relazione con gli intermediari finanziari».

Il modello di riferimento per i contributi in conto interessi

Per i contributi in conto interessi, ha proseguito il dg dell'Abi, «il possibile modello di riferimento che funziona e che ormai le banche hanno imparato a gestire efficientemente, potrebbe essere la nuova legge Sabatini. Al riguardo, si potrebbe prevedere che si segua il medesimo schema operativo per l'erogazione di analoghe agevolazioni, ovvero, venga costituito un Fondo unico per la concessione di contributi in conto interessi per i diversi obiettivi di politica economica che funzioni sul modello 'Sabatini'», ha detto ancora.

I finanziamenti agevolati erogato da Stato o regioni

«Anche per i finanziamenti agevolati direttamente erogati dallo Stato o Regioni alle imprese - ha detto il dg - non esiste una piattaforma di erogazione unica o uno schema agevolativo unico. Esiste però anche in questo caso, un possibile modello di riferimento da cui, con le necessarie semplificazioni, si potrebbe partire: il Fondo Ricerca e Innovazione (Fri). Le tre piattaforme dovrebbero servire anche per l'erogazione di agevolazioni di matrice locale prevedendo, come è già per il Fondo di garanzia delle Pmi, sezioni regionali che mantengano visibilità politica per le Amministrazioni finanziatrici».

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