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Sabato i Måneskin al Circo Massimo, ma è polemica per l’emergenza Covid: «Focolaio di contagi»

Previste all’evento 70-80mila persone. I medici: quantomeno si indossi la mascherina Ffp2, ma alcuni chiedono addirittura il rinvio. Fans preoccupati, l’assessore Onorato stempera: il concerto si farà

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4' di lettura

Il concerto dei Måneskin in programma sabato 9 luglio a Roma al Circo Massimo, sold out da mesi, con 70-80mila persone presenti previste, è al centro delle polemiche per il rischio Covid. Da una parte molti epidemiologi sottolineano il rischio contagio o quantomeno invitano tutti i presenti ad indossare la mascherina, dall’altra i fans sperano che non si arrivi a dover rimandare l’evento.

Nella serata di mercoledì l’assessore di Roma Capitale Alessandro Onorato è intervenuto per placare gli animi .«Non è all’esame alcuna ipotesi di rinvio del concerto». Da parte dei medici, che in questi giorni assistono a un peggioramento della situazione anche negli ospedali, arriva l’appello ad essere cauti e prudenti, a indossare la Ffp2 anche all’aperto in queste occasioni di assembramento e - da parte di alcuni - l’ipotesi di posticipare eventi del genere.

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I fans: tutti fanno concerti, perché c’è allarme solo per i Måneskin?

Dall’altra parte i fan non ci stanno, anche consci del fatto che concerti altrettanto enormi - due su tutti quelli dei Jova Beach Party e di Vasco - si sono tenuti e si stanno tenendo regolarmente in altre zone d’Italia: «Il senso di chiedere ai #Maneskin di spostare il concerto quando altri mille artisti continuano a fare grandi concerti? Sarebbe stato più coerente rivolgersi a tutti gli artisti, non soltanto a loro» scrive più di un utente. «Il virus è un fan accanito di Damiano e va solo da lui?» fa eco un altro.

In effetti a partire nelle prossime ore suoneranno e canteranno in piazze e addirittura stadi, creando veri bagni di folla, il già citato Jovanotti ma anche Zucchero, gli Iron Maiden, Ultimo, Achille Lauro, i Guns and Roses. Questo solo per fare qualche nome, l’elenco non è per niente esaustivo.

Abrignani: è un banchetto per il virus

«Riunire assieme migliaia di spettatori che urlano, cantano e ballano uno accanto all’altro è come invitare il virus a un banchetto». Così sul concerto dei Måneskin, in programma sabato a Roma, l’immunologo dell’università Statale di Milano Sergio Abrignani, in un’intervista al Corriere delle Sera. «Sono occasioni ad altissimo rischio quelle come il Palio di Siena - osserva - dove tanti epidemiologi si aspettavano proprio in questi giorni un aumento significativo di contagi. Mi sembrerebbe però vano raccomandare l’uso della mascherina», riflette lo specialista: «Già la indossano in pochi sulla metropolitana, ambiente chiuso e ristretto, figuriamoci all’aperto in un clima di sano divertimento». Ma ad Abrignani i Måneskin piacciono? «Suonano il rock che assomiglia a quello dei miei tempi - risponde - Per questo non mi dispiacciono e portano la musica italiana nel mondo. Da sciovinista, sono contento».

Burioni: «Le decisioni considerino i dati scientifici»

«Sento grande fermento riguardo a un concerto che si dovrebbe tenere o non tenere. Non entro mai nelle decisioni politiche, ma ricordo a tutti che ci sono dati scientifici al riguardo che potrebbe essere utile considerare». Così, via Twitter, il virologo Roberto Burioni si inserisce nel dibattito sollevato dal concerto dei Måneskin. Il docente dell’università Vita-Salute San Raffaele di Milano posta in particolare uno studio pubblicato in febbraio su The Lancet, condotto in Spagna per valutare l’effetto di due festival musicali all’aperto che si erano tenuti in Catalogna. L’obiettivo, spiegano gli autori, era «confrontare l’incidenza di Covid-19 entro i 3-10 giorni successivi all’evento tra i partecipanti e un gruppo di controllo». L’analisi ha incluso 18.275 spettatori del primo festival e 27.347 spettatori del secondo, con relativi gruppi controllo. «L’incidenza cumulativa di Covid 7 giorni dopo i festival era del 4,14% tra i partecipanti contro l’1,69% tra i controlli per il primo evento, e del 2,42% tra i partecipanti contro l’1,10% tra i controlli per il secondo. L’incidenza di Covid-19 tra le persone immunizzate era anche 2 volte superiore nei partecipanti, rispetto ai controlli. Una pregressa infezione Covid, una vaccinazione adeguata e il fatto di indossare una mascherina sono risultati fattori significativamente associati a un minor rischio di infezione dopo i due festival». «Nonostante la comprovata efficacia delle misure preventive come lo screening Ag-Rdt», cioè con test antigenico rapido, «le mascherine e la vaccinazione - ammoniscono i ricercatori nelle conclusioni - si dovrebbe prestare attenzione quando si tengono questi eventi durante un periodo di alta trasmissione del virus Sars-CoV-2».

Chiriatti: evitare occasioni di assembramento

Ma molti medici sottolineano l’allarme: «Non ho nulla contro i Måneskin, ma penso che in questa situazione le occasioni di assembramento andrebbero evitate, perché un concerto in cui entreranno in stretto contatto 70 mila giovani senza mascherina è foriero di molti contagi», dice Alberto Chiriatti, vice segretario regionale della Fimmg Lazio. Più “morbido” ma preoccupato il presidente dell’Ordine dei medici (Omceo) di Roma, Antonio Magi: «Sono anche consapevole di quanto i giovani abbiano sofferto in questi anni a causa delle restrizioni per il Covid. Tuttavia, con l’aumento dei contagi che si registra, credo sia importante rivolgere ai ragazzi la raccomandazione di indossare la mascherina».

Secondo Roberto Cauda, infettivologo di Gemelli e Cattolica «pur non azzerando il rischio, le Ffp2 lo riducono, quindi la soluzione potrebbe rappresentare una via d’uscita anche se non sicura al 100%».

Rezza: usare la mascherina è buonsenso

Nella serata di mercoledì prende posizione il direttore generale della Prevenzione sanitaria del ministero della Salute Gianni Rezza: «Credo che si possa, quando ci sono delle aggregazioni, usare la mascherina, raccomandarne l’uso. Non stiamo parlando di obbligo, ma di buon senso e di raccomandazioni».

Polemiche sul concerto in spiaggia di Jova

Nei commenti sui social c’è chi tira in ballo la difesa dell’ambiente: «Ma i medici perché non rompono il c... a Jovanotti - scrive un altro - che con i suoi concerti oltre portare il Covid distrugge pure l’ambiente?». E in effetti a “bacchettare” chi organizza i concerti in spiaggia, «ambiente delicato e prezioso», parlando di “scelta eticamente sbagliata” è intervenuta anche Marevivo.

Da parte sua Lorenzo e il suo staff promettono di pulire e recuperare (in contemporanea con le date e nei mesi successivi) 20 milioni di metri quadri di spiagge, laghi, fiumi e fondali in tutta Italia in collaborazione con Wwf Italia e Intesa Sanpaolo.

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