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Sace: 7,5 miliardi di euro mobilitati nei primi nove mesi del 2020 a sostegno della filiera dell’automotive

Supporto a tutto campo da parte della società guidata da Pierfrancesco Latini che ha affiancato sia i grandi campioni del comparto ma anche mid-cap e pmi

di Celestina Dominelli

Pierfrancesco Latini: «Un sistema più competitivo e sostenibile è il nostro obiettivo»

3' di lettura

Oltre 7,5 miliardi di euro di risorse mobilitate a sostegno dell’automative: sono i numeri che disegnano il supporto della Sace a favore delle aziende del settore. Una filiera, riconosciuta a livello globale, composta da oltre 5.500 imprese, strategica non solo per i numeri che rappresenta - il 6,2% del Pil, il 7% degli occupati del settore manifatturiero del Paese - ma anche per gli importanti investimenti in ricerca e sviluppo che risultano determinanti per la competitività in questo contesto di rapidi cambiamenti tecnologici. Tra i settori più impattati dall'emergenza Covid-19, negli ultimi anni l'automotive ha dovuto ripensare il proprio modello di business, affrontando le sfide poste dal mercato per restare competitivi: la transizione energetica, mobilità, guida autonoma.

Il supporto all’intera filiera

In questa logica, la Sace affianca, oltre ai grandi campioni che trainano la filiera, anche le tante mid-cap e pmi accompagnandole nei loro progetti e contribuendo ad accelerare il loro percorso di crescita. Tra queste Eurotranciatura, Dayco Europe, Sparco, Gnutti Carlo. La società guidata da Pierfrancesco Latini non ha però messo in campo solo risorse finanziarie ma ha altresì predisposto iniziative di accompagnamento e di confronto. Così, il 5 novembre scorso, è andato in scena il secondo evento di business matching organizzato da SACE, a cui hanno partecipato, insieme ad Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica), 50 imprese italiane della componentistica e Ford Otosan - joint venture turca fondata da Ford Motor Company e KOC - attiva nella produzione, assemblaggio e commercializzazione di veicoli commerciali e ricambi. Ford Otosan ha beneficiato nel 2019 di una linea di credito a medio lungo termine di 62,5 milioni di euro garantita da SACE nell'ambito dell'operatività push strategy, il programma attraverso il quale Sace facilita il posizionamento delle imprese italiane nelle catene di fornitura di primari buyer esteri.

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Gli eventi di business matching parte integrante della strategia

Gli eventi di business matching organizzati da Sace sono una parte integrante del programma, e consentono alle imprese italiane – soprattutto pmi – di incontrare i procurement team delle controparti estere e di accreditarsi come possibili fornitori. Ford Otosan ha dimostrato particolare interesse a incontrare produttori di componenti elettromeccaniche, batterie e relativi sistemi di raffreddamento e le aziende che realizzano componenti e tecnologie per three wheelers.

Il confronto tra Sace e Anfia

Il 6 novembre si è poi tenuto un confronto a porte chiuse tra Sace e Anfia in cui il direttore dell’associazione Gianmarco Giorda ha affrontato il tema delle sfide e delle prospettive per la filiera italiana dell'automotive aprendo riflessioni sulle possibili soluzioni per la ripresa del settore anche alla luce del futuro contesto in cui mobilità, elettrificazione e guida autonoma assumeranno un ruolo centrale.


Il nuovo ruolo assegnato alla Sace dal decreto semplificazioni

Tali iniziative confermano l'impegno di Sace nell'accompagnare e sostenere le aziende dell'automotive italiano sia nella fase di scouting di nuove opportunità commerciali all'estero sia nell'offrire un adeguato supporto finanziario in questo momento di forte cambiamento di paradigma in cui le imprese sono chiamate a investire ancora di più in tecnologia, innovazione e sostenibilità. Un'azione che si espande ulteriormente con il nuovo mandato affidato alla società con il decreto semplificazioni di luglio. Sace potrà infatti intervenire, con il rilascio di garanzie su finanziamenti, a favore dei progetti rientranti nel Green New Deal, in particolare i progetti che promuovono lo sviluppo di una nuova mobilità a minori emissioni inquinanti, che agevolano la transizione verso un'economia a minor impatto ambientale e che integrano i cicli produttivi con tecnologie a basse emissioni per la produzione di beni e servizi sostenibili.

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