prestiti con ”garanzia italia”

Sace, attese 250 richieste di garanzia per 18,5 miliardi di euro alle imprese

Aumentano le operazioni allo studio delle banche iscritte al programma per fornire liquidità a medie e grandi aziende. Processate finora richieste per 30 milioni di euro

Baretta (Economia): decreto liquidità riguarderà start up e terzo settore

2' di lettura

Ammontano a 18,5 miliardi di euro per un totale di 250 operazioni le richieste di finanziamento per le imprese attualmente in corso di istruttoria presso le banche per “Garanzia Italia”, lo strumento previsto dal decreto liquidità per sostenere le imprese danneggiate dall’emergenza coronavirus. Lo fa sapere Sace in una nota, spiegando che le operazioni in valutazione presso le banche per la richiesta di garanzia della società di Cdp, controgarantita dallo Stato, riguardano finanziamenti destinati a imprese medie e grandi. Cifre, secondo Sace, «destinate ad aumentare nelle prossime settimane» non appena si concluderanno le istruttorie bancarie e arriveranno le richieste.

In queste ore, spiega la nota, Sace sta registrando nuove richieste di garanzie provenienti dagli oltre 190 istituti bancari italiani accreditati al portale “Garanzia Italia”: finora sono arrivate 4 richieste di garanzia , tutte «processate ed emesse in poche ore in maniera totalmente digitale per un ammontare totale di circa 30 milioni di euro».

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Il trend, spiega ancora Sace, «va letto nel quadro complessivo degli strumenti a supporto delle imprese previsti dal decreto, che per le pmi ha disposto l’intervento diretto e prioritario del Fondo Centrale di Garanzia per garanzie gratuite fino a 5 milioni di euro con percentuale di copertura al 90%». Una d«isposizione che conseguentemente, nelle prime settimane dal varo del decreto, ha canalizzato le richieste delle banche a supporto di PMI e Midcap verso il Fondo Centrale di Garanzia, e non verso SACE per “Garanzia Italia”».

Sace spiega che le operazioni attualmente in valutazione da parte delle banche riguardano «importi significativi», con «un taglio che va da decine di milioni a centinaia di milioni di euro, che necessitano quindi iter istruttori e processi deliberativi articolati, che spesso richiedono organizzazione in pool bancario».

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