ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùfocus export

Sace, cresce il rischio di credito a livello globale: le migliori opportunità per il made in Italy nel sud-est asiatico

Il 2021 sarà l’anno della ripresa, ma il recupero per le economie avanzate non sarà tale da controbilanciare il forte rallentamento registrato durante l’anno della pandemia. L’ad Latini: «A oggi la Sace ha mobilitato 47 miliardi di euro di risorse a favore delle imprese»

di Celestina Dominelli

Pierfrancesco Latini: «Un sistema più competitivo e sostenibile è il nostro obiettivo»

5' di lettura

La crisi pandemica ha innalzato alcune tensioni economico-sociali con il conseguente aumento del debito pubblico e privato, già a livelli critici in molte aree. Ma ora, dopo il forte rallentamento indotto dal Covid-19, si fanno strada aspettative di ripresa per il 2021 e per il biennio successivo, anche se a tassi meno sostenuti che in passato. In sostanza, il rimbalzo che pur interesserà le economie avanzate non sarà tale da recuperare la contrazione del 2020. È questo il messaggio contenuto nella Mappa Rischi 2021 “Rosso, giallo e green: i colori dei rischi e della ripresa sostenibile per l’export italiano” di Sace che è stata presentata martedì 2 marzo dai vertici della società, il presidente Rodolfo Errore e l’ad Pierfrancesco Latini, e che ha esaminato 194 Paesi con un set aggiornato di indicatori che valutano, insieme ai tradizionali fattori di rischio di credito e rischio politico anche aspetti collegati alla sostenibilità come il cambiamento climatico, il benessere sociale e la transizione energetica, definiti in collaborazione con la Fondazione Enel

Che ripresa sarà?

Secondo la fotografia scattata da Sace e illustrata da Alessandro Terzulli, chief economist del gruppo assicurativo-finanziario, il 2021 sarà un anno di ripresa a “V” in cui l'economia risalirà dopo la profonda recessione registrata nel 2020 nonostante l'innalzamento di tutti i profili di rischio a livello globale. Il recupero, come detto, avverrà a tassi meno sostenuti di quanto accaduto in passato. E, se la ripresa sarà lenta per le economie avanzate, nei paesi emergenti, per contro, si registrerà una dinamica più pronunciata grazie sia a una maggiore efficienza nel contenere la crisi sanitaria in importanti economie come quelle del Sud-est asiatico, ad esempio Corea del Sud e Vietnam, sia al forte traino della Cina.

Loading...

Latini: a oggi mobilitati 47 miliardi di risorse dalla Sace

«Il 2020 è stato un anno che ha portato con sé uno shock straordinario, ma che ha avuto anche l’effetto di portare l’attenzione sulla necessità di investimenti ad ampio respiro, cruciali per un vero rilancio del Paese», ha spiegato l’amministratore delegato della Sace, Pierfrancesco Latini che ha indicato nella «resilienza, innovazione e sostenibilità» i «terreni su cui si giocherà la sfida della ripresa per l’Italia» e ha poi ricordato lo sforzo messo in pista finora dalla Sace: «In questo anno complesso siamo stati chiamati a svolgere un'attività straordinaria, nella fase dell’emergenza sanitaria, che non ci ha comunque distolto dal nostro ruolo tradizionale a supporto dell'export e dell'internazionalizzazione. In quest'ambito abbiamo mobilitato risorse per circa 25 miliardi di euro nel 2020 ai quali si aggiungono i 22 miliardi circa di finanziamenti garantiti ad oggi attraverso lo strumento di Garanzia Italia. Abbiamo raggiunto, così, il risultato, direi eccezionale, di oltre 47 miliardi di euro mobilitati a supporto delle imprese».

Errore: attesa crescita globale nel secondo semestre del 2021

«Il 2021 si prospetta come un anno di transizione, di uscita dalla crisi, una crisi molto diversa dalla precedente, non finanziaria ma sanitaria e le imprese sono state costrette per decreto a fermare la produzione ed è un’anomalia», ha evidenziato il presidente della Sace, Rodolfo Errore che, guardando poi ai dati del terzo trimestre, ha parlato «di rimbalzo importante, segno di vitalità dei mercati. Tale segnale indica che la ripresa è possibile. Nel secondo semestre del 2021 ci si aspetta una crescita globale che potrebbe diventare abbastanza robusta».

Rischio di credito in peggioramento

Ma quali sono le indicazioni principali che arrivano dalla nuova Mappa Rischi? La mappa dipinge un quadro dei rischi dai colori più accesi, con un incremento generalizzato di tutti i profili di rischio. L’aumento più pronunciato riguarda i rischi di credito, a causa degli impatti economici della pandemia, ferma restando una forte attenzione alle tensioni politico-sociali e alla sostenibilità riflesse dagli altri indicatori. Dei 194 paesi analizzati, in 22 diminuisce il livello di rischio, con l'Europa emergente e Comunità degli Stati Indipendenti (Csi) che hanno tenuto mentre in Asia è il Vietnam a distinguersi in chiave positiva. A seguire, sono 52 i paesi stabili e 120 quelli in peggioramento: questi ultimi riguardano buona parte dei paesi dell'Africa Subsahariana e di quelli dell'area nord africana e mediorientale, in particolare è lo Zambia riportare il maggior incremento dello score del rischio. Il peggioramento dei rischi si presenta piuttosto generalizzato anche in America Latina. In Asia, invece, tengono la Cina, la Corea del Sud e Taiwan. Si segnala poi il Vietnam, unica economia dell'area con un miglioramento del rischio di credito.

Cresce anche il rischio politico

Anche gli indicatori di rischio politico - che comprendono i rischi di guerra, disordini civili e violenza politica, i rischi di esproprio e di violazioni contrattuali e i rischi di restrizioni al trasferimento e alla convertibilità valutari – hanno segnato un aumento nel 2020, più spiccato nei mercati emergenti e in via di sviluppo. Dei 194 paesi analizzati, 48 migliorano, 60 sono stabili e 86 in peggioramento. Nell'area subsahariana il rischio è aumentato di 5 punti (da 57 a 62), in controtendenza rispetto al trend positivo degli anni precedenti, a causa di situazioni di aperta conflittualità che hanno interessato circa un paese su tre dell'area e di instabilità pregresse. I rischi politici aumentano principalmente a causa dell'inasprimento della violenza politica. In India e in Thailandia si sono succedute numerose manifestazioni di dissenso contro il Governo per la carenza di misure pubbliche di sostegno a fronte dell'emergenza sanitaria che ha acuito ancor di più le disuguaglianze sociali. Una dinamica meno accentuata si è registrata in America Latina. Anche le economie avanzate, dal Regno Unito agli Stati Uniti, hanno segnato un aumento delle tensioni politico-sociali, sebbene in un contesto di rischiosità complessivamente più basso rispetto alle altre aree geografiche.

I nuovi indicatori messi a punto con la Fondazione Enel

Grazie all’asse con la Fondazione Enel, la Mappa Rischi ha poi esaminato un nuovo set di indicatori che include il cambiamento climatico, il benessere sociale e la transizione energetica. Sotto questo profilo, spicca il posizionamento dell'Europa, ma anche dell'America Latina, con una forte presenza di generazione rinnovabile in paesi come il Cile, il Perù e il Brasile, primo classificato tra i membri del G20 e con i migliori risultati sulle rinnovabili. In Africa sub-sahariana buono il posizionamento del Kenya. Sul fronte dell'efficienza energetica, i paesi industrializzati occidentali vantano sicuramente il miglior posizionamento - con Italia e Germania appena fuori dal gruppo dei 10 migliori - seguite da Paesi Bassi, Regno Unito e Giappone. India e Cina tra i meno performanti in efficienza, accompagnati dai Paesi dell'Africa Subsahariana. I paesi europei e quelli asiatici quali Giappone, Corea del Sud, Cina e Vietnam dominano il ranking di elettrificazione dei consumi. Mal posizionata l’America Latina, con l'eccezione del Cile, e soprattutto l’Africa Subsahariana, a esclusione del Sud Africa e di piccoli paesi insulari come Seychelles e Mauritius.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti