HI-TECH IN BORSA

Saes Getters scommette sul packaging «intelligente». La spinta nella telefonia

di Vittorio Carlini


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6' di lettura

Spingere sul settore del packaging «intelligente». Inoltre: proseguire nella crescita delle leghe a memoria di forma. Ancora: sfruttare il volano dell’elettronica di consumo nelle «Applicazioni industriali», e non solo. Poi: sviluppare nuovi materiali quali, ad esempio, quelli per i display flessibili (vedere domanda a fianco). Sono tra le priorità di Saes Getters Group a sostegno del business.

L’attività, a ben vedere, nel primo trimestre del 2017 è stata contraddistinta da ricavi e redditività in aumento. Il fatturato consolidato è stato pari a 58,7 milioni, in rialzo del 28,5% rispetto allo stesso periodo del 2016 (+17,6% la crescita organica a parità di perimetro e con valute costanti). I ricavi complessivi (cioè considerando con il metodo proporzionale sia la jv Actuator Solutions che quella di Saes Rial Vacuum) si sono assestati a 62,1 milioni (+29,6%).

L’Ebitda consolidato, invece, ha raggiunto gli 11,8 milioni (erano stati 8,5 milioni un anno prima). Mentre il profitto netto consolidato è stato di 5,8 milioni, quasi duplicando il risultato di 12 mesi prima (3 milioni).

Infine la marginalità: il rapporto tra Mol consolidato e ricavi si è assestato al 20,1% a fronte del 18,7% di fine marzo 2016. I dati sono in continuità con quelli dell’ultimo triennio. Nei tre esercizi da una parte i ricavi complessivi sono passati da 138,9 milioni (fine 2014) ai 198,4 dello scorso anno. E dall’altra, l’utile netto consolidato è partito da 4,8 milioni (31/12/2014) per arrivare ai 14,1 milioni del 31/12/2016. Certo: nel periodo considerato sono state realizzate operazioni straordinarie. Soprattutto nell’ultimo esercizio. E, tuttavia, la traiettoria del business in linea di massima è definita.

SAES GETTERS A PIAZZA AFFARI

12 mesi su base 100

Ciò detto il risparmiatore domanda: quali le strategie di sviluppo aziendali? Per rispondere al quesito è dapprima utile approfondire l’oggetto sociale del gruppo. Storicamente Saes Getters divideva l’attività nel seguente modo. In primis ci sono le cosiddette «Applicazioni industriali». Qui sono ricomprese varie soluzioni: dalle pompe che creano l’ultra-vuoto(System for UH Vacuum) ai sistemi di purificazione dei gas (Gas Purification&Handling) fino ai getter nelle lampade (Light sources). Senza scordare quelli inseriti nei sistemi elettro meccanici (Mems) oppure nei meccanismi per la visione notturna ad infrarossi(Electronic Devices). Altra busines unit, invece, sono le «Leghe a memoria di forma». Vale a dire metalli che, al mutare della temperatura, cambiano forma per poi «recuperarla» quando i gradi tornano normali. L’utilizzo? Da un lato c’è il mondo medicale (ad esempio, gli stent aortici). Dall’altro quello dell’industria (ad esempio, l’automotive). Ciò detto, al di là del «Business development» (progetti di ricerca di base o in fase di sviluppo), proprio di recente Saes Getters ha aggiunto una nuova divisione: «Solution for Advanced Packaging». Si tratta, per l’appunto, di uno dei focus del gruppo.

TRIMESTRI DEL GRUPPO A CONFRONTO

Dati in milioni di euro. (Nota: (*) considerate anche le Jv con il metodo proporzionale)

La società, su questo fronte, in primis punta al business dei materiali bio («passivi») che sono compostabili o riciclabili. Un’area, ad esempio nelle capsule del caffè, piuttosto ampia e che, ovviamente anche grazie alla presenza della neoacquisita Metalvuolto, può dare soddisfazioni a Saes Getters. La strategia, tuttavia, non si ferma qui. Il gruppo ha sviluppato una tecnologia (si presenta in forma di lacca) che «spalmata» su strati di plastica rende quest’ultima «intelligente», consentendo l’ampliamento dello spazio di utilizzo del packaging. Un esempio? Nell’alimentare. La frutta, si sa, produce l’etilene. Un gas naturale protagonista della maturazione del frutto. Orbene: nell’anno verrà lanciato sul mercato un materiale attivo che, essendo in grado di assorbire proprio il gas in oggetto, potrebbe permettere la migliore conservazione della frutta. Al di là delle singole applicazioni quale la dinamica della divisione? Nel 2017 i ricavi dovrebbero essere attorno a 14 milioni. La fabbrica acquisita con Metalvuoto sarà in utile mentre l’intera divisione si manterrà sul break even a livello di Ebit. Nel 2018, invece, è prevista la concretizzazione del profitto netto. E riguardo alle vendite? L’obiettivo, nel giro di 3-5 anni, è quello di arrivare, per la divisione in oggetto, ad un fatturato di 100-150 milioni.

RICAVI PER BUSINESS UNIT

Dati in milioni di euro

Ma non è solamente il packaging «intelligente». Sono rilevanti le stesse «Shape Memory Alloys» (Sma). Qui, nel primo trimestre dell’anno, l’attività legata al settore biomedicale è aumentata del 15,7% (+12,1% l’incremento organico). Si tratta di un trend conseguente soprattutto all’acquisizione di market share da parte del gruppo il quale è stato in grado, analogamente allo scorso anno, di crescere più del mercato di riferimento. Una dinamica che prosegue per l’intero 2017? La risposta è positiva. Saes Getter stima un rialzo tra l’high single e il low double digit.

RICAVI PER AREA GEOGRAFICA

Dati in percentuale

Tutto rose e fiori, insomma? La realtà è più complicata. Il risparmiatore, nonostante apprezzi la crescita complessiva della divisione (+12,3% nel primo trimestre del 2017), rileva che le «Le leghe a memoria di forma» nel settore industriale sono calate (-10,7% a livello organico). Un trend che indice dei dubbi. Saes Getters rigetta i timori. Innanzitutto, è l’indicazione, la dinamica di un singolo trimestre è scarsamente significativa. Deve guardarsi più sul lungo periodo. Ebbene, viene sottolineato dall’azienda, nel 2015 (rispetto al 2014) i ricavi reported delle Sma industriali sono saliti del 76,2%. Poi, nell’esercizio successivo, la dinamica è proseguita (+15,9%). Insomma: la traiettoria, indica Saes Getters, è al rialzo. Ciò detto, afferma sempre la società, il dato del primo trimestre è l’effetto dello spostamento di un impianto produttivo dalla Germania all’Italia che ha impattato le vendite nel settore del luxury goods. Quindi il trend è contingente. Non solo. Il gruppo sottolinea che una sua Sma ha ricevuto la qualificazione da un importante produttore di cellullari cinese. Con il che, conclude Saes Getters, non solo non c’è alcun problema. Ma, riguardo alle Sma industriali, l’azienda indica che le prospettive sono molto positive.

Fin qui alcune indicazioni rispetto al «packaging» intelligente e alle «leghe a memorie di forma». E, tuttavia, la divisione con la maggiore incidenza sul fatturato, e il più alto margine operativo (27,6% a fine del 2016), rimane quella delle «Applicazioni industriali» . Le quali, tra inizio gennaio e il 31 marzo scorsi, sono cresciute a livello organico del 22,9%. Tra le spinte maggiori al business c’è stata quella dei «Systems for Gas Purification & Handling». Un evento dovuto soprattutto agli investimenti delle fabbriche cinesi di semiconduttori. Quest’ultime, a ben vedere, sono attese nel 2017 ad esborsi record in modo da dotare il Paese di una capacità produttiva autonoma. Al che Saes Getters, riguardo a questo comparto all’interno delle «Applicazioni industriali», ha l’obiettivo nel 2017 di arrivare a circa 90 milioni di dollari di fatturato.

Oltre ai «Systems for Gas Purification & Handling» altra area essenziale è quella degli «Electronic devices». Questo comparto, in rialzo (+37%) nel primo trimestre del 2017, ricomprende molte applicazioni trasversali all’elettronica di consumo (ad esempio, nella telefonia). Ovvio, quindi, che reciti un ruolo importante nel sviluppo del business.

In rallentamento invece, sempre nel primo trimestre, il settore della «Security & Defence» (-16% la variazione organica). Qui, però, deve da una parte ricordarsi che la domanda è piuttosto volatile; e dall’altra che la dinamica di fondo è positiva. Nel 2016 la «Difesa e sicurezza» è cresciuta, al netto dei cambi, del 9,3%. E la stessa Saes Getters esprime ottimismo riguardo ad essa.

Al di là di ciò il risparmiatore volge lo sguardo verso altri aspetti. Tra questi: l’indebitamento finanziario. Al 31 marzo scorso il rosso della Posizione finanziaria netta (Pfn) si è attestato a 25,2 milioni. Il dato è in calo rispetto a fine 2016 (debito netto a 33,8 milioni). E tuttavia, anche a fronte del suo incremento nello scorso esercizio, l’investitore storce un po’ il naso. Saes Getters rigetta il dubbio. La società, al di là che la Pfn nel 2017 sia stata influenzata dai forti investimenti per la crescita, sottolinea che, a fine anno, il rosso della Pfn stessa, pagato il dividendo e al netto di operazioni straordinarie, è previsto in diminuzione a circa 15 milioni. Un livello che implica un «Net debt to Ebitda» da attendersi al di sotto dell’unità. Cioè, indica l’azienda, un valore di totale tranquillità. Ciò detto l’obiettivo per il gruppo, sempre al netto di eventuali operazioni straordinarie, è di essere cassa positivi nel 2018.

Già, nel 2018. Ma quali le prospettive rispetto al 2017? Saes Getters stima un fatturato consolidato, a parità di cambi, oltre i 200 milioni. E prevede l’utile netto in forte aumento.

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