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Safilo crolla in Borsa dopo il taglio dei target al 2020. Lavoratori in sciopero

Sui prossimi esercizi pesa la scadenza delle licenze con Lvmh e il mancato accordo (che il mercato si aspettava) con la joint venture tra Marcolin e Lvmh che avrebbe compensato in parte il calo dei ricavi. Gli analisti sottolineano inoltre le stime deludenti sugli investimenti dei prossimi anni. Durante la conference call di presentazione del piano, l'ad Trocchia ha detto che la società guarda a possibili operazioni di M&A e a nuove licenze. Intanto i sindacati hanno proclamato uno sciopero generale e lo stato di agitazione contro i 700 esuberi annunciati in Italia

di Chiara Di Cristofaro

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Sui prossimi esercizi pesa la scadenza delle licenze con Lvmh e il mancato accordo (che il mercato si aspettava) con la joint venture tra Marcolin e Lvmh che avrebbe compensato in parte il calo dei ricavi. Gli analisti sottolineano inoltre le stime deludenti sugli investimenti dei prossimi anni. Durante la conference call di presentazione del piano, l'ad Trocchia ha detto che la società guarda a possibili operazioni di M&A e a nuove licenze. Intanto i sindacati hanno proclamato uno sciopero generale e lo stato di agitazione contro i 700 esuberi annunciati in Italia


4' di lettura

Dopo non essere riuscita a lungo a non fare prezzo in Borsa, Safilo Group ha chiuso la seduta in calo del 25,47% dopo la presentazione del piano industriale al 2020. In una seduta la società ha perso oltre 107 milioni di euro di capitalizzazione, scendendo dai 429 milioni di euro alla chiuura di ieri. Il gruppo dell'occhialeria, che prevede 700 esuberi e che ieri mattina aveva annunciato il rinnovo anticipato della licenza per il marchio Marc Jacobs, ha fatto sapere che l'uscita delle licenze del lusso Lvmh rende necessario l'avvio di un piano di riorganizzazione e ristrutturazione industriale. La società, che prevede di chiudere l'esercizio 2019 con vendite nette delle attività in continuità in sostanziale stabilità rispetto al 2018, ha tagliato le stime sui ricavi dell'anno prossimo e ha fornito stime di investimenti inferiori alle attese.

Deludono le stime per il 2020
Se gli analisti di Equita sottolineano che non ci sono novità per il 2019, l'attenzione si concentra sul prossimo anno: per il 2020, infatti, il gruppo prevede ora ricavi netti tra 960 milioni e un miliardo di euro, rispetto all'obiettivo tra 1 e 1,02 miliardi comunicato il 2 agosto 2018, e un margine Ebitda adjusted (prima dell'applicazione dell'Ifrs 16) a circa il 6% delle vendite rispetto al precedente obiettivo di 8%-10%. Safilo fa sapere che questo scostamento è imputabile all'uscita della licenza Dior dopo il 2020. Le vendite nette sono attese intorno a un miliardo di euro nel 2024, con un Cagr (tasso medio annuo di crescita) nei 5 anni tra l'1% e il 2%. Il margine Ebitda adjusted è atteso tra il 9% e l'11% delle vendite nel 2024, mentre la posizione finanziaria netta dovrebbe risultare positiva entro la fine del piano. Safilo taglierà 700 dipendenti (su 1500) in Italia con 45 mln di oneri di ristrutturazione.

Le licenze in scadenza e gli accordi mancati
«Manca quindi un accordo con Thelios (la jv tra Lvmh e Marcolin) per mitigare il passaggio della licenza Dior alla joint venture», commentano gli analisti di Equita. Il piano include la scadenza di Fendi (attesa) da luglio 2021. «Si tratta quindi di un piano basato su uno scenario/perimetro ragionevoli», sottolineano gli analisti. Il Capex è previsto di circa 30 mln nel 2020 e 20 mln nel 2024: «Ci aspettavamo almeno 40-50 mln di capex all`anno - scrivono da Equita - il 2% di capex/sales sembra troppo ottimista». Gli esperti prevedevano «una reazione negativa del titolo, data la recente forte performance, in parte a nostro avviso sostenuta dalle speculazioni di possibili accordi con Thelios. Siamo inoltre scettici sul target di capex/sales». Equita sottolinea infine che «un ebitda nel mid-range della stima al 2024 (90 milioni) al netto di investimenti più ragionevoli (50 mln, non lontano dalla media del passato) implicherebbe 25 mln di free cash flow nel 2024 o 5,5% di free cash flow yield, con un rischio di esecuzione non banale». Equita ha un giudizio hold sul titolo con un target a 1,1 euro.

Trocchia: possibili nuove operazioni di M&A e nuove licenze
Nel corso della conference call di presentazione del piano industriale, Angelo Trocchia, amministratore delegato della società di occhialeria ha detto che per Safilo non sono da escludere operazioni di M&A e nemmeno acquisizioni di nuove licenze. «Vedo la possibilità di altre potenziali operazioni di merger and acquisition, ma purché siano in linea con la direzione strategica che ha imboccato l'azienda», ha spiegato il manager. Quanto alle licenze, Trocchia ha detto: «stiamo cercando licenze da attivare, ma sottolineo che la nostra strategia non è quella di avere licenze tanto per averle. Saremo molto attenti a valutare le licenze, in base alla loro posizione geografica, al loro rapporto con i clienti».

Sciopero generale e stato di agitazione per i dipendenti
Stato di agitazione in tutti gli stabilimenti del Gruppo Safilo, blocco immediato degli straordinari e di qualsiasi altra flessibilità oraria e sciopero generale indetto per venerdì 13 dicembre. Così i sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil rispondono al piano presentato dall’amministratore delegato di Safilo, Angelo Trocchia. Si tratta di 700 esuberi sui 2.600 lavoratori totali di oggi, cioè un dipendente su 4. Il piano di Trocchia prevede la chiusura definitiva dello stabilimento di Martignacco (Udine, con 250 addetti), il dimezzamento dei dipendenti a Longarone, nel Bellunese (previsti 400 posti in meno) e l’uscita di 50 impiegati nella sede centrale di Padova. Nel corso della conference call, Trocchia ha detto che ieri si è svolto un primo incontro con i sindacati sul piano. «La società dovrà essere più snella e più veloce», ha spiegato il manager. Trocchia ha comunque sottolineato che la decisione di tagliare tanti posti di lavoro non è stata «presa a cuor leggero». D'altra parte era inevitabile per la sopravvivenza dell'azienda, per garantirle «altri 150 anni di storia». Poi i dettagli sulla gestione degli esuberi «dovranno essere discussi con i sindacati - ha aggiunto - ieri c'è stato un incontro molto sincero. La società è aperta nel capire come queste inevitabili decisioni possano essere meglio implementate».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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