I tavoli di crisi in Veneto

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Safilo perde due griffe. Nuovo piano industriale e gestione degli esuberi

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È il caso di una crisi che non è legata a uno specifico settore o al mercato, ma alla dinamica dell’occhialeria, in cui perdere o acquisire una licenza può fare la differenza. Safilo incassa l’uscita del marchio Dior dal 1° gennaio 2021, e del marchio Fendi dal 1° luglio 2021. L’impresa lo ha messo nero su bianco nel nuovo Piano industriale, registrando che questo «ha fine un impatto su un numero significativo di persone, per le quali attiveremo tutte le migliori soluzioni possibili e responsabili, lavorando a stretto contatto con le rappresentanze sindacali dei lavoratori». Safilo prevede di chiudere l’esercizio 2019 con vendite nette delle attività in continuità in sostanziale stabilità rispetto al 2018, mentre per l’esercizio 2020, il Gruppo prevede ora ricavi netti tra 960 e 1.000 milioni di euro, rispetto all’obiettivo di 1.000-1.020 milioni di euro comunicato
il 2 agosto 2018.

700 Esuberi
Di questi 400 riguardano lo stabilimento di Longarone, Belluno e 50 Padova. Le segreterie nazionali di F ilctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil hanno chiesto di coinvolgere la trattativa al Mise. Il 13 dicembre c’è stato uno sciopero generale di tutti gli stabilimenti del gruppo. Il 20 dicembre si è tenuto un primo incontro tra Regione del Veneto e le Organizzazioni sindacali che chiedono di conoscere le prospettive di rilancio.

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