mephisto waltz

Saga delle -omiche


2' di lettura

Belzebù, nelle usuali scorribande a caccia di novità, su carta stampata e social di ogni sorta - autentica fatica di Sisifo, per restare aggiornato - inciampa  nel video di un neuroradiologo di fama, il Prof. Giuseppe Scotti, colui che primo introdusse la TAC in Italia: eccolo ora intento a spiegare il nuovo grande balzo in avanti della sua disciplina. Inizio di una nuova era: quella della Radiomica (ultima della saga delle ’omiche’). Da sentire sembra l’uovo di Colombo: raccogli milioni di dati imaging, li butti nel pentolone del computer, fai un bel frullato con i migliori algoritmi (non predatori, come quelli della finanza) e tracchete, puoi fare diagnosi precisissime, supportate da una quantità di raffronti che mente umana mai sarebbe in grado di esaminare. Quindi, grazie alla capacità delle apparecchiature di oggi, alla genomica, alla statistica, agli esami di laboratorio,ai dati ambientali, al sabba infernale dei Big Data - non quelli delle elezioni americane o nostrane - a lastre, tac e risonanze magnetiche tratte dagli archivi dei grandi centri ospedalieri e al pepe dell’intelligenza artificiale, ecco la luce su ogni male. Di oggi e di domani.  Siamo al trionfo dell’X-Factor scientifico, in grado di ottenere diagnosi immediate e certe, ma soprattutto prognosi inappuntabili. Belzebù rimugina tutto e subito si pone due domande. Una etica (sic): riuscirà il medico a trovare il modo per comunicare al paziente l’esito futuro della malattia, che può essere una condanna a morte, senza violare la privacy? E l’altra operativa - in un momento di panico - per quanto i diavoli non abbiano il problema della crisi di vocazioni, che attraversa quelli che stanno lassù: come potrà star dietro alla conseguente crescita esponenziale di anime? Tenuto conto che l’età media dopo essere stata attorno ai 25 anni per qualche millennio, raddoppia a 40 a fine ‘800, e ora, in soli cent’anni, è già oltre gli 80? Grazie alla scienza, una per tutte la penicillina, agli antibiotici e quant’altro. Ma anche all'anestesia, che ha azzerato le sofferenze immani di cui hanno sofferto nei secoli principi e poveretti, sotto i ferri di barbieri e macellai che avevano solo il polso fermo e facevano la funzione di chirurghi. Millenni son trascorsi a colpi di purghe e salassi, no antisepsi, ferite orrende infette e il tormento di epidemie, lebbra e colera, infernali delizie del Medioevo. Non solo ars longa: oggi sopratutto, vita longa ac felix.

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