Sfilate

Saint-Laurent alla scoperta di paesaggi artici, ma sui tacchi a spillo

Il video della collezione creata da Anthony Vaccarello per l’autunno-inverno prossimo gioca sulla bellezza della natura e i contrasti con lo stile sofisticato (ma rock) della maison

di Angelo Flaccavento

2' di lettura

Nel liberi tutti pandemico, le stagioni di presentazione sono quanto mai estese: al nucleo solido delle fashion week succedono infatti gli eventi video alla spicciolata. Oggi è stata la volta di Saint-Laurent: produzione mega, apocalittica per scenario selvaggio e per lunghezza, annunciata da una fotografia in tiratura limitata, opera di Juergen Teller, del medesimo soggetto sublime.

La natura «madre matrigna» e musa

Il tema della stagione è il contrasto ad alto voltaggio tra natura ostile – la maison parla di un luogo ideale, che tra sabbie nere, cascate, muschi e ghiacciai si direbbe essere l’Islanda – e glamour estremo, significato dai bodysuit e dai costumi da bagno metallizzati, tripudio di kitsch da manuale, o di armamentario avanspettacolo. Il retropensiero è presto esplicitato: costretti a sopravvivere, quindi a mettere momentaneamente in stallo ogni frivolezza, non di meno si ha voglia di scintillare e di smattare.

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Il link per vedere il video della sfilata

La visione del direttore creativo

Secondo il direttore creativo Anthony Vaccarello «gli affari seri costringono a prendere altre cose meno seriamente». E sia. La donna Saint-Laurent, scheletrica come non mai, imbronciatissima – come darle torto, tutta svestita con quel freddo – i piedi issati su tacchi chilometrici in barba a rocce da affrontare con suole da trekking, rifiuta il nero solido e i neutri della scorsa stagione per dedicarsi anima e corpo ai colori saturi e aciduli, alle luccicanze diffuse, alle pellicce sintetiche miste a broccati – con buona pace di Oscar de la Renta – e a non poca decorazione. Sì, libera, e godereccia.

Colonna sonora e ispirazioni

Le note di accompagnamento parlano di ispirazioni carpite dalle imperfezioni scintillanti del guardaroba di Peaches, musicista underground e performer di culto, ma esoterismi narrativi a parte quel che colpisce è l’abbondanza di citazioni dal vocabolario Chanel: giacche di tweed, gioielli di smalto e ancora giacche di tweed, per non parlare del matelassè sulle borse. Di Saint-Laurent, o meglio della interpretazione che Vaccarello ne da da qualche anno, rimane la secchezza irremissibile del taglio e l’attitudine marciante e fiera, anche se la falcata da predatrice, in cotanto scenario, fa sorridere e pensare: ma dove vai? Il tiro in effetti è da correggere, ma l’uso del colore è stimolante.

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