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Saipem a picco in Borsa, le banche dovranno coprire almeno 400 mln dell'aumento

Il titolo perde un altro 40%. L'asta dei diritti lascia invendute opzioni per sottoscrivere un quinto dei 2 miliardi della ricapitalizzazione

di Andrea Fontana

(IMAGOECONOMICA)

1' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Nuovo tracollo delle azioni ordinarie Saipem mentre, dopo l'ultima asta dei diritti per l'aumento di capitale, è rimasto invenduto circa il 20% delle opzioni per sottoscrivere i 2 miliardi di euro di capitale: pertanto dovrà intervenire il consorzio di garanzia composto da un pool di banche che sarà chiamato a sottoscrivere almeno 400 milioni.

Dopo il -48,5% della seduta di martedì 12 luglio, le quotazioni stanno ulteriormente precipitando verso il prezzo di sottoscrizione dei nuovi titoli, pari a 1,013 euro e perdono un altro 40%.

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L'aumento di capitale ha raccolto in prima battuta adesioni pari al 70% del capitale e nelle successive aste sono stati venduti altri 2 milioni di diritti utili a sottoscrivere un altro 9.9% di capitale. L'esercizio dei diritti deve essere effettuato entro le 14 del 14 luglio 2022. Sono rimasti invece invenduti 4 milioni di titoli che consentono di sottoscrivere il restante 20% della maxi ricapitalizzazione. Scatterà quindi l'intervento del consorzio di banche (Bnp Paripas, Citigroup, Deutsche Bank, Hsbc, Intesa Sanpaolo e UniCredit, Abn Amro, Banca Akros, Banco Santander, Barclays, Bper, Goldman Sachs International, Societe Generale e Stifel) che si erano impegnate a sottoscrivere le nuove azioni inoptate fino a un importo massimo di 1,11 miliardi, equivalenti alla differenza tra il valore complessivo dell'aumento di capitale e il valore delle nuove azioni oggetto dell'impegno di sottoscrizione di Eni e Cdp.

L'impegno del consorzio sarà quindi tra un minimo di 400 milioni di euro e un massimo di 600 milioni, nel caso in cui i diritti acquistati nell'asta degli ultimi due giorni non fossero esercitati.

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