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Saipem ed Eni sotto i riflettori, greggio in rialzo in attesa dell'Opec+

Dopo un 2020 difficile per tutto il comparto, i titoli cercano il riscatto, insieme con il petrolio. Intanto, i paesi produttori sono divisi tra aumento e tagli della produzione

di Chiara Di Cristofaro

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(Reuters)

Dopo un 2020 difficile per tutto il comparto, i titoli cercano il riscatto, insieme con il petrolio. Intanto, i paesi produttori sono divisi tra aumento e tagli della produzione


2' di lettura

Titoli petroliferi ancora sotto i riflettori a Piazza Affari, con Saipem ed Eni che sono tra migliori del listino con rialzi di oltre un punto percentuale, bene anche Tenaris che limita però i guadagni. Saipem, che la scorsa settimana ha beneficiato anche della notizia di un nuovo contratto EPC in Australia del valore (pro-quota) di 1,2 mld di dollari che rappresenta, secondo Equita, il 14% della raccolta ordini 2020, ha un andamento più vivace da qualche seduta, mentre Eni si è mossa finora in maniera più prudente.

Un 2020 in altalena per il comparto

I titoli petroliferi sono stati tra i più penalizzati lo scorso anno, con il crollo del prezzo del greggio di marzo-aprile (il secondo crollo più forte da sempre, -80%). Da gennaio 2020, quando si ipotizzava un petrolio a 100 dollari al barile a causa delle tensioni Usa-Iran e dopo il crollo, i prezzi hanno recuperato con le riaperture post lockdown e la ripresa di novembre 2020 e si muovono ora in area 50 dollari. Al momento, i contratti sul Brent consegna marzo sono in rialzo dello 0,63% a 51,41 dollari mentre quelli sul Wti sempre consegna marzo sono in progresso dello 0,73% a 48,11 dollari.

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La Russia tiene in scacco i produttori dell'Opec Plus

Gli occhi, in questo momento, sono tutti puntati sulla riunione dei Paesi Opec Plus, spaccati su un aumento della produzione a febbraio. La Russia spinge per un aumento da 500mila barili al giorno, mentre l’Arabia e la maggior parte degli altri membri si è opposta. "Lo scontro ha riportato alla mente degli operatori la guerra dei prezzi di inizio 2020 - commentano gli analisti di Mps Capital Services - la 'teoria dei giochi' lascia pensare che lo scenario più probabile e conveniente per i produttori sia quello di un compromesso con un rialzo inferiore alle richieste russe, in modo da segnalare la volontà nella cooperazione". Mosca, anche se appare isolata, può bloccare i colloqui: nell’Opec Plus la maggioranza non basta a imporre una decisione,  ci vuole l’unanimità.

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