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Saipem in forte ribasso con calo oil e dopo decisione Corte Suprema algerina

Ha rigettato il ricorso contro la sentenza di condanna emessa dalla Corte d'Appello di Algeri nel procedimento penale relativo al progetto di GNL3 Arzew. Saipem si riserva di impugnare la decisione presso ogni sede competente.

di Stefania Arcudi

(ANSA)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Saipem, reduce dai ribassi della settimana scorsa, perde ulteriore terreno e, con un calo arrivato anche oltre 5 punti ed essere stata anche fermata in asta di volatilità, è tra le peggiori del FTSE MIB. Le azioni si attestano in ribasso sostanzialmente costante da metà luglio (l'11 luglio aveva terminato a 3,789 euro per azione) e hanno toccato un minimo di 0,58 euro il 20 settembre, per poi tentare successivamente un recupero. Non aiuta il calo del petroli o (-0,77% il Wti gennaio a 79,48 dollari al barile, -0,88% il Brent di pari scadenza a 86,89 dollari). Inoltre, venerdì la Corte Suprema algerina ha rigettato il ricorso contro la sentenza di condanna emessa dalla Corte d'Appello di Algeri nel procedimento penale relativo al progetto di GNL3 Arzew. Saipem ha fatto sapere che si riserva di impugnare la decisione della Corte suprema presso ogni sede competente.

«La notizia ha risvolti negativi per il titolo per le implicazioni sulla posizione finanziaria netta relativamente a quanto sanzionato a Saipem per circa 0,2 miliardi», sottolineano gli analisti di Equita. Il procedimento penale era in corso dal 2019 e riguarda l'assegnazione di un progetto avvenuta nel 2008. La sentenza a carico di Saipem aveva stabilito ammende e risarcimenti danni per un importo di circa 200 milioni di euro, di cui 61 milioni di ammende e 140 milioni a favore delle parti civili. L'autorità giudiziaria italiana aveva assolto Saipem a dicembre 2020 circa le modalità di assegnazione del progetto GNL3 Arzew. La società aveva già accantonato nel bilancio 2021 un onere di pari importo, il cui versamento era rimasto sospeso a seguito dell`impugnazione in Corte di Appello. Il ricorso presso la Corte Suprema algerina aveva sospeso gli effetti della sentenza di appello per le ammende (60 milioni), mentre gli importi a favore delle parti civili (140 milioni) erano diventati esecutivi.

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