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Saipem a picco. Nuovo allarme utili e contatti con soci per "manovra finanziaria"

I titoli del gruppo prima non hanno fatto prezzo in apertura, poi sono stati fermati in volatilità quando segnavano un calo teorico del 26 per cento

di Cheo Condina

(REUTERS)

3' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Partenza da incubo per Saipem in Borsa con il titolo che non fa prezzo in apertura, poi inizia a trattare e cede il 24,5% a 1,46 euro e infine rientra in volatilità a -26 per cento. A pesare è l'annuncio effettuato dal gruppo questa mattina a mercati chiusi, con il ritiro della guidance annunciata a fine ottobre 2021 visto che le stime preliminari sul secondo semestre hanno evidenziato numeri significativamente peggiori rispetto alle attese, di circa 1 miliardo sia sull'Ebitda sia sui ricavi. Inoltre, la società dovrà ridurre il capitale per perdite e ha avviato contatti con le banche dato che il mancato rispetto di alcuni covenant potrebbe far scattare il rientro accelerato di alcuni prestiti. In quest'ottica sono stati allertati i principali soci di Saipem, cioè Cdp ed Eni, «al fine di verificare anche la loro disponibilità a partecipare a una tempestiva e adeguata manovra finanziaria». Il che significa, il più delle volte, una rinegoziazione del debito con le banche insieme con un rafforzamento del capitale della società grazie a un intervento degli azionisti. Una prospettiva che ovviamente incide pesantemente sul titolo a Piazza Affari.

Terzo profit warning con nuovo management

Emblematico il commento degli analisti di Mediobanca Securities: «Si tratta del terzo profit warning consecutivo da quando è subentrato il nuovo management della società, nel secondo trimestre 2021. Chiaramente, gli investitori si chiedono se il gruppo è in grado di gestire bene i costi in aumento su alcuni dei suoi progetti e se emergeranno ulteriori perdite. Ancora più importante - si aggiunge - gli investitori si chiederanno se sarà necessario immettere nuovo capitale per rafforzare le finanze della societàbase e il potenziale impatto diluitivo sul valore per gli azionisti, come avvenuto con l'ultimo aumento di capitale del 2016».

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Riviste al ribasso le previsioni per il secondo semestre 2021

Nello specifico Saipem ha rivisto il backlog , che «evidenzia, a causa del perdurare del contesto della pandemia, dell’aumento, attuale e prospettico, dei costi delle materie prime e della logistica, un significativo deterioramento dei margini economici a vita intera di alcuni progetti relativi all’E&C Onshore e all’Offshore wind con conseguente effetto» sui conti.
Nel dettaglio si prevede un Ebitda adjusted consolidato del secondo semestre 2021 in riduzione di circa 1 miliardo di euro rispetto all’outlook già comunicato (i margini erano stati indicati "positivi" il 28 ottobre in occasione dei nove mesi e della presentazione del nuovo piano) e una contrazione dei ricavi consolidati del secondo semestre 2021 da 4,5 miliardi di euro (che era l'outlook) a 3,5 miliardi di euro. Dovrebbe invece migliorare la posizione finanziaria netta a fine 2021, pari a circa 1,5 miliardi di euro, rispetto all’outlook di 1,7 miliardi.

I commenti degli analisti

Secondo Bestinver «il profit warning e la necessità di un aumento di capitale sono una doccia fredda visto che Saipem aveva presentato a fine ottobre il piano 2021-2025 escludendo i rischi proprio di una ricapitalizzazione e confermando un Ebitda positivo nel secondo semestre 2021 e indicando target di crescita molto ambiziosi per gli anni a venire». Non solo, aggiunge, «ricordiamo che Saipem ha realizzato un aumento di capitale nel 2016 da 3,5 miliardi e accumulato perdite di oltre 1,9 miliardi tra il 2017 e il 2020, con ulteriori 2 miliardi di rosso per il 2021 che porteranno lo shareholder equity a 0,9 miliardi». Secondo Bestinver, un cambio così strutturale della guidance a soli tre mesi dalla presentazione del piano può minare la fiducia del mercato nel management, guidato dal neo ad Francesco Caio, che in realtà dal 2018 era presidente. Conclusione: «La reazione del mercato sarà pesante e mettiamo sotto review il giudizio hold sull'azione e la valutazione di 1,7-1,9 euro per azione». Anche il titolo del commento di Mediobanca è significativo: «Un altro profit warning», con gli esperti di Piazzetta Cuccia che si interrogano sul potenziale effetto diluitivo della manovra finanziaria sull'azione. Anche secondo Equita, la notizia odierna «ha chiaramente risvolti negativi per il titolo. In via molto preliminare, ipotizzando un rafforzamento patrimoniale da 1 miliardo il rapporto posizione finanziaria netta /Ebitda scenderebbe nel 2023 a 1,6-1,1 volte da 2,9-2,3 volte ma diversi sono i fattori che possono influenzare l'ammontare».

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