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Saipem giù tra prezzi greggio e upgrade di Berenberg

Il broker passa a "buy" su migliori prospettive degli ordini

di Eleonora Micheli

(AFP)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Saipem soffre il calo dei prezzi del petrolio, tra le rientrate tensioni sui missili in Polonia e i contagi di Covid in risalita in Cina, mentre la sessione si era aperta in vivace rialzo grazie al giudizio positivo di Berenberg. IL broker è passato da ‘Hold’ a ‘Buy’. I titoli sono saliti di oltre il 5%, per poi frenare.

Buone prospettive dagli ordini

Secondo gli analisti di Berenberg i risultati del terzo trimestre di Saipem hanno dimostrato un’inversione di tendenza delle prospettive, complice il miglioramento degli ordini acquisiti e l’ampio portafoglio ordini. Nel dettaglio, dai conti dei primi nove mesi, è emerso che il portafoglio ordini è pari a 21 miliardi di euro (escluse le perforazioni onshore e il progetto Qatargas da 4,5 miliardi di dollari). In più, secondo la casa di brokeraggio, le prospettive per nuovi ordini sono rosee.

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Svolta con aumento e cessione perforazione a terra

«L'aumento di capitale realizzato a luglio ha significativamente rafforzato il bilancio», hanno commentato gli esperti, apprezzando inoltre la nuova strategia tracciata dalla società, che punta verso l'offshore, «che storicamente ha beneficiato di minore concorrenza e margini più elevati». Secondo Berenberg anche la cessione del business Drilling Onshore ha ridotto l'indebitamento netto e rifocalizzato le risorse sui segmenti a più elevata marginalità. Gli analisti della casa di brokeraggio ritengono che le azioni di Saipem siano a buon mercato: il rapporto tra enterprise value ed ebitda previsto al 2024 è pari a 3,7 volte, «ben al di sotto della media quinquennale pre-aumento di capitale che era attorno a 5,3 volte nel periodo 2016-2020». Gli esperti hanno ritoccato le stime di utile per azione per il periodo 2022-2023 dal range -0,33/-0,07 euro per azione a -0,12/-0,02 euro e hanno dunque alzato la raccomandazione a ‘Buy’, indicando un target di prezzo a 1,45 euro, rispetto al precedente 1,2 euro. Berenberg ricorda che il prezzo delle azioni adesso è superiore a quello dell'opzione derivante dall'emissione dei diritti legati all’aumento di capitale effettuato nei mesi scorsi di 1,013 euro per azione. Diritti in mano al consorzio di 14 banche. «Come aspetto negativo – hanno concluso gli analisti - si prevede che nel periodo 2022/23 verranno rivisti gli accantonamenti provocando un calo della generazione di cassa». Inoltre rimangono in sospeso ulteriori 190 milioni di euro previsti per la sentenza di Algeri, sulla quale sono attese notizie.

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