Nobel per l’Economia / 2

Salari minimi, biciclette e volontari per capire le relazioni causa-effetto

di Andrea Goldstein

(AFP)

3' di lettura

L’economia non è una scienza sperimentale, ma ovviamente si interessa anch’essa alle relazioni di casualità a partire da esperienze di varia natura. In particolare tra le decisioni di politica pubblica (come l’aumento del salario minimo) e le situazioni contingenti (come la data di nascita e pertanto anche l’età di ingresso a scuola), da un lato, e l’andamento di variabili come la disoccupazione o i redditi individuali. Trovare la risposta a queste domande unisce due economisti, David Card e Joshua D. Angrist (che hanno in comune anche l’onore di aver proluso le ultime Alan Krueger Lectures al Festival dell’Economia di Trento diretto da Tito Boeri), e un econometrico (Guido W. Imbens), cui è stato assegnato il Nobel Memorial Prize in Economic Sciences.

Il valore degli esperimenti

Per gli scienziati sociali non è agevole disporre di popolazioni con le caratteristiche necessarie per realizzare il tipo di esperimenti casuali che sono invece il pane e burro degli scienziati della natura, per esempio i medici. Nel 2019 l’Accademia di Stoccolma aveva riconosciuto il contributo di Abhijit Banerjee e Esther Duflo che sono riusciti a trovare il metodo per svolgere (randomized experiments), in cui alcuni soggetti sono sottoposti a determinati trattamenti e altri no. Negli esperimenti naturali, invece, il ricercatore non può scegliere i partecipanti e soprattutto i gruppi di controllo.

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Il nesso con la pandemia non è forse evidente, ma sicuramente esiste. La risposta al Covid è stata molto diversa tra Paesi e questi esperimenti naturali consentiranno in futuro di analizzare relazioni di causalità che altrimenti sarebbe stato impossibile osservare.

Il principale articolo di Card, scritto insieme ad Alan Krueger (l’economista americano che si è tolto la vita nel 2019, vittima di una grave depressione) smentì la vulgata secondo cui un aumento del salario minimo si traduce in una caduta dell’occupazione.

In questo caso l’esperimento consiste nel fatto che l’aumento (da 4,25 dollari a 5,05) venne deciso in New Jersey, ma non nella contigua Pennsylvania orientale. Gli autori analizzarono oltre 400 ristoranti trovando appunto che la misura salariale non aveva penalizzato i livelli occupazionali. Altre ricerche di Card si concentrano sulle conseguenze a livello locale che i flussi migratori hanno sul tasso di occupazione dei lavoratori poco qualificati – trovando che sono minime – e sull’impatto delle risorse delle scuole sulle performance degli studenti che le frequentano – che invece è significativo.

Studi sulla società

Angrist si è concentrato inizialmente sui legami tra istruzione e reddito. In particolare guardando alla leva della guerra del Vietnam, comparando chi dovette partire con chi potè invece proseguire il proprio percorso di studi, trovando un gap del 15% tra veterani e non-veterani.

Dal punto di vista metodologico, l’aspetto probabilmente più rilevante è che Angrist escluse chi partì volontario, perché in questo caso si trattò di una scelta, indipendente dalle politiche attuate. Un paper successivo, con Krueger, analizza invece le differenze dovute al calendario a cavallo di Capodanno, dato che i nati in gennaio iniziano ad andare a scuola quando sono “più grandi” rispetto a chi è nato in dicembre e possono quindi lasciare la scuola dell’obbligo con meno schooling alle spalle. Meno tempo passato sui banchi rispetto ad altri individui che nei fatti sono più vecchi di pochi giorni che si riflettono in minori redditi, del 9% per ogni anno di istruzione.

Il contributo di Imbens, insieme ad Angrist, è soprattutto metodologico e tecnico. Hanno dimostrato che è possibile identificare l’effetto di un intervento (per esempio un sussidio all’utilizzo della bicicletta) sul comportamento dei soggetti (usarla effettivamente per andare al lavoro) anche se il ricercatore non può controllare i partecipanti all’esperimento e se l’impatto varia a seconda degli individui.

Il loro paper sulle cosidette instrumental variables è stato citato più di 6 mila volte.

Sociologia del Nobel

Facendo un po’ di sociologia del Nobel, alcune caratteristiche saltano all’occhio. Che le donne rimangono sotto-rappresentate anche quest’anno, solo la giornalista filippina Maria Ressa per la Pace, rispetto a 13 uomini.

Che la mobilità dei talenti premia – anche se i tre economisti sono basati negli Stati Uniti, Card è canadese e Imbens olandese (l’americano Angrist ha acquisito la cittadinanza israeliana da adulto, a metà anni 80), portando a cinque i laureati di quest’anno che esercitano al di fuori del Paese di nascita. E infine che se l’America è sempre la Mecca delle scienze – Berkeley, Massachusetts Institute of Technology (dove lavorano Banerjee e Duflo) e Stanford University (già premiata l’anno scorso grazie a Paul R. Milgrom e Robert B. Wilson) per l’Economia, si aggiungono ad altri quattro atenei riconosciuti nelle altre discipline – c’è spazio anche per quattro istituzioni europee, tra cui la Sapienza.

E per finire, un po’ di leggerezza. Se Banerjee e Duflo sono sposati, Angrist è stato testimone di nozze di Imbens, a dimostrazione che chi sostiene che a fare gli economisti sono solo soggetti poco predisposti ai sentimenti si sbaglia!

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