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Con il salario minimo a 9 euro un lavoratore su 5 guadagnerà di più

di Francesca Barbieri


Con il salario minimo mille euro in più l'anno per 2,9 milioni di lavoratori

4' di lettura

Il 22% dei lavoratori del settore privato (eccezion fatta per i settori agricolo e domestico) si trova sotto una soglia di retribuzione oraria lorda di 9 euro. È quanto emerge dalle stime elaborate dall’Inps su una platea di oltre 5 milioni di lavoratori dipendenti sulla base delle dichiarazioni contributive di ottobre 2017 (si tratta di lavoratori che hanno lavorato a tempo pieno per tutto il mese) . Sulla base di queste stime una platea del 9% è al di sotto anche degli 8 eurodi salario orario; il 40% della platea si pone sotto 10 eur o.

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L’Inps ha presentato queste stime nell’ambito dell’audizione in commissione Lavoro del Senato sui Ddl sul salario orario minimo, che prevede un importo minimo orario di 9 euro lordi nel testo (AS 658) presentato dal Movimento Cinque Stelle (mentre invece la proposta del Pd, AS 310, presentata nel maggio 2018 prevede 9 euro netti). Secondo l’Inps la percentuale di lavoratori che sono al di sotto del salario minimo di 9 euro sale per le donne (26% rispetto al 21% degli uomini), tra gli under 35% (38%), al Sud e nelle Isole (31%) e nel settore dell’artigianato (52%, rispetto al 10% dell’industria e al 34% del terziario ).

SOGLIE DI SALARIO ORARIO PER SETTORE PRODUTTIVO

(Fonte: Inps)

SOGLIE DI SALARIO ORARIO PER SETTORE PRODUTTIVO

Una volta determinata la misura minima del salario orario «ritenuta maggiormente adeguata risulta opportuno riferirla esclusivamente al compenso lordo espungendo ogni riferimento agli oneri sociali, sia quelli a carico del datore di lavoro, sia quelli a carico del lavoratore».

Negli ultimi venti anni «la capacità regolativa del contratto collettivo nazionale è stata fortemente indebolita» si legge nella memoria depositata dall’Inps arrivando nel peggiore dei casi alla «contrattazione pirata» e al rischio di dumping sociale. Dunque, «alla luce di questa evoluzione, sia la giurisprudenza lavorista che gli studi economici del mercato del lavoro, hanno sollecitato giustamente l'esigenza di un salario minimo legale, tanto più se integrato con la contrattazione collettiva». Rispondendo alle domande, è stato poi rilevato che entrambe le proposte di legge presentate in Commissione contengono «apprezzabili meccanismi di gradualità».

Sempre secondo l’Inps quasi tutti i livelli di inquadramento del lavoro domestico hanno un salario orario inferiore a 9 euro. L’Istituto di previdenza chiede nell'eventuale introduzione di una soglia di salario minimo di tenere in considerazione «le oggettive caratteristiche del settore anche allo scopo di evitare il rischio di pericolose involuzioni che possono portare all'espansione del lavoro irregolare». Tra il 2012 e il 2017, rileva l'Inps il numero dei lavoratori regolari nel settore è diminuito del 15% passando da 1,01 milioni a 864.526 unità. In agricoltura, secondo i dati Inps, quasi 4 lavoratori su 10 (il 38%) hanno un salario orario inferiore ai 9 euro. Il target di riferimento è di oltre 964mila operai agricoli.

L’Istat, invece, sempre nel corso delle audizioni relative al Ddl sul salario minimo, ha evidenziato che fissando la soglia del salario minimo a 9 euro lordi l'ora ci sarebbero 2,9 milioni di lavoratori che avrebbero un incremento medio annuo di retribuzione di 1.073 euro. L’Istat spiega che sarebbe coinvolto il 21% dei lavoratori dipendenti con un aumento stimato del monte salari complessivo di 3,2 miliardi. Questi lavoratori «si concentrano tra gli apprendisti (59,5%) e gli operai (26,2%), nelle attività dei servizi di alloggio e ristorazione (27,1%), del noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese (34,3%) e nelle altre attività di servizi (61,6%), tra le donne (23,1%) e tra i giovani sotto i 29 anni (32,6%). I settori meno interessati da un eventuale passaggio al salario minimo con una soglia di 9 euro sono quelli di fornitura di energia elettrica e gas (3,4%), di fornitura di acqua (8,2%), dei servizi di informazione e comunicazione (7,8%) ma soprattutto delle attività finanziarie e assicurative (2,1%).

La soglia di salario minimo lordo a 9 euro l’ora comporterebbe per le imprese con dipendenti (circa 1,5 milioni) «un aggravio di costo che se non trasferito sui prezzi porterebbe a una compressione di circa l'1,2% del margine operativo lordo».

Secondo l’Ocse se si introducesse un salario minimo orario a 9 euro lordi sarebbe «tra i più elevati dell'area Ocse». Per l’economista Andrea Garnero,il salario minimo dell’Italia «sarebbe vicino a quello tedesco» ma l'economia italiana “è bene lontana da quella della Germania”. Garnero ha aggiunto che un salario orario medio di 9 euro sarebbe il più elevato tra i paesi Ocse per potere d'acquisto, a livello del Lussemburgo. «Nove euro è un valore molto elevato,
sarebbe il più elevato tra i paesi Ocse», ha detto
.

Lavoratori privati: 4,26 milioni sotto i 10mila euro lordi l’anno
Considerando la retribuzione annua degli oltre 15 milioni di dipendenti del settore privato (esclusi operai agricoli e domestici) con almeno una giornata retribuita nell'anno - secondo l'osservatorio Inps riferito al 2017 - ce ne sono 2,4 milioni con una retribuzione (imponibile ai fini previdenziali), inferiore ai 5mila euro anni e 1,85 milioni tra 5mila e 10mila. In totale si tratta di 4,26 milioni di lavoratori. Di questi, secondo l’Inps, appena il 9% ha lavorato tutto l'anno, il 20% tra tre 6 e 12 mesi, il 27 tra 3 e 6 mesi e il 44% meno di tre mesi.

Le parti sociali: Confindustria, pericolo fuga dal Ccnl; Cgil-Cisl-Uil, rischi se diverso da Ccnl

Durante l’audizione, Confindustria ha sottolineato la necessità di « definire correttamente il rapporto tra il salario minimo legale e il sistema della contrattazione collettiva esistente» ricordando che «il perimetro delle garanzie”» del Ccnl «è ben più esteso del mero trattamento economico minimo» ha detto il direttore area lavoro, welfare e capitale umano Pierangelo Albini. « Con un'introduzione del salario minimo legale che non tenesse affatto conto di questa importante differenza è elevato il rischio che si determini il fenomeno della cosiddetta “fuga” dal contratto collettivo».

Cgil, Cisl e Uil si sono dette «fortemente preoccupate da probabili effetti collaterali pericolosi che l'introduzione del salario minimo orario legale, diverso da quanto predisposto dai Ccnl, rischia di comportare». Così le tre sigle hanno sottolineato che una norma di legge che si proponga di fissare un salario minimo orario legale per tutti i lavoratori dipendenti debba innanzitutto «stabilire il valore legale dei trattamenti economici complessivi previsti dai
Contratti collettivi nazionali di lavoro».

OLTRE 4 MILIONI DI LAVORATORI CON STIPENDI SOTTO I 10MILA EURO L’ANNO

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