Salario minimo

la riforma all'esame del senato

Salario minimo: un lavoratore su cinque guadagna meno della proposta M5S

di Vittorio Nuti


Con il salario minimo mille euro in più l'anno per 2,9 milioni di lavoratori

3' di lettura

Se il Parlamento approvasse senza modifiche le "Disposizioni per l'istituzione del salario minimo orario" all'esame del Senato un lavoratore su cinque avrebbe diritto a un incremento dello stipendio. Il ddl, targato 5 Stelle (AS 658, prima firmataria Nunzia Catalfo) , fissa infatti in 9 euro l'ora «al lordo degli oneri contributivi e previdenziali» la paga minima per i lavoratori dipendenti. E quelli inquadrati nei livelli più bassi dei contratti nazionali, quindi con paghe orarie lorde inferiori a 9 euro sono quasi tre milioni (2,9 mln), circa il 21% dei 14 milioni di lavoratori dipendenti su cui ha acceso il faro l’Istat. In pratica uno su cinque, che è appunto la proporzione di quanti dovrebbero beneficiare di un aumento legato alla riforma del salario minimo.

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Moltissime categorie interessate
La stima, basata sulle ultime rilevazioni dei livelli retributivi dei principali contratti di lavoro fornite in audizione a marzo da Inps e Istat, interessa moltissime professioni: dai cuochi ai saldatori e alle guardie giurate, ma anche barman, autisti e magazzinieri fino ai giardinieri, ai camerieri e ai pizzaioli, solo per citare le categorie principali.

Il rischio di alimentare il lavoro nero
La retribuzione oraria lorda è calcolata per ogni figura professionale come rapporto tra la retribuzione annua in vigore a gennaio 2019 (comprensiva degli altri istituti contrattuali retribuiti come Tfr e tredicesima, le festività cadenti la domenica, indennità e scatti di anzianità) e il corrispondente orario lordo (incluse le ore di ferie, festività, e altre riduzioni retribuite). In pratica in quasi tutti i principali contratti (ad esclusione di quello del credito) ci sono livelli contrattuali con retribuzioni orarie inferiori a 9 euro. Anche se si dovessero escludere dall'applicazione dei nuovi minimi il contratto per il lavoro domestico e quello dei lavoratori agricoli ci sarebbero comunque molti lavoratori (e tante aziende) interessati alla modifica, con il rischio per molti settori (come il commercio e il turismo) di alimentare l'occupazione "in nero".

Sotto il limite saldatori e addetti alle pulizie
Per i pubblici esercizi hanno livelli minimi di retribuzione inferiori a 9 euro l'ora i cuochi "capo partita", i camerieri di ristorante, i barman, pizzaioli e gelatieri (sono al quarto livello con 8,77 euro) ma soprattutto personale di pulizia e fatica addetto alla sala o alla cucina (settimo livello, 7,28 euro) o le guardie giurate (quinto livello, 8,21 euro). Nel contratto dei metalmeccanici con Federmeccanica sono al di sotto dei 9 euro i dipendenti inquadrati al primo e secondo livello (tra questi ultimi anche saldatori e gruisti con i minimi a 8,36 euro) mentre nel contratto del commercio sono al di sotto del limite i dipendenti iscritti al quinto, sesto e settimo livello: quindi dagli archivisti protocollisti, agli addetti al controllo delle vendite e ai magazzinieri (8,99 euro) fino agli addetti alle pulizie (7,64).

Gli effetti per gli addetti al lavoro domestico
Per il contratto del turismo con Federalberghi hanno retribuzioni minime orarie inferiori a 9 euro le persone dal quarto al settimo livello. In pratica cuochi, barman e capo giardinieri incardinati al quarto livello e dipendenti di grandi e medi alberghi e villaggi turistici possono avere minimi a 8,97 euro mentre centralinisti, autisti e cameriere ai piani degli alberghi hanno minimi a 8,41 euro. All'ultimo livello è il personale di fatica con 7,48 euro di minimo orario. Per il lavoro domestico (accordo firmato al ministero del Lavoro il 16 gennaio 2019) i minimi sono per tutti i livelli inferiori a 9 euro con un minimo per le colf con meno di 12 anni di esperienza non conviventi a 4,62 euro l'ora. Per l'assistenza a persona non autosufficiente (livello D super) si pagano 8,21 euro l'ora.

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