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Salario minimo, tirocini, navigator, tutti i dossier sul tavolo di Orlando

Allo studio anche semplificazioni dell’apprendistato e lotta al sommerso. Il ministro del Lavoro esclude un nuovo blocco dei licenziamenti.

di Claudio Tucci

(ANSA)

4' di lettura

Dai tirocini, con allo studio una stretta sia su quelli extracurriculari sia su quelli curriculari (questi ultimi sono quelli “scolastici”) a nuove semplificazioni per l’apprendistato duale. Dalla lotta al sommerso, con l’avvio del portale unico del contrasto al lavoro sommerso che accentra in un’unica banca dati i risultati delle attività di vigilanza in materia di lavoro sommerso esercitate dai diversi organi ispettivi, all’ennesimo rilancio sul salario minimo, ma con l’accordo tra le parti sociali (a oggi fredde su un intervento ex lege). E ancora: la sorte dei navigator, il tema del recupero del potere d’acquisto, l’avvio delle politiche attive (programma Gol) e un primo tagliando alla riforma degli ammortizzatori. Sono questi i principali dossier sul tavolo del governo, e nello specifico del ministro del Lavoro, Andrea Orlando.

Il tema, divisivo, del salario minimo

Nell’ultimo incontro con sindacati e imprese, il ministro Orlando ha rilanciato sul salario minimo. In alternativa al salario minimo legale, il titolare del Lavoro ha proposto un intervento legislativo per estendere erga omnes i contratti più rappresentativi. Come minimo salariale verrebbe applicato il trattamento economico complessivo del contratto nazionale individuato come Ccnl di riferimento, perché firmato da sindacati e associazioni datoriali più rappresentative. Le prime reazioni delle parti sociali sono state fredde. Del resto, lo stesso Orlando ha riconosciuto come, sul salario minimo, si stia lavorando da mesi, ma che l’intesa con le parti sociali è difficile.

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La stretta su tirocini e la semplificazione dell’apprendistato

Il ministro del Lavoro ha poi annunciato un pacchetto di misure sui contratti d’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. Si pensa di ridurre la platea dei tirocini extracurriculari ai soli soggetti con maggiore distanza dal mercato del lavoro, e quindi più bisognosi di formazione; di introdurre un rimborso spese per i tirocini curriculari; e di semplificare l’apprendistato duale. Nell’intervento normativo annunciato per i tirocini curriculari (quelli cioè scolastici) Orlando ha parlato espressamente di rimborso spese e della necessità «di fornire una legislazione chiara che valorizzi lo strumento, per favorire la transizione tra il mondo della scuola e universitario e quello del lavoro attraverso regole più precise e tutelanti», oltre «al rafforzamento di tutele minime e del ruolo di garante dei soggetti promotori dei tirocini». Senonché i tirocini curriculari sono quelli che gli studenti devono fare per completare il loro percorso formativo a scuola, all’università, negli Its. Dunque occorre trovare le imprese disposte ad accoglierli, assumendosi il rischio della loro presenza in azienda (proprio per questi motivi, all’estero i tirocini curriculari non sono retribuiti).

Il nuovo portale di contrasto al lavoro sommerso

È stato poi lo stesso Orlando ad annunciare la nascita del portale unico del contrasto al lavoro sommerso che accentra in un’unica banca dati i risultati delle attività di vigilanza in materia di lavoro sommerso esercitate dai diversi organi ispettivi. Il nuovo portale sostituisce ed integra le banche dati esistenti attraverso le quali l’Ispettorato nazionale del lavoro, l’Inps e l’Inail condividono le risultanze degli accertamenti ispettivi. Nel portale, al quale accedono le amministrazioni che concorrono alla sua alimentazione, confluiscono i verbali ispettivi e ogni altro provvedimento consequenziale alla attività di vigilanza, ivi compresi tutti gli atti relativi ad eventuali contenziosi instaurati sul medesimo verbale.

L’avvio di Gol e il primo check alla riforma dei sussidi

Sul tavolo del ministro del Lavoro c’è anche l’avvio delle nuove politiche attive (Gol), dopo che l’Anpal ha acceso semaforo verde ai piani attuativi delle regioni (Par). Si dovranno ora distribuire i primi 660 milioni; risorse destinate ai soggetti attuatori dell’offerta formativa e agli accreditati per i servizi per il lavoro, selezionati con bandi regionali, in base ai cinque percorsi individuati dal programma Garanzia occupabilità dei lavoratori. Altri 220 milioni verranno erogati una volta rendicontato l’utilizzo di almeno il 50% della prima tranche. Sono in arrivo, dunque, una montagna di risorse (per Gol saranno disponibili 4,4 miliardi), ma con una serie di incognite, visto che il luogo deputato a valutare l’occupabilità del percettore di Gol è il centro per l’impiego (Cpi), che - salvo eccezioni, soprattutto nel Centro e nel Nord - finora ha svolto prevalentemente compiti burocratico-amministrativi, non ha personale formato per favorire incontro tra domanda e offerta di lavoro, e ha strumentazioni informatiche antiquate. L’impegno con Bruxelles è di centrare entro dicembre il target della presa in carico del 10% su scala nazionale della platea di 3 milioni di persone - il gruppo più numeroso sono disoccupati percettori di Naspi, poi i beneficiari del Reddito di cittadinanza -, dunque 300mila persone, ma il governo ha dato alle regioni un obiettivo più ambizioso per la presa in carico del 20% dei percettori, ovvero 600mila entro dicembre. Sul fronte ammortizzatori, ci sono invece stati una serie di incontri tecnici e tra le parti sociali per fare il primo check alla riforma in vigore da gennaio. Il nodo, oggi, sono le ripercussioni della guerra tra Russia e Ucraina, e le tante aziende che stanno rallentando o sospendendo la produzione, utilizzando la cig. Su un punto, il ministro del Lavoro è stato chiaro: non sono all’orizzonte nuovi blocchi generalizzati dei licenziamenti.

Il nodo navigator

Da segnalare poi il nodo relativo ai navigator, figure specialistiche volute dal precedente governo Conte, ma che non sono state in grado di risollevare le sorti dei centri per l’impiego e delle politiche attive. Per chi non è stato assunto all’interno dei piani di rafforzamento dei Cpi nelle singole regioni, è scattata la proroga del contratto. È il M5S, che li ha voluti, insieme ai sindacati, a incalzare principalmente il ministero del Lavoro a trovare per loro una soluzione.

Tutela del potere d’acquisto

Un tema lo ha messo in agenda direttamente il ministro Orlando; ed è quello della tutela del potere d’acquisto dei salari e delle pensioni. «Credo sia una priorità - ha detto nei giorni scorsi il titolare del Lavoro -. Sulle pensioni un intervento per il recupero del potere d’acquisto è stato fatto nella legge di bilancio di quest’anno e sappiamo non sarà sufficiente a fronte di un’inflazione che si è messa a correre, quindi sarà importante riflettere contemporaneamente su pensioni, servizi e strumenti di intervento sul fronte della cura. Tutti capitoli - ha proseguito il ministro - che credo debbano essere urgentemente messi al centro della discussione che auspichiamo si sviluppi con le forze sociali, perchè ci sono soluzioni che vanno ricercate insieme e perché dobbiamo avere attenzione al fatto che gli effetti della guerra e delle transizioni non siano pagati dalle fasce più deboli della popolazione», tra cui i pensionati.


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