ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl gasdotto del Baltico

Saldato l’ultimo tubo: Nord Stream 2 in funzione entro fine anno

Per completare il lavoro resta solo il collegamento con la sezione in arrivo dalla Danimarca per poi posare l’opera sul fondo del mar Baltico, in acque tedesche

di Antonella Scott

Merkel a Kiev, tensione con l'Ucraina sul Nord Stream 2

2' di lettura

Il tubo numero 200.858, l’ultimo, è stato saldato al resto del gasdotto, i tecnici si mettono in posa accanto per una foto ricordo. Ora non resta che collegarlo alla sezione proveniente dalle acque territoriali danesi e posarlo sul fondo del mar Baltico, in acque tedesche.

E poi, informa la compagnia operatrice, il progetto sarà completato e Nord Stream 2 - secondo ramo del gasdotto che collega Russia e Germania - entrerà in funzione. Entro fine anno. «Soddisferà le esigenze di medio e lungo termine del mercato energetico europeo - comunica Nord Stream 2 AG -: garantendo forniture affidabili e sicure a condizioni economiche ragionevoli».

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La costruzione di Nord Stream 2 venne interrotta nel dicembre 2019, quando la minaccia di sanzioni internazionali americane convinse la compagnia svizzera Allseas a ritirarsi dal progetto. Lasciando soli i russi, con le posatubi Fortuna e Akademik Cerskij: i lavori ripresero nel dicembre scorso.

Oltre a Russia e Germania, i due rami di Nord Stream attraversano acque territoriali e zone economiche esclusive di Danimarca, Svezia e Finlandia, per 1.230 km. Insieme potranno trasportare 55 miliardi di metri cubi di gas l’anno: troppo, sono convinti gli Stati Uniti che fino all’ultimo hanno cercato di fermare Nord Stream, che porta a un livello inaccettabile la dipendenza energetica europea dalla Russia.

Le preoccupazioni di Kiev

Ma poiché questo è un progetto (da 11 miliardi di dollari) caro alla Germania, oltre che a Gazprom, l’amministrazione Biden alla fine ha dato controvoglia un via libera che non esenta dalle sanzioni gli attori russi ma risparmia la compagnia operatrice e il suo amministratore delegato, il tedesco Matthias Warnig. È prevedibile che le controversie non semplificheranno ora il lavoro di certificazione e le approvazioni burocratiche: nel frattempo, sia Angela Merkel che Joe Biden hanno cercato di attutire il colpo per l’Ucraina, convinta che Nord Stream 2 la escluderà definitivamente dalle rotte del gas russo diretto all’Europa.

Al presidente Volodymyr Zelenskiy, alla Casa Bianca il 2 settembre, Biden ha assicurato aiuto per individuare altre vie che garantiscano le forniture di gas e cooperazione nello sviluppo di altre forme di energia, riducendo l’influenza di Mosca su Kiev. Nello stesso tempo, nel suo ultimo viaggio in Russia come cancelliere, Angela Merkel ha sollevato il problema con Vladimir Putin.

Il rialzo dei prezzi

Tra Russia e Ucraina è in vigore un accordo per cui Gazprom si impegna a far passare dal gasdotto Druzhba, che attraversa l’Ucraina e le garantisce i diritti di transito, 40 miliardi di metri cubi di gas. L’accordo scade nel 2024, e Putin ha spiegato di avere tutte le intenzioni di coinvolgere gli ucraini anche in seguito: «Ma per farlo - ha chiarito - abbiamo bisogno di una risposta dai nostri partner europei. Quanto gas pensano di poter comprare? Non possiamo firmare un contratto di transito se non abbiamo contratti di fornitura con i nostri clienti in Europa». Le preoccupazioni europee per l’attuale rialzo dei prezzi, legato a una riduzione dei flussi dalla Russia insieme alle previsioni di un inverno rigido, potrebbero dare al presidente russo la risposta che cerca.

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