I consumi delle famiglie

Saldi nella morsa tra inflazione e limiti per la pandemia

Confimprese ha stimato una spesa media a 248 euro per famiglia. Banchieri: «I consumatori hanno rivisto le priorità di spesa, minata la fiducia»

di Enrico Netti

(IMAGOECONOMICA)

3' di lettura

Domani il via ufficiale in tutta Italia ai saldi invernali ma la corsa agli acquisti non è scontata. L’incertezza è alta e poco più di un italiano su quattro ha già deciso che approfitterà dei prezzi ribassati, la metà è indecisa e per i restanti non ci sarà nessuno shopping. La nota positiva, secondo il Termometro Innovation Team - Cerved per Confimprese, è che in media la spesa prevista per famiglia sarà di 248 euro con un aumento di un terzo rispetto ai saldi 2021 ma senza centrare il recupero sui valori pre pandemia. «Il timore per la spinta inflazionistica insieme al dilagare della variante Omicron si sta ripercuotendo in modo preoccupante sulle intenzioni di acquisto delle famiglie italiane – commenta Mario Maiocchi, consigliere delegato Confimprese –. Questi due fattori oltre ai rincari in bolletta fanno temere potenziali effetti depressivi sui consumi, mettendo in dubbio l’effettivo recupero nel 2022. Se la metà degli italiani ritiene che dovrà ridurre gli acquisti, un terzo potrebbe optare invece per l’online, con la conseguenza che a farne le spese maggiori saranno i negozi fisici».

L’abbigliamento e i suoi accessori saranno i best seller per poco più dei due terzi delle famiglie e precedono i prodotti per la casa e il beauty. Per gli acquisti i negozi nei centri commerciali si confermano la prima opzione seguita dagli outlet e le piattaforme online generaliste. Gli acquisti nei negozi cittadini, con quasi il 21% di scelte, rimangono il secondo canale di vendita preferito.

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Lo scenario evidenziato dal report Innovation Team - Cerved per Confimprese evidenzia una propensione agli acquisti ancora parecchio lontano rispetto all’era pre pandemia e l’allarme per la tenuta dei consumi.

Dalla Sicilia, regione dove i saldi sono iniziati il 2 gennaio, secondo Confcommercio che si attende un giro d’affari di 900 milioni, la spesa minima è stata di 100 euro a persona e l’affluenza nei negozio è stata parecchia. Domani il via anche in Toscana dove la spesa pro capite sarà di 119 euro contro i 115 del 2021 e i 160 euro del 2020. Nella regione sei famiglie su dieci faranno shopping con ricavi per oltre 271 milioni sperando anche nella presenza dei turisti. In Sardegna la spesa prevista sarà intorno ai 55 milioni pari a una spesa a persona di 87 euro. In Piemonte, fanno sapere da Confesercenti, gli acquisti saranno all’insegna della cautela con un budget massimo di 180 euro contro i 200 dell’anno scorso. «Purtroppo - avverte Giancarlo Banchieri presidente Confesercenti Piemonte - la rapida diffusione di Omicron e gli aumenti dell’energia, che generano inflazione e costringono le famiglie e rivedere le loro priorità di spesa, rischiano di minare la fiducia dei consumatori e di azzoppare la ripresa. Tuttavia, proprio queste vendite di fine stagione costituiscono un’occasione di vero risparmio: speriamo che i nostri clienti sapranno coglierla».

A livello nazionale Federconsumatori calcola che quasi il 40% delle famiglie acquisterà durante il periodo dei saldi con una spesa media a nucleo di 184 euro con un +3% sul 2021. Anche durante i saldi si conferma la spaccatura del potere d’acquisto. «Ci saranno famiglie che spenderanno 300 euro e altre meno di 10 - dicono dall’associazione -. Disparità determinate dalla crisi pandemica, ma anche alla forte preoccupazione per i rincari previsti nel 2022, che secondo il nostro osservatorio ammonteranno a 1.228,80 euro annui».

Resta il fatto che nell’arco di un decennio i saldi invernali hanno visto un crollo del 31% del giro d’affari con un calo di quasi 2 miliardi e «consumatori sempre meno attratti dagli sconti di fine stagione - spiega Furio Truzzi, presidente di Assoutenti -. Nel 2012, in piena crisi economica, i saldi invernali generavano acquisti per complessivi 6,1 miliardi. Crediamo sia giunta l’ora di rivedere la normativa sui saldi che appare obsoleta e inadatta alle opportunità offerte oggi dal mercato, liberalizzando gli sconti e permettendo ai negozianti di concorrere ad armi pari con i giganti dell'e-commerce».

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