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Saldo Imu, i Caf non devono rifare i conti: conguaglio finale al 21 febbraio

Riaperti i termini per comunicare al Mef le delibere con le nuove aliquote ma il saldo del 16 dicembre può non tenerene conto, senza sanzioni

di Saverio Fossati

(ANSA)

3' di lettura

Ritorna sul palcoscenico dei tributi locali la pochade del conguaglio sul conguaglio. Una commedia già vista parecchi anni fa, quando, con la reintroduzione dell’Imu sull’abitazione principale, i contribuenti furono costretti a recarsi tre volte a pagare l’imposta di quell’anno.

Effetti indesiderati

A complicare le cose, questa volta, è la legge 159/2020 (articolo 1, commi 4 quinquies e seguenti), di conversione del Dl 125/2020, che ha prorogato i termini per l’invio telematico delle delibere sulle aliquote Imu e la loro pubblicazione sul sito del Mef (31 ottobre 2020 e 16 novembre 2020) rispettivamente, al 31 dicembre 2020 per l'invio telematico degli atti e al 31 gennaio 2021 per la pubblicazione degli stessi nel sito. Il tutto, a ridosso della scadenza del 16 dicembre per il saldo “normale”, quello che si basa sul ricalcolo dell’imposta alla luce delle aliquote disponibili sul sito del Mef dal 16 novembre 2020. Va detto, però, che il problema riguarda una minoranza di Comuni “ritardatari”, perché gli altri hanno regolarmente inviato le delibere con le aliquote 2020 nei termini e ora sono pubblicate.

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La regola generale prevede che se l'aliquota 2020 è adottata per tempo ma pubblicata in ritardo, i versamenti sono effettuati (definitivamente) sulla base delle aliquote del 2019. La nuova aliquota troverebbe dunque applicazione solo a decorrere dal 2021 e non sarebbero considerate sbagliate,e quindi forieri di sanzioni, i versamenti effettuati sula base delle delibere disponibili sul sito del Mef dal 16 novembre 2020.

La nuova chance e le richieste dei Caf

Ma la possibilità per i Comuni di determinare le aliquote in queste ultime settimane, concesso proprio con la legge 159/2020, rimette in gioco i conteggi. Per questo i Caf, che hanno già distribuito ai contribuenti i conti effettuati sulla base delle delibere municipali depositate e online dal 16 novembre, hanno scritto al Mef per evitare che chi, tra pochi giorni, pagherà, si trovi a rischio sanzioni in caso di errore (30% dell'importo dell'imposta dovuta, con il ravvedimento operoso la sanzione si riduce in base ai giorni di ritardo nel versamento) perché il Comune ha cambiato l’aliquota approfittando della possibilità di pubblicarla entro il 31 gennaio 2021.

La faq del Dipartimento

Alle preoccupazioni dei Caf (e dei singoli contribuenti) ha risposto il dipartimento delle Finanze: «Si ritiene che non si deve necessariamente riprogrammare tutta l'attività di emissione dei modelli di versamento già predisposti nel rispetto delle date di cui al citato art. 107, poiché le nuove disposizioni, al momento in cui gli stessi sono stati predisposti,non erano ancora in vigore. Diversamente, ci sarebbe un grave e inutile dispendio di risorse nel caso in cui si pretendesse la rielaborazione dei modelli in questione.E neppure si può ragionevolmente pretendere che i contribuenti siano costretti, inquesto brevissimo lasso di tempo, a doversi nuovamente recare non solo dagliintermediari ma anche in banco o posta» .

Infatti la nuova norma interviene «in un momento successivo e cioè quando, scaduto il termine del 16 dicembre 2020, viene pubblicata nel sito un'altra delibera in forza del comma 4-quinquies e quindi il contribuente deve versare l'eventuale differenza entro il 28 febbraio 2021 oppure azionare il procedimento relativo al rimborso. Tale ipotesi ricorre anche quando il modello di versamento è stato predisposto tenendo conto della scadenza del 16 novembre scorso ed è intervenuta una nuova delibera (ad esempio quella di riequilibrio di bilancio la cui approvazione poteva avvenire entro il termine del 30 novembre 2020).In questo contesto, si deve concludere che in ogni caso non sono dovuti sanzioni einteressi, come esplicitamente previsto dal comma 4-septies sopra menzionato»

Il termine di versamento del saldo confermato al 16 dicembre 2020

eventuali differenze a debito che saranno dovute dai contribuenti potranno essere regolarizzate entro il 28 febbraio 2021 senza sanzioni e interessi per i Comuni che pubblicheranno la Delibera Imu entro il 31/01/2021. Nel caso emerga una differenza a credito, il rimborso è dovuto secondo le regole ordinarie.

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