infrastrutture

Salini, 2019 anno record. Ordini potenziali oltre 20 miliardi

Confermata la strategia commerciale «di consolidamento del portafoglio ordini nei mercati con un basso profilo di rischio e che presentano ottime previsioni in termini di pianificazione di grandi opere infrastrutturali anche nei prossimi anni»


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Pietro Salini

2' di lettura

«Il 2019 è un anno record per il gruppo Salini Impregilo, con oltre 20 miliardi di euro di potenziali nuovi ordini». È quanto ha dichiarato l'ad Pietro Salini a Londra, a margine di incontri con gli investitori, sottolineando che la società ha così «confermato la strategia commerciale di consolidamento del portafoglio ordini nei mercati con un basso profilo di rischio e che presentano ottime previsioni in termini di pianificazione di grandi opere infrastrutturali anche nei prossimi anni».

Sotto il profilo geografico, ha sottolineato, «Stati Uniti e Australia stanno facendo da traino per il nostro sviluppo. I contratti complessivi già acquisiti e in via di finalizzazione superano 6,9 miliardi di fatturato, più che raddoppiando gli ordini presi nei primi 9 mesi del 2018, cui si aggiungono ulteriori 13,5 miliardi di progetti in corso. Tra questi, vi è il mega contratto in Texas per la progettazione e realizzazione della prima vera alta velocità degli Stati Uniti, tra Dallas e Houston. Un progetto con un valore totale di investimento atteso a circa 20 miliardi, con la componente lavori civili stimata a 14 miliardi, che ci consente di apportare la nostra esperienza e il nostro know-how nel settore della alta velocità anche negli Stati Uniti, dove realizziamo il progetto con la controllata Lane che stiamo sempre più focalizzando su progetti infrastrutturali di grandi dimensioni, nei settori trasporti, acqua e tunnelling».

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Inoltre, ha concluso Pietro Salini, Salini Impregilo ha fatto il suo ingresso nello Stato di Washington, negli Stati Uniti, e in Canada, «dove siamo tornati dopo oltre trent'anni per la realizzazione dell'Hurontario Light Rail Transit Project nella provincia dell'Ontario. Un progetto che ci vede nel consorzio per la costruzione dell'opera insieme ad Astaldi, per la prima aggiudicazione ottenuta all'estero con la società dopo il lancio di Progetto Italia, a dimostrazione che la sinergia sta già funzionando. Crescere e crescere insieme, con tutta la filiera italiana, si può, ne siamo sempre stati convinti e lo stiamo dimostrando».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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