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Salini Impregilo, non si arresta la corsa in Borsa

di Simone Filippetti


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L'amministratore delegato di Salini Impregilo, Pietro Salini (Ansa)

2' di lettura

Il 2019 rischia di essere l’anno della recessione per l'Italia, ma a Piazza Affari c'è già un vincitore tra le Blue Chip: Salini Impregilo. Sotto silenzio e nel disinteresse generale, la multinazionale delle costruzioni è il miglior titolo di Borsa Italiana, tra i big: +47% in un mese. Stamattina, mentre Milano è fiacca sui timori che l'economia cali, il titolo segna l'ennesimo rialzo a 1,93 euro.

Una corsa iniziata il 19 dicembre scorso, quando il colosso italiano delle grandi opere, impegnato nella futura M4 di Milano (quella che finalmente doterà l'aeroporto di Linate di una metropolitana) e che ricostruirà il Ponte Morandi di Genova, era sprofondato a 1,24 euro per azione: i minimi da quando esiste l'azienda (nata il 1 gennaio 2016 dopo la fusione con la storica Impregilo) e il livello più basso da decenni (anche nella storia della vecchia Impregilo della Fiat e della terna Benetton-Gavio-Ligresti).

Da mesi impegnato in una sorta di corteggiamento riluttante verso Astaldi, il secondo costruttore italiano che ha portato i libri in tribunale a settembre e ora è in concordato, Salini pagava, in quanto “primo della classe” anche lo scotto di un'industria delle costruzioni che in Italia sta implodendo: la scorsa estate è saltato anche il terzo costruttore, la Condotte di Duccio Astaldi, cugino di Paolo patron di Astaldi, finita direttamente in amministrazione straordinaria; e altre minori come Trevi e la gloriosa CMC di Ravenna. Gli investitori scappavano dai costruttori italiani.

Ma proprio da quel giorno nero è iniziata una lenta e inesorabile risalita. Risalita che da gennaio si è trasformato in un clamoroso rally. Nell'ultima settimana il titolo ha guadagnato il 10%, e dai minimi di Natale Salini è risalita del 35%: nessun titolo tra le Blue Chip ha fatto altrettanto. Chi avesse comprato prima di Natale oggi si festeggia in anticipo il Carnevale.

A spingere gli acquisti le attese per il dossier Astaldi, ma anche la presa di coscienza della scarsa “italianità” di Salini Impregilo. A metà febbraio Astaldi dovrà presentare il piano di concordato e lì si sveleranno le carte: sul dossier c'è anche la giapponese IHI, ma Salini potrebbe essere affiancata dal gigante pubblico CDP (la Cassa Depositi Prestiti, il braccio finanziario del Governo) nel salvataggio. E proprio la prossima settimana, i due pretendenti potrebbero presentare un'offerta. Il gruppo creato da Pietro Salini è do fatto italiano solo di nome: ha la sede legale a Roma, ma nel paese fa meno del 10% del fatturato: Usa e Medio Oriente sono ormai i due mercati principali. Dunque, il titolo era stato eccessivamente punito dagli investitori a fine anno, sulla scia dei timori sul rischio paese.

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