il maxi polo delle costruzioni

Salini: «Su Progetto Italia si deve chiudere lunedì»

Lunedì l’udienza del tribunale di Roma sul concordato di Astaldi, prima tessera del piano per il maxi polo delle costruzioni voluto dal gruppo romano.

di Celestina Dominelli

2' di lettura

Salini Impregilo, pivot del piano per il maxi polo delle costruzioni , è fiduciosa che le comfort letter delle banche e di Cdp sul progetto Italia arriveranno entro lunedì prossimo quando al tribunale di Roma si celebrerà l’udienza sul concordato di Astaldi, la prima tessera dell’intero percorso. Le rassicurazioni sono arrivate oggi, a margine dell’assemblea annuale dell’Abi, dal management del gruppo romano. «Siamo alle ultime battute, lunedì si deve chiudere», ha spiegato l’ad del big delle costruzioni, Pietro Salini.

«Il settore ha sofferto molto e capisco le preoccupazioni di tutti - ha aggiunto il top manager in risposta alle preoccupazioni dell’Ance (l’associazione nazionale dei costruttori) sui possibili effetti distorsivi del maxi polo per la concorrenza - ma io invece credo che questo sia un progetto utile per tutti, che serve al Paese e anche alle piccole imprese». Salini ha poi notato che il tema degli equilibri nel nuovo azionariato «appassiona poco tutti. È giusto fare un progetto industriale per lo sviluppo di una grande società di cui abbiamo già una grande maggioranza - ha notato - Ci diluiremo in base a quello che sarà l'aumento di capitale».

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A illustrare poi le prossime tappe del percorso è stato il general manager di Salini, Massimo Ferrari. «Lunedì abbiamo il Cda per approvare l'offerta ad Astaldi. Ci aspettiamo per lunedì tutte le lettere di committment di tutti i
soggetti coinvolti, banche e Cdp». Ferrari ha poi ribadito l’assenza di divergenze con la Cassa su governance e management. «Se è stata trovata una quadra? Sì, direi da tempo».

Il dg ha spiegato che Salini punta a lanciare l’aumento di capitale, funzionale al Progetto Italia, a ottobre. «Nei prossimi giorni convocheremo l'assemblea che per i tempi tecnici probabilmente potrebbe essere a settembre». In merito all’ammontare «non siamo lontani dalle cifre circolate sui giornali», ovvero 600 milioni di euro, «con l'apporto di tutti e anche del mercato», di cui 225 milioni serviranno per Astaldi. «C’è un rafforzamento patrimoniale complessivo che serve anche a mettere la nuova società nelle condizioni di fare eventuali fusioni con altre società attraverso conferimenti, con l'emissione di azioni».

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