Da torino a milano

Salone dell’auto, in pole Monza e Parco Sempione

di Filomena Greco


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2' di lettura

TORINO - Si lascia dietro una lunga scia di polemiche e di incognite politiche l’addio a Torino del Salone dell’Auto Parco Valentino. Dall’anno prossimo la manifestazione si svolgerà in Lombardia, come deciso dagli organizzatori. Lo strappo tra il capoluogo piemontese e la creatura di Andrea Levy, ideatore del format di un Salone en plein air, che nell’ultima edizione ha attirato 700mila visitatori, con 54 case produttrici presenti, si è consumato mercoledì sera. In questa fase però gli organizzatori non si sbilanciano: il Salone si svolgerà in Lombardia dal 17 al 21 giugno, sarà organizzato in collaborazione con l’Aci e avrà una «spettacolare inaugurazione dinamica a Milano nella giornata di mercoledì 10 giugno». Le indicazioni contenute nel comunicato di due giorni confermano che non sarà Milano l’unica sede della manifestazione, tanto che nella nota si chiarisce che le novità dell’edizione 2020 saranno presentate «a settembre in una conferenza stampa ufficiale congiunta con le amministrazioni dei comuni coinvolti».

In campo, oltre a Milano, potrebbe esserci anche la città di Monza e l’autodromo, possibile sede di qualche momento della manifestazione, mentre tra le prime ipotesi emerse ci sarebbe quella di Parco Sempione come casa del nuovo Salone dell’Auto. Una cosa però sembra chiara, la kermesse che nel 2015 è riuscita a riportare a Torino un evento dedicato alle auto non cambierà pelle. Resterà un Salone all’aperto, dal carattere internazionale. Un Salone che ha fatto tendenza e ha ispirato le evoluzioni introdotte dai grandi appuntamenti come di Ginevra, Detroit e Parigi – che hanno annunciato saloni diffusi e test drive di vetture elettriche per le prossime edizioni – ma che ora consuma lo strappo con la città d’origine. Intanto il sindaco di Milano Giuseppe Sala di dice disponibile ad «ascoltare gli organizzatori del Salone dell’auto che hanno deciso per un trasferimento in Lombardia», ma chiarisce di non aver incontrato nessuno. «Vediamo la proposta che ci faranno – aggiunge Sala – e se è una proposta di buon senso, dico perché no».

La sindaca Chiara Appendino si è detta furiosa per una scelta che danneggia la città e ha criticato una parte dei suoi consiglieri e il vicesindaco Guido Montanari, da sempre critici verso la manifestazione. Un altro passaggio difficile tutto interno alla maggioranza, dopo il dossier Olimpiadi invernali e senza dimenticare il dossier Tav, al centro dell’incontro programmatico di ieri sera tra Luigi Di Maio e gli attivisti piemontesi. Di Maio ha espresso il massimo sostegno alla sindaca: «Qualsiasi decisione prenderà io starò sempre dalla sua parte. Dalla parte di chi, con il buon senso, ogni giorno passa il tempo a costruire una nuova Italia e non a demolire». Di segno opposto le parole di Matteo Salvini: «Anche il Salone dell’Auto scappa da Torino. Dopo le Olimpiadi e i ritardi sulla TAV altro danno dei 5Stelle alla città».

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