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Salone del Mobile degli «sdraiati», è tornato il tempo per la chaise longue

di Fabrizia Villa


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Roche Bobois Underline, chaise longue della collezione Nativ, design Raphael Navot

4' di lettura

Rilassarsi, abbassare la guardia: per lasciarsi andare niente funziona meglio di un daybed. Lo aveva capito per primo il padre della psicoanalisi Sigmund Freud, che su un divano coperto da un tappeto persiano faceva stendere i suoi pazienti. Quell’antenato dei daybed contemporanei, che gli era stato donato da una di loro, Madame Benvenisti, fu tanto amato da Freud che, quando lasciò Vienna alla volta di Londra, se lo fece spedire. Oggi quest’iconico pezzo di arredamento è la principale e un po’ malconcia attrazione del Freud Museum di Hampstead, ma è anche un oggetto che come pochi altri ha ispirato intere generazioni di designer.

È un omaggio dichiarato Sigmund, daybed firmato Studio Asaï per Arflex. Ispirato alla lettura come un rivelatore di immaginario, promette spazio per contemplare e riflettere in modo introspettivo. La seduta è imbottita in poliuretano sagomato e fibra di poliestere e rivestita in tessuto o pelle ed è sospesa su una struttura metallica leggera. Anche per chi non desidera condividere con gli altri i propri sogni e pensieri, Sigmund risulta un oggetto prezioso, caratteristica che accomuna tutte le sfumature del daybed, dalla dormeuse alla più piccola chaise longue che, non a caso, sono i fiori all’occhiello delle collezioni di mobili, arredi che spesso diventano dei classici a cui far spazio nei progetti di interior più sofisticati.

Impossibile non pensare al letto da giorno Barcelona, disegnato come l'omonima chaise longue da Ludwig Mies van der Rohe nel 1929 per il Padiglione tedesco dell’Esposizione Universale di Barcellona. Da sempre nel catalogo Knoll, questi iconici pezzi saranno tra i protagonisti della mostra “Knoll celebrates Bauhaus” curata da Oma, studio co-fondato dall’olandese Rem Koolhaas, con la collaborazione di Domitilla Dardi, che verrà presentata, al Salone del Mobile dal 9 al 14 aprile, nello show room di piazza Bertarelli in occasione del centenario del movimento modernista.

Chaise longue, icone del design per «gli sdraiati»

Chaise longue, icone del design per «gli sdraiati»

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Per sdraiarsi, ma non troppo, guardando ai classici, Cassina, nella sua collezione I Maestri, ha tre assi nella manica: le chaise longue più famose di tutti i tempi, a cominciare dalla LC4, nata dalla volontà di Le Corbusier, Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand di mettere l’uomo al centro dell’attenzione, grazie alla corrispondenza fra forma e funzione del riposo. Sempre della Perriand è la Tokyo, un progetto inedito del 1940 per la prima volta messa in produzione nel 2011 in concomitanza con la mostra parigina “Charlotte Perriand, de la photographie au design”, dove è stata presentata nella versione originale in bamboo. Invita, infine, al relax dal 1945 Canapo di Franco Albini, riproposta da Cassina dal 2010, una seduta aerea e leggera che ha come segno dominante la linea curva.

Dunque, se daybed e chaise longue sono per il furniture design quello che un solitario rappresenta per una collezione di gioielli, non potevano mancare nell’Uncollected Collection, la collezione in edizione limitata firmata da Piero Lissoni per festeggiare i 50 anni di Living Divani e i 30 anni della sua collaborazione con il brand. La chaise longue 01, in fusione di alluminio, racconterà in una mostra-omaggio a Palazzo Crivelli, in occasione della Design Week milanese, la capacità dell’azienda di tradurre la complessità progettuale in silhouette contemporanee all’apparenza semplici. Un divertissement ben riuscito è un altro progetto di Lissoni, Eda-Mame, presentato lo scorso anno da B&B Italia, un elemento di arredo di forte impatto grazie al disegno scultoreo caratterizzato da uno sviluppo organico che s’ispira alla forma del fagiolo di soia tipico della cucina orientale. Porta, invece, nell’Africa di Karen Blixen l’elegantissimo Traveller di GamFratesi per Porro. La struttura è a cavalletto in metallo verniciato nero e l’appoggio per la schiena è garantito dagli schienali laterali su cui e teso il cuoio a “effetto sella”, un moderno mobile da safari di grande effetto soprattutto nella versione con rivestimento in cuoio naturale invecchiato. Inserito nella zona living è un mobile per il relax, in camera da letto diventa un comodo punto d’appoggio. Non sfigurerebbe in un lodge o in un campo tendato anche Vigo, lounge chair di David Lopez Quincoces per Potocco che si potrebbe definire un nuovo classico, una reinterpretazione del mondo dei grandi safari anni Venti e Trenta in chiave moderna. Lavorando sui tubolari in metallo e il cuoio pieno fiore, il progetto riporta al minimo tutti gli spessori richiamando l’estetica propria degli oggetti di quel tempo.

Più morbido e in qualche modo più affine al divano di Freud, l’accogliente sistema di sedute Underline della collezione Native disegnata dal designer di origine israeliana Raphael Navot per Roche Bobois. La silhouette della chaise longue e del daybed è sottolineata da un trapuntino morbido che serpeggia attorno ai braccioli e continua tra la base e la seduta. Una volta che ci si accomoda, si può scegliere la strada che si vuole, quella della comunicazione evocata da Freud o quella, più pigra e indolente, raccontata con ironia un po’amara da Michele Serra nel bestseller “Gli sdraiati”.

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