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Salone del Mobile, il ritorno: in fiera 2mila espositori, a Milano 800 eventi

L’inaugurazione a Rho con i ministri Giorgetti e Bonetti. Nelle vie della città la «festa» è cominciata in anticipo

di Giovanna Mancini

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4' di lettura

Nelle vie di Milano la festa è già cominciata: 800 eventi (mostre, talk, installazioni, letture, presentazioni di nuovi prodotti) in tutti i principali distretti cittadini del design, da Brera all’Isola, da Tortona a Durini, passando per le 5Vie e senza dimenticare le nuove location, come quelle attorno alla stazione centrale. Con aspettative altissime per i visitatori che (dicono sommessamente i più ottimisti) potrebbero anche superare i numeri del 2019.

In Fiera Milano, a Rho, è invece oggi il grande giorno: il Salone del Mobile di Milano torna fino a domenica prossima nella sua veste tradizionale – dopo lo stop del 2020 e l’edizione speciale dello scorso settembre (con il Supersalone curato da Stefano Boeri) – riempiendo tutti i padiglioni del polo fieristico milanese, con 2.175 espositori (di cui 600 designer del salone Satellite) per il 27% esteri, e con le biennali dedicate a cucina e bagno.

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La cerimonia inaugurale

A inaugurare questa 60esima edizione saranno tra poche ore i ministri per lo Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti e della Famiglia Elena Bonetti, oltre al sindaco di Milano Giuseppe Sala e al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.

Un segnale forte di ripartenza per l’industria dell’arredo, che negli ultimi due anni ha conosciuto una forte ripresa (+11% il fatturato del 2021 rispetto al 2019) e ancora nel primo trimestre di quest’anno ha registrato vendite in aumento attorno al 20%, sia in italia sia all’estero, secondo i dati di FederlegnoArredo. «La grande partecipazione delle aziende al Salone è la risposta migliore che il settore potesse dare dopo le difficoltà e le incertezze degli ultimi due anni che, purtroppo, non sembrano però ancora essere finite», dice il presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin.

Sostenibilità al centro

Superato da tempo l’antagonismo (reale o presunto) che contrapponeva il momento «business» della fiera con quello «leisure» del Fuorisalone, i due eventi procedono ormai a braccetto, facendo uno da traino per l’altro. A unirli, quest’anno più che mai, è l’attenzione dei progetti alle tematiche legate a sostenibilità e transizione ecologica.

È la sostenibilità il minimo comun denominatore dei 106 eventi selezionati e sostenuti, tramite bando, dal Comune di Milano, come spiega l’assessora allo Sviluppo economico Alessia Cappello. Lo stesso tema è al centro del Salone stesso, spiega la presidente Maria Porro, in particolare attraverso la grande installazione curata da Mario Cucinella al padiglione 15 e il ricco programma di talk ma, soprattutto, grazie alle scelte di investimento delle aziende del mobile, testimoniate non soltanto dai prodotti esposti in questi giorni in Fiera.

Le attese degli operatori

Sui numeri che caratterizzeranno questa settimana, gli organizzatori restano prudenti: l’ultima edizione prima della pandemia, nel 2019, registrò un record assoluto sia in fiera (circa 400mila visitatori), sia in città (quasi mezzo milione di presenze). Difficile prevedere che cosa accadrà quest’anno: pesano la guerra in Ucraina e i limiti agli spostamenti a causa del Covid che ancora permangono in alcuni Paesi, in particolare la Cina, da cui fino a tre anni va arrivava il gruppo più numeroso di visitatori. Tuttavia, le premesse sono molto positive. «Ci confrontiamo ogni giorno con albergatori, ristoratori, tassisti e commercianti e la sensazione è positiva – spiega l’assessora Cappello –. Milano c’è e conferma il suo ruolo anche dopo due anni difficili. La città produce il 18% del valore aggiunto nazionale per il settore del design e conta oltre il 14% degli addetti italiani. Ma al di là del valore di questa industria per il territorio, che è importantissimo, c’è il desiderio e la voglia di raccontare la possibilità di ripartire».

Dello stesso avviso Enrico Pazzali, presidente di Fondazione Fiera Milano: «I bilanci li faremo alla fine della settimana, ma siamo fiduciosi – osserva –. Durante la pandemia abbiamo avuto il timore che Milano si stesse spegnendo e rischiasse di perdere quella spinta che Expo 2015 aveva accelerato. Invece la città è tornata più attrattiva di prima, anche grazie a un lavoro di sistema di tutte le sue componenti, istituzioni e imprese. Soprattutto, è tornata a richiamare l’interesse dei giovani e noi sappiamo quanto il nostro Paese abbia bisogno di questo». Paolo Casati, creative director di Brera Design District e fondatore del portale Fuorisalone.it si spinge oltre: «Solo a Brera abbiamo 230 eventi tra i nostri aderenti e gli showroom delle aziende. Non mi sorprenderebbe se, complice anche la stagione, riuscissimo a eguagliare o persino superare le presenza del 2019 al Fuorisalone».

Alberghi pieni, prezzi alle stelle

Qualche numero c’è, a supportare questo ottimismo: uno su tutti, le prenotazioni negli alberghi. «Per i primi tre giorni, almeno nei quartieri che ospitano la maggior parte degli eventi, il tasso di riempimento sfiora il 100% – conferma Maurizio Naro, presidente di Apam, l’Associazione albergatori Milano –. Ci avviciniamo ai livelli pre-Covid per quanto riguarda la settimana del design e questo dà speranza che anche il turismo business possa recuperare il terreno perduto, accanto a quello leisure che ha dimostrato maggiore vivacità». Anche i prezzi, purtroppo, sono tornati quelli del pre-pandemia, con tariffe mediamente raddoppiate rispetto ai valori “normali”: una camera doppia, nei giorni del Salone, costa mediamente 340 euro a notte, anche se non mancano convenzioni aziendali per gli espositori e i loro staff e clienti, assicura Naro. Buone anche le attese sugli arrivi dall’estero, che dovrebbero rappresentare la metà circa delle presenze, provenienti soprattutto dall’Europa, ma anche da Stati Uniti e Canada, dal Sud America e dal Medio Oriente.

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