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Salone del Mobile verso il sì per una versione «light»

Si lavora all’ipotesi di una formula ridotta, in parte in Fiera a Rho e in parte in città. Si attendono l’ufficializzazione e i dettagli da parte del cda di FederlegnoArredo

di Giovanna Mancini

Salone del mobile, Sala agli imprenditori: serve generosità

3' di lettura

Si va verso una conferma del Salone del Mobile dal 5 al 10 settembre, anche se in formato «ridotto». È quanto trapela dal cda di FederlegnoArredo Eventi (la società che lo organizza) che da una settimana è sostanzialmente in riunione permanente per decidere e delineare i dettagli di una soluzione difficile da tracciare.

Il board sta cercando una soluzione all’unanimità, che possa tenere assieme la posizione di chi ritiene che non ci siano le condizioni per svolgere la manifestazione con successo e di chi vorrebbe salvaguardarla, visto che è già stata annullata l’edizione del 2021, immaginando una formula diversa da quella tradizionale, ridotta nei numeri e nelle dimensioni ma non nella qualità, distribuita tra polo fieristico e centro cittadino.

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La disponibilità della Triennale

Già alcune istituzioni della città sono intervenute, mettendo a disposizione i propri spazi. Tra questi la Triennale, di Milano. «Ci sono cda che valuteranno ogni questione, ma personalmente credo che la Triennale debba favorire con ogni sua possibilità il dialogo tra le parti, fino anche a mettere a disposizione i suoi spazi per il Salone», ha detto il presidente Stefano Boeri. L’architetto, che nei giorni scorsi si era espresso sul “danno” che provocherebbe saltare l’edizione 2021 del Salone del Mobile, pensa, tra le soluzioni possibili, a una “versione light” della manifestazione, a settembre, che però mantenga inalterato «quel binomio vincente che gli altri non hanno tra Salone commerciale e Fuorisalone. Senza lasciarsi tentare da visioni egoistiche o miopi che potrebbero portare a decidere di farli in momenti diversi».

Il pressing della politica

Nei giorni scorsi era stato forte il pressing della politica e del mondo imprenditoriale lombardo e milanese. «Spero che gli operatori dell’arredo considerino il loro ruolo anche sociale e non solo imprenditoriale e che quindi il Salone si faccia, al meglio», ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala, lanciando l’ennesimo appello agli espositori del Salone del Mobile attualmente in programma dal 5 al 10 settembre, ma fortemente a rischio.

Le imprese, in buona parte, non lo vogliono fare: troppi gli investimenti necessari e troppe le incertezze: difficilmente, ci raccontano molti imprenditori, a settembre potrà esserci un afflusso adeguato di operatori dall’estero, che motivi gli sforzi necessari per partecipare al Salone. Sforzi non solo economici, ma anche logistici e organizzativi, soprattutto con una campagna vaccinale ancora non avanzata. Senza contare che la data di settembre è troppo vicina a quella di aprile 2022, quando tutti auspicano che si potrà tornare a fare la fiera.

Il ruolo del Salone in Italia

Ma la decisione del cda deve tenere conto anche del ruolo che il Salone ha per l’economia e l’immagine della città di Milano, se non addirittura del Paese.

«Non potrà essere il Salone degli anni scorsi – precisa Sala – né per numero di visitatori né per dimensioni, ma sarebbe un segnale importante». Per parlare di vera ripresa, spiega il sindaco, «puntiamo su settembre e da questo punto di vista l’accoppiata tra design e moda è strategica. Mi pare che gli operatori della moda sono molto allineati nella volontà di ripartire».

Nel dibattito è intervenuto anche l’ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini, possibile candidato del centrodestra per sfidare Sala alle prossime elezioni amministrative, che si terranno in ottobre. Un intervento che fa capire quanto, ormai, l’«affaire Salone» sia più politico che imprenditoriale. «Quello che va rigenerato è l’impulso a fare meglio e di più, oggi che è un giorno di aperture, il segno di un percorso che sta iniziando e che va verso la positività. Il primo avvenimento su cui bisognerà investire è il Salone del Mobile: non dobbiamo rinunciarci», ha detto Albertini.

Per Alessandro Spada, presidente di Assolombarda, «Quello che abbiamo chiesto è di sederci intorno ad un tavolo con le istituzioni, i privati e FederlegnoArredo e capire qual è la soluzione migliore. Credo che uno degli asset più importanti sia la collaborazione tra pubblico e privati. Sul tema del Salone del Mobile ritengo che sia necessario confrontarci. Il tavolo, chiesto anche dal ministro Giorgetti, è un modo per confrontarci e uscire con la soluzione migliore. L’importante è ripartire proprio da uno dei settori che sono stati sempre il traino dell'economia».

Riproduzione riservata ©

  • Giovanna ManciniRedattore ordinario

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, inglese, tedesco

    Argomenti: Industria del design e arredo, made in Italy, cronaca di Milano, consumi, industria del commercio, e-commerce

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