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Salone del Mobile al via dopo due anni di stop per Covid: le nuove rotte del Design

Con il Sole 24 Ore, in edicola e in digitale, un Rapporto di 42 pagine dedicato ai mercati esteri, in un contesto geopolitico e commerciale di grande trasformazione

3' di lettura

Torna a Milano, dopo due anni di assenza a causa del Covid (fatta eccezione per l’evento speciale dello scorso settembre, il Supersalone) il Salone del Mobile di Milano, vetrina internazionale del made in Italy che quest’anno festeggia la sua edizione numero 60. Dal 7 al 12 giugno negli spazi di Fiera Milano a Rho, con le Biennali dedicate alla cucina e all'arredobagno, la manifestazione si prepara ad accogliere oltre 2mila espositori, di cui il 25% dall'estero.

«Abbiamo lavorato per un'edizione il più possibile internazionale – spiega Maria Porro, presidente del Salone –. Sappiamo che arriveranno meno operatori dalla Russia e che mancheranno i cinesi, ma proprio per questo abbiamo cercato di favorire la presenza di buyer da altri mercati strategici per le nostre aziende, come l’India e il Medio Oriente».

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Proprio ai mercati internazionali e alle nuove rotte dell’export in questa fase storica complessa e di grandi cambiamenti, è dedicato il rapport Design del Sole 24 Ore, disponibile dal 7 giugno, assieme al quotidiano. Nelle 42 pagine del Rapporto saranno analizzate le potenzialità dei diversi mercati, le aspettative delle imprese e degli esperti, ma anche temi che riguardano le tendenze e le novità dei prodotti, la storia e l’aspetto creativo di questo settore in cui il nostro Paese è un leader globale riconosciuto. Non mancherà un ampio apparato iconografico di presentazione delle anteprime di prodotto che vedremo in questi giorni al Salone.

Il mercato e le prospettive

Dopo aver viaggiato per quasi due anni con il vento in poppa, le imprese dell’arredamento e dell’illuminazione cominciano a temere un rallentamento a partire dalla seconda parte dell'anno, a causa soprattutto dei possibili effetti dell'inflazione sui consumi. A oggi, tuttavia, i numeri descrivono un'industria ancora in ottima salute, spiega il presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin: «Secondo l’ultimo Monitor realizzato dal nostro Centro studi su un campione rappresentativo di imprese associate, il primo trimestre dell’anno si è chiuso per l'intera filiera con un incremento delle vendite del 24,5% rispetto allo stesso periodo del 2021, con un mercato interno in crescita del 27,2 e l'estero in aumento del 21%».

Una dinamica analoga riguarda il settore dell'arredamento e illuminazione, cresciuto del 20% circa sia in Italia, sia oltreconfine. Questi numeri consolidano i risultati raggiunti nell'anno record 2021, che ha registrato un fatturato alla produzione di 49 miliardi (di cui 18 di export) per la filiera nel suo complesso, mentre il comparto arredo-illuminazione ha raggiunto i 26 miliardi di fatturato, con 13,5 miliardi di esportazioni e una bilancia commerciale attiva di oltre 9 miliardi di euro.

Il traino degli incentivi fiscali

A trainare questi risultati hanno influito sicuramente gli incentivi fiscali legati all’edilizia, tra cui il bonus mobili che – secondo i dati messi a disposizione dal ministero dell’Economia e delle Finanze – dal 2013 al 2020 ha interessato 1,5 milioni di contribuenti, generando acquisti di arredi per 9,56 miliardi di euro. Ma se il mercato interno ha registrato gli incrementi maggiori, anche le esportazioni hanno visto lo scorso anno un importante recupero (+9,3% rispetto al 2019 per l'arredo-illuminazione e +7,3% per l'intera filiera), confermato anche nel primo trimestre di quest’anno.

Le potenzialità dell’export

«L’export al momento sembra risentire in maniera ancora marginale del conflitto in corso – spiega Feltrin – tanto che i nostri principali mercati di destinazione sono cresciuti tutti a ritmi sostenuti». Tra questi, gli Stati Uniti, con vendite in aumento del 28,3% tra gennaio e marzo, il Regno Unito (+30%), e i primi due partnere italiani, Francia (+9%) e Germania (+18,6%). Quello che preoccupa di più le imprese del legno-arredo è l'impatto della guerra sulle importazioni di legname e sui rincari delle commodities, che si tradurranno (in parte si sono già tradotti) in aumenti dei prezzi finali. «Ci aspetta un autunno caldo, su tanti fronti – ammette Feltrin – a cominciare dalla tenuta della domanda, interna e internazionale. Per questo il Salone può e deve essere un’occasione di affermazione e riposizionamento delle nostre aziende su nuovi mercati».

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