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Salone virtuale del mobile, la risposta di Calia alla crisi

Con un Configuratore 3D i clienti possono dare forma il loro “divano virtuale”

di Luigia Ierace

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Da sinistra verso destra ci sono Anna, Vincenzo, Marienza, Mariarosaria e Flavia Calia

Con un Configuratore 3D i clienti possono dare forma il loro “divano virtuale”


3' di lettura

Il coronavirus non ferma la più antica azienda del distretto del salotto della Basilicata. Da tre generazioni, dal 1965, Calia Italia di Matera progetta, realizza e esporta in tutto il mondo divani e poltrone investendo in eccellenze umane, tecnologiche e produttive, coniugando tradizione e innovazione. Ed è proprio seguendo l’insegnamento del fondatore, Vincenzo Liborio Calia, che affronta questa nuova crisi, dopo quella devastante del 2008.

«Mio padre diceva che “il nostro lavoro si fa con la mente e con le mani, le macchine ci aiutano, ma ciò che più conta sono le persone” - ricorda il direttore generale Saverio Calia -. E se le “mani” oggi sono bloccate per il Covid-19, per superare le distanze puntiamo sul virtuale. Continuiamo a lavorare usando la mente e la tecnologia ci aiuta a raggiungere il consumatore finale, pur restando a casa».

Sono nati così due progetti: il Salone virtuale del mobile e il Configuratore di prodotto 3D. Perché se la pandemia ha bloccato l’evento più importante e atteso di Milano, grazie a un indotto di oltre 1.500 persone, più di 1.000 sedute realizzate al giorno, oltre 50 nuovi modelli annui, 400 diversi rivestimenti di pelli e tessuti e oltre 400 varianti di colore, Calia Italia non mancherà all’appuntamento entrando nelle case con il “divano dei propri sogni”. Come ha già fatto per la crisi del 2008, vincendo in competitività con il “magazzino automatizzato”, uno tra i più grandi d’Europa, ideato in Svizzera e capace di organizzare e gestire una logistica di oltre 10.000 posti, l’azienda conferma la sua tradizionale apertura al cambiamento. E oggi Saverio Calia, architetto, protagonista di quel momento storico, affiancato dal fratello Giuseppe nelle strategie commerciali e forte del know how acquisito con l’esperienza paterna, si lascia “contaminare” dalla terza generazione.

«Perché per traguardare il futuro - spiega - dobbiamo salire sulle spalle delle vecchie generazioni e diventare un gigante che guarda più lontano. Lo abbiamo fatto io e mio fratello salendo su quelle di mio padre e ora sono i nostri figli, i millennials, a salire sulle nostre e proiettarci nel digitale». «Certo all’inizio non è stato facile pensare a uno showroom virtuale», spiega Calia, abituato all’idea di spazio dei grandi dell’architettura Le Corbusier e Alvar Aalto e a un luogo fisico «dove i divani devono parlare, comunicare, esprimere sensazioni».

Ma con il magazzino pieno e già pronti per il Salone di Milano, la proposta è arrivata proprio dai millennials che già lavorano con il configuratore 3D e la realtà aumentata. «Simulare lo spazio in cui inserire i prodotti per loro è stato naturale, per me più difficile – sottolinea Calia -, ma poi è stata incredibile la prima esperienza di entrare nel virtuale e inserire gli arredi. Le mie idee si contaminano con quella di mia figlia, anche lei architetto, che comprende il mio linguaggio e utilizza gli strumenti digitali per dar forma ai miei progetti. È proprio come entrare in un luogo fisico, sei tu che percorri lo stand e ti muovi tra i divani. Non puoi sederti, non lo puoi provare, ma nulla si perde in quella naturale evoluzione del claim aziendale da “your comfort experience” a “your virtual experience”. E anche se tutti si stanno muovendo in questa direzione che è il futuro, noi già ci siamo».

Il salone virtuale sarà un’inedita “Design week 2020”, che farà rivivere nelle prossime settimane lo spazio Calia Italia, da oltre 30 anni presente al Salone del Mobile di Milano, con tutte le sue collezioni in 3D e raggiungere i clienti di ogni parte del mondo. Clienti che con il Configuratore di prodotto 3D messo a disposizione sul web, possono dare forma al loro “divano virtuale” scegliendo la combinazione migliore, i rivestimenti e i colori, inserendo le misure degli ingombri dei propri spazi vitali per poi generare il modello da portare in negozio e vederlo trasformato in un vero divano alla fine del lockdown. Allora l’azienda potrà riprendere l’attività secondo processi che gli permettono di ottimizzare il consumo di tessuto, ridurre la produzione di rifiuti e di scarti, limitare il consumo di energia e di acqua e usare solo energia proveniente da fonti rinnovabili.

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