Vicenza

Salta il tavolo per Abb che conferma la chiusura

di Barbara Ganz

Multinazionale svizzera. ABB impiega in Italia 4.500 lavoratori

2' di lettura

Non tutte le reindustrializzazioni hanno successo. Un caso di conclusione unilaterale delle trattative e chiusura è quello, recente, di ABB, multinazionale svizzera attiva principalmente nel settore metalmeccanico e presente in Italia con varie unità produttive e amministrative fra Lombardia, Lazio, Veneto e Liguria. ABB attualmente impiega in Italia circa 4.500 lavoratori (4.613 a fine 2020). Il sito di Marostica (Vicenza) fa parte del Business Electrification ed è dedicato alla produzione di canaline in plastica e scatole di derivazione. Il contratto collettivo applicato è quello della gomma/plastica industria. Negli ultimi anni ABB ha avviato in Italia varie chiusure e riorganizzazioni con conseguenti impatti negativi sia sul piano occupazionale, sia su quello produttivo. Il 29 ottobre 2020 l’azienda comunica alle Organizzazioni sindacali la chiusura del sito veneto con l’esubero di 60 dipendenti e l’esternalizzazione della produzione tra i partner ABB entro il primo trimestre del 2022. Parallelamente ha annunciato il trasferimento di parte delle produzioni in Croazia e e Polonia dallo stabilimento di Dalmine (BG, 48 esuberi). Come riferito da fonte sindacale, i dipendenti impattati nella mobilità in realtà sono almeno 100 (60 dipendenti diretti, 17 lavoratori della logistica, 5 servizi generali, 18 lavoratori somministrati). Le motivazioni addotte hanno riguardato la non sostenibilità economica del sito, in considerazione delle tipologie di prodotti realizzati “a basso valore aggiunto” e nonostante i tentativi di riduzione dei costi messi in campo anche con la delocalizzazione all’estero di un’intera linea produttiva e l’esternalizzazione del centro servizi per la logistica, nel 2018, con 20 esuberi gestiti tramite uscite volontarie. Il confronto tra le parti in ambito regionale a partire da novembre 2020 ha aperto un percorso teso a verificare la possibilità di reindustrializzare il sito vicentino e - a marzo 2021 - ABB ha comunicato l’ingaggio di un advisor per approfondire la presenza di possibili soggetti interessati al sito e a valutare le politiche in favore della qualificazione dei lavoratori. Il percorso avviato ha fatto emergere possibili interessamenti industriali alle produzioni e ai lavoratori del sito vicentino, ma a giugno 2021 l’azienda ha comunicato l’intenzione di procedere in ogni caso alla chiusura del sito in quanto nessuna delle interlocuzioni avviate con possibili acquirenti, compresa quella che ha registrato una manifestazione di interesse scritta per l’acquisizione dell'intera forza lavoro e delle produzioni, avrebbe soddisfatto “le condizioni minime” poste dalla multinazionale per qualsivoglia approfondimento di carattere industriale. Nonostante le varie sollecitazioni di chiarimenti pervenute, l’azienda non ha chiarito gli elementi di criticità e ha confermato la volontà di chiusura dell’impianto.

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