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Salute, fitness e distanziamento sociale spingono il settore degli smartwatch

L’evoluzione da gadget ad accessori per il benessere

di Mario Cianflone

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L’evoluzione da gadget ad accessori per il benessere


3' di lettura

Gli smartwatch, da sempre in bilico tra accessori di moda e gadget simpatici come estensione dello smartphone ma non sempre dotati di una reale utilità, stanno in questi mesi di pandemia (ri)scoprendo una killer application: il monitoraggio della salute tramite sensori per i paramenti vitali e, questa è una novità assoluta, la gestione del distanziamento sociale, funzione molto utile per limitare il contagio. Grazie alla tecnologia Bluetooth “low energy”, la stessa usata dall’app Immuni, due o più smartwatch possono avvisare i proprietari quando la distanza tra loro si riduce. Pratico e comodo e senza controindicazioni. Ha iniziato Samsung a commercializzare i primi modelli, con l’Active Watch 2, equipaggiati per semplificare il sociale distancing grazie a una App sviluppata dalla Radia Rfid.

E tra le funzioni utili in era Covid c’è la misurazione della saturazione di ossigeno nel sangue, la cosiddetta SpO2. da tempo molti orologi intelligenti permettono di misurare oltre alla frequenza cardiaca anche la saturazione. Questa funzione, in era pre pandemia è stata considerata molto di nicchia (utile magari negli allenamenti molto intesi) ma non era in cima alle “feature” che smuovono gli acquisti e tra l’altro era presente su alcuni smartphone non più in produzione (come i vecchi Galaxy S10 di Samsung) per poi essere eliminata. Ora, purtroppo, è tornata in auge e lungi da essere un dispositivo medico si rivela comunque molto utile. Non a caso Apple nella nuova sesta generazione del suo Watch ha introdotto la misurazione SpO2 in abbinamento al controllo del battito cardiaco, alla possibilità di effettuare elettrocardiogrammi (una feature che Apple ha introdotto per prima) oltre al classico e indispensabile monitoraggio del battito cardiaco.

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L’Apple Watch Serie 6 inoltre è, dotato di altre funzioni tipiche di uno smartwatch (e di uno smartband): monitoraggio del sonno, in grado di analizzare parametri come le fasi del riposo e il battito durante la notte. Lo stile in pratica non cambia, la Mela resta fedele al design squadrato, ma le novità sono dentro la cassa dove è presente un nuovo microprocessore processore dual-core basato sul chip A13 che è il 20% più veloce rispetto al modello precedente.

Health e fitness sono i due punti cardine anche del Watch3 di Samsung (la casa coreana è stata tra le prime a introdurre uno smartwatch nel 2013). Il nuovo modello di punta (ci sono anche i modelli Watch Fit più abbordabili) è disponibile in diverse versioni (da 41 e 45 millimetri, in vari colori e anche in una variante con cassa in titanio da 650 euro). Mantiene il design rotondo e timeless delle ultime serie e l’interfaccia basata su schermo touch abbinato a una ghiera girevole. Inoltre, è più sottile e leggero e dunque più confortevole da usare durante il riposo notturno e nel corso dei workout per l’attività fisica. La misurazione SpO2 sarà attivata a breve via aggiornamento software .

Il fitness e lo sport sono e restano una killer application degli orologi intelligenti. Va detto che il mercato, secondo le ultime rilevazioni di Idc, è calato del 4,4% nel secondo trimestre del 2020. Rispetto ad altri settori contiene le perdite, anzi considerando la totalità del mercato dei dispostivi indossabili (weareable) che comprende, per contiguità d’uso sportivo/fitness, anche gli auricolari (ribattezzati “Eareables”) è cresciuto del 14,1 per cento. Un segnale che gli strumenti digitali per il fitness e lo sport, nonostante le palestre chiuse o a mezzo sevizio, continuino a vendere bene perché in moti casi gli smartwatch, soprattutto quelli orientati allo sport, come gli ultimi modelli delle cinesi Huawei e Xiaomi, sono dei veri personal trainer da polso. La scelta di posizionarsi in quest’area ha pagato e infatti la classifica mondiale è guidata da Huawei (che ha appena lanciato il modello Watch Fit) tallonata da Xiaomi e con Apple al terzo posto. Xiaomi in particolare ha fatto il salto in avanti dopo essersi focalizzata sugli smartband e ora con il nuovo modello Mi Watch punta ad ampliare la copertura di mercato. E nel panorama asiatico sono arrivati Oppo (gruppo Bbk) e Amazfit , due outsider che stanno scalando le classifiche di vendita

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