sviluppo sostenibile

Salute, Giovannini: «Un decalogo per ridurre le disuguaglianze Nord-Sud»

di Redazione Roma


Giovannini: «Incalzeremo il Governo per raggiungere i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile»

4' di lettura

Un decalogo per ridurre le disuguaglianze in salute è stato annunciato dall’ex ministro e portavoce Asvis, Enrico Giovannini, a margine di un appuntamento del Festival dello sviluppo sostenibile a Bologna. Giovannini era nella lista dei ministri tecnici del governo mai nato di Carlo Cottarelli, in pole per il dicastero del Lavoro. L’intenzione, ha aggiunto, è di «presentarlo alle forze politiche nell’evento finale del Festival e, come abbiamo fatto lo scorso anno, poi interagiremo con il nuovo Governo per vedere di realizzarle».

Giovannini ha osservato che «dieci anni di speranza di vita tra una persona povera del Sud e una ricca del Nord è una quantità inaccettabile» e che «queste disuguaglianze vengano da disuguaglianze non solo di reddito ma anche di educazione, di qualità dei servizi, di scelte individuali e quindi anche di cultura». Questo, ha detto, «mostra la complessità delle politiche da mettere in campo».

«Io credo che dovremmo in primo luogo aspettare il discorso programmatico del Presidente del Consiglio la prossima settimana. Perché bisognerà capire quali delle tante cose scritte nel contratto, al di là del fatto che uno possa essere d’accordo o meno, verranno attuate subito e quali invece verranno rinviate a una seconda fase della legislatura». Sarà importante conoscere il calendario di attuazione del programma, «non solo per la questione dell’equilibrio del bilancio pubblico, ma proprio per le azioni che saranno messe in campo. E quindi riusciremo a capire anche lo stile con il quale verranno messe in campo».

Ieri a Milano Giovannini aveva sottolineato come l'Europa si stia «muovendo verso il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile, ma anche i punti di debolezza e i crescenti divari tra Paesi che si stanno manifestando rispetto all’Agenda 2030». Nel suo complesso l’Unione europea presenta evidenti miglioramenti, nel corso degli ultimi anni, verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile relativi a salute, educazione, uguaglianza di genere, energia pulita, lavoro, innovazione, industria e infrastrutture, città e comunità sostenibili, consumo responsabile, lotta al cambiamento climatico.

Significativi peggioramenti si registrano, invece, per le disuguaglianze, la qualità dell'ambiente terrestre e pace, giustizia e istituzioni forti. Infine, non si segnalano significative variazioni per la povertà, la fame e l’alimentazione e la partnership internazionale. «Essere in grado di monitorare in modo immediatamente comprensibile la complessità delle condizioni economiche, sociali e ambientali dell’Europa è un passo importante - ha sottolineato Giovannini - in quanto consente di comprendere meglio le origini delle tensioni politiche che stanno emergendo nel nostro Continente e di disegnare in modo più opportuno gli interventi da realizzare nei diversi campi e nei singoli paesi. Infatti, guardando alle performance dei migliori, i paesi che sono più indietro possono ricavare utili indicazioni per disegnare politiche più efficaci».

I rischi per il futuro dell’Unione europea possono essere affrontati e superati con una forte leadership politica basata sull'Agenda 2030 per il conseguimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile. L’Europa può e deve restare leader mondiale dello sviluppo sostenibile, coniugando crescita economica, equità sociale e rispetto dell’ambiente, rilanciando “il sogno europeo” di pace e benessere per tutti che ha guidato per tanti anni l’Unione europea. Di questo si è parlato alla Conferenza di Milano su “Sdgs, clima e il futuro dell’Europa”, organizzata dall’Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile in collaborazione con altre organizzazioni europee, all’UniCredit Pavilion di Milano.

«Nonostante i tanti risultati positivi raggiunti nel corso della sua storia, è tempo di “trasformare l’Europa” seguendo le indicazioni contenute nell'Agenda 2030. Una trasformazione fondamentale, fatta di maggiore e non di minore integrazione, che riguarda il futuro di tutti noi e che deve diventare l’obiettivo comune degli Stati Membri e delle Istituzioni Ue», ha spiegato Enrico Giovannini. «L’Unione europea è chiamata ad affrontare una serie di problemi cruciali – prosegue Giovannini parlando a nome del gruppo Europe Ambition - che riguardano le nostre società e che hanno a che fare con gravi disuguaglianze sociali e squilibri ambientali: questioni che devono essere affrontate con urgenza costruendo una maggiore cooperazione e mettendo i temi dello sviluppo sostenibile al centro di una ‘nuova narrativa' per l'Europa, in grado di mobilitare imprese e società, puntando sulle giovani generazioni». In Europa non mancano esempi positivi di Paesi che vantano risultati eccellenti nelle variabili chiave che compongono il benessere (reddito, aspettativa di vita, occupazione, libertà, fiducia, qualità dell'ambiente, ecc.) e campioni dello sviluppo sostenibile.

D'altra parte, la finanza sostenibile, le partnership pubblico- privato e i massicci investimenti orientati alle energie rinnovabili e all'economia circolare dimostrano che il “mondo di domani è già qui”. Si tratta di accelerare e rafforzare il cambiamento, anche allo scopo di accrescere la posizione competitiva del nostro Continente a livello globale sulle tecnologie per lo sviluppo sostenibile. «La Commissione europea – ha ricordato Giovannini – sta preparando le sue proposte su come incorporare l'Agenda 2030 in tutte le politiche dell'Unione. La Conferenza di oggi rappresenta uno dei principali contributi della società civile europea a questo processo e la presenza di rappresentanti delle principali Istituzioni europee testimonia l'importanza da esse attribuita a questo evento».

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