ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùDiritto società

Salvare l’impresa resta l’obiettivo più importante

La Corte di Giutizia UE torna a pronunciarsi in materia di trasferimento d’impresa nell’ambito di procedure concorsuali liquidatorie

di Gabriele Fava

(WavebreakMediaMicro - stock.adobe.com)

3' di lettura

La Corte di Giutizia UE torna a pronunciarsi in materia di trasferimento d’impresa nell’ambito di procedure concorsuali liquidatorie. Trattasi di una pronuncia che coglie nel senso laddove connette la salvaguardia dell’occupazione alla salvaguardia dell’impresa, permettendo al cessionario – in presenza di determinate condizioni – di derogare al mantenimento dei diritti dei lavoratori col chiaro intento di tutelare la capacità produttiva delle imprese quale vero motore dell’occupazione.

Nello specifico, la CGUE, con sentenza emessa nell’ambito della causa C-237/20, ha statuito che – in caso di trasferimento predisposto nell’ambito di una procedura di pre-pack e a condizione che tale procedura sia disciplinata da disposizioni legislative o regolamentari – il cessionario ha – in linea di principio – diritto di derogare al mantenimento dei diritti dei lavoratori.

Loading...

Il caso trae origine da una controversia insorta tra un’organizzazione sindacale olandese e due società della stessa nazione, relativamente ai diritti dei lavoratori assegnati a tali società in seguito ad un trasferimento di impresa. In particolare, le due società olandesi – selezionate dalla impresa cedente nell’ambito di una procedura di pre-pack – avevano rilevato la maggior parte delle attività commerciali della società fallita in base ad un accordo di cessione del patrimonio, il quale prevedeva altresì il passaggio dei contratti di lavoro di circa due terzi dei dipendenti ai quali, tuttavia, venivano applicate condizioni meno favorevoli.

Come noto, gli articoli 3 e 4 della direttiva 2001/23/CE, da un lato prevedono il passaggio – in capo al cessionario – dei diritti e degli obblighi che risultano per il cedente da un contratto o rapporto di lavoro esistente alla data del trasferimento, dall’altro lato precisano che il trasferimento non è di per sé motivo di licenziamento da parte del cedente o del cessionario (fermo restando motivi economici, tecnici o d’organizzazione che comportino variazioni sul piano dell’occupazione). Tali disposizioni – come precisato dall’articolo 5 della stessa direttiva – non si applicano in presenza di tre presupposti: (i) il cedente sia oggetto di una procedura fallimentare o di insolvenza analoga; (ii) detta procedura sia stata aperta in vista della liquidazione dei beni del cedente stesso; (iii) detta procedura si svolga sotto il controllo di un’autorità pubblica competente.

Nella pronuncia in commento la Corte ha ritenuto sussistenti tutti e tre i requisiti di cui sopra, con conseguente possibilità per il cessionario di derogare al mantenimento dei diritti dei lavoratori, purché la procedura di pre-pack sia prevista da disposizioni legislative o regolamentari al fine di soddisfare il requisito della certezza del diritto.

Trattasi di un segnale importante da parte della CGUE in materia di adattabilità dei diritti nell’ambito di trasferimenti d’azienda. L’obiettivo è chiaro: agevolare i trasferimenti di azienda nelle procedure concorsuali liquidatorie.

Obiettivo sicuramente degno di nota alla luce del fatto che – in tali situazioni – la salvaguardia dell’occupazione passa attraverso la salvaguardia della capacità produttiva delle imprese – sin dove è possibile – a prescindere dalla situazione di insolvenza in cui versa l’imprenditore. E questo la CGUE sembra averlo capito molto bene laddove, di fatto, finisce per salvaguardare la crescita e la competitività delle imprese quale fattore trainante dell’occupazione. Ed è lei stessa a dirlo laddove precisa che la deroga al mantenimento dei diritti dei lavoratori trova la propria ragion d’essere nell’esigenza di eliminare il grave rischio di un deterioramento, da un lato del valore dell’impresa ceduta, dall’altro lato delle condizioni di vita e di lavoro della mano d’opera. Insomma, il messaggio è chiaro: per salvaguardare l’occupazione occorre in primis salvaguardare l’impresa. Solo così facendo, è possibile incentivare la crescita e la competitività delle imprese e, con esse, creare lavoro e occupazione.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti