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Salvare l’Italia? Serve un momento Ciampi

C’è chi invoca il «momento Hamilton», ma già riportare a Palazzo Chigi lo spirito dell’ex governatore della Banca d’Italia sarebbe tanto. Draghi o non Draghi

di Giancarlo Mazzuca

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C’è chi invoca il «momento Hamilton», ma già riportare a Palazzo Chigi lo spirito dell’ex governatore della Banca d’Italia sarebbe tanto. Draghi o non Draghi


2' di lettura

Qualcuno ha definito «momento Hamilton» l’attuale necessità europea di far fronte comune all’emergenza economica che, in questa calda estate 2020, sta deflagrando con la stessa virulenza che ha avuto in primavera il «coronavirus». L’Hamilton in questione è Alexander, il segretario al Tesoro statunitense che nel 1790 riuscì a trasformare i disavanzi accumulati dalle tredici colonie in lotta per l’indipendenza americana in un unico debito pubblico a carico dello Stato federale. È chiaro che, oggi, non potremmo mai arrivare a tanto ma, almeno, per quanto riguarda la sola Italia, ci basterebbe riproporre un «momento Ciampi».

Quando a Palazzo Chigi c’era Carlo Azeglio

Perché Draghi o non Draghi, tutti ci ricordiamo di quel governo tecnico presieduto dall’ex governatore della Banca d’Italia che, quasi trent’anni fa, salvò il Belpaese dalla bancarotta. Se il buon tempo si vede dal mattino, l’esordio di quell’esecutivo guidato allora dal «grand commis» livornese, l’ultimo della cosiddetta Prima Repubblica, fu tutt’altro che sereno, anzi risultò particolarmente tempestoso perché, appena dieci ore dopo il giuramento dei ministri, vennero ritirati quelli pidiessini e l’unico con la casacca «verde» immediatamente dopo il voto contrario della Camera che aveva respinto quasi tutte le richieste a procedere nei confronti di Craxi

Navigammo a largo dello scoglio Iri

Il nuovo governo tecnico non solo restò a galla nonostante le defezionii della prim’ora, ma riuscì pure a raddrizzare una «nave-Italia» che faceva acqua da tutte le parti, a cominciare da quel carrozzone di Stato di nome Iri, un vero colabrodo, che Ciampi riuscì a raddrizzare mandando Romano Prodi al timone dell’Istituto di Via Veneto e aprendo la stagione delle privatizzazioni. Assieme allo stesso professore emiliano, Ciampi fu anche il traghettatore dell’Italia verso la moneta unica. Ma prima ancora dell’euro, Carlo Azeglio fu capace di traghettare una nazione intera che stava affondando sull’onda di Tangentopoli, uno dei tre «handicap», assieme alla mafia e all’emergenza economica che resero quegli anni una specie di «coronavirus» ante-litteram.

Dateci un momento Ciampi

E quando, successivamente, salì al Quirinale, lanciò un appello, come capo dello Stato, per riscoprire l’identità nazionale, un appello che anche oggi sarebbe particolarmente necessario. Sarà stato un po’ retorico quell’appello, ma se fosse stato accolto già allora, l’Italia non sarebbe oggi così lacerata… Un giorno ebbi il grande privilegio di essere invitato dal Presidente a colazione quando era ancora al Quirinale. Ho un bellissimo ricordo di quel pranzo frugale e delle parole che mi disse al momento del congedo: sì, qui ci vuole proprio un «momento Ciampi» .


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