40 anni di ricapitalizzazioni

Salvataggi Alitalia, per lo Stato un conto da 8,6 miliardi

di Gianni Dragoni


Di Maio elenca i successi Ilva e Baekert: e adesso Alitalia

3' di lettura

Dopo la Lai fondata nel 1946 sotto l’Iri, la Cai del 2008 dei Capitani coraggiosi lanciati da Silvio Berlusconi, la Sai decollata nel 2015 con gli arabi di Etihad e sotto l’occhio benevolo di Matteo Renzi e Luca Cordero di Montezemolo, la vecchia Alitalia non ci abbandona. Malgrado i bilanci disastrosi, sta per rinascere per la quarta volta.

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Del passato però rimarranno almeno due cose. Il marchio, che conservare una discreta capacità di attrazione all’estero (è stato valutato 145,5 milioni di euro nell’ultimo bilancio pubblicato, il 2015) e la presenza dello Stato.

Lo Stato è uscito dal capitale nel 2008, quando Berlusconi, d’accordo con i sindacati confederali, fece in modo che venisse rigettata l’offerta di Air France-Klm con cui avevano trattato il governo Prodi e Maurizio Prato. Ma lo Stato non ha mai smesso di pagare per far volare Alitalia.

Il prestito ponte di 900 milioni concesso dal governo di Paolo Gentiloni è solo l’ultima di una serie di iniezioni di denaro pubblico. «Non vogliamo mettere altri soldi dei contribuenti», diceva il leader dei Cinque stelle nel governo, Luigi Di Maio, il 7 agosto.

Per ora però le cose non sembrano andare nella direzione indicata dal vicepremier. Perché il salvataggio di Alitalia dovrebbe essere fatto da una società statale al 100% (le Ferrovie: non si conoscono casi al mondo di ferrovie azioniste di un’aviolinea) e almeno una parte del «prestito ponte» di 900 milioni sarà convertito in azioni. Dunque, sarà impiegato denaro che proviene dai contribuenti.

Quanti soldi ha messo finora lo Stato dentro Alitalia? Punto di partenza per questo calcolo è uno studio dell’Area studi di Mediobanca. Quello studio, anticipato dal Sole 24 Ore il 23 maggio 2015, aveva calcolato in 7,4 miliardi i costi diretti, per lo Stato e la collettività, originati dalla gestione Alitalia in quarant’anni, dal 1974 al 2014. Una somma calcolata in valori monetari aggiornati al 2014, quindi rivalutando i versamenti degli anni precedenti. Quel costo teneva conto di interventi nel capitale e altri finanziamenti pubblici, depurati dagli incassi ottenuti dall’Iri e dallo Stato (dividendi, imposte, vendita di azioni): questo dava un saldo negativo di 3.322 milioni nel periodo 1974-2007. Poi c’erano i costi conseguenti all’operazione fatta da Berlusconi nel 2008 con il commissariamento di Alitalia: tra prestito ponte (300 milioni dell’epoca) mai restituito, rimborsi di bond, cigs e integrazione al reddito per i dipendenti per 7 anni con l’80% dello stipendio effettivo, stima del passivo patrimoniale dell’amministrazione straordinaria, intervento di Poste per 75 milioni a fine 2013, Mediobanca ha calcolato un onere ulteriore di 4.100 milioni. Il totale era di 7 miliardi e 422 milioni.

Se rivalutiamo quella cifra a oggi è salita a 7 miliardi e 620 milioni. Dovremmo aggiungere l’ulteriore versamento di 75 milioni di Poste Italiane a fine 2014 (per l’operazione Etihad) e i 900 milioni “prestati” dal governo Gentiloni. Arriviamo così a un costo totale ad oggi di 8 miliardi e 595 milioni (equivalente a 143 euro per ogni italiano, compresi i neonati).

Se calcoliamo solo le ricapitalizzazioni e i finanziamenti non rimborsati fatti da Iri e Mef, dal 1974 a oggi lo Stato ha iniettato in Alitalia 6 miliardi e 517 milioni. L’elenco è nella tabella sopra questo articolo. Scomponendoli secondo i governi sotto i quali sono avvenuti si ottiene la seguente classifica. Abbiamo diviso a metà tra Prodi e Berlusconi l’onere del prestito di 300 milioni (pari a 332 milioni del 2014) fatto nell’aprile 2008, deliberato dal governo Prodi ma d’intesa con Berlusconi e Giulio Tremonti, che stavano per subentrare al governo. Con questo criterio il governo che ha versato più soldi ad Alitalia è Berlusconi, in totale un miliardo e 908 milioni. Prodi è il secondo, un miliardo e 674 milioni. Terzo Gentiloni con 900 milioni. Al quarto posto i governi di Giulio Andreotti (873 milioni), quinto Bettino Craxi (284 milioni), poi Aldo Moro, con un intervento di soli 46,6 milioni di lire fatto dall’Iri nel 1975. Una somma che rivalutata vale 247 milioni di euro. Undici governi hanno iniettato soldi in Alitalia. All’ultimo posto Enrico Letta e Renzi, 75 milioni ciascuno.

IL «CONTO» DI ALITALIA PER LO STATO
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