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Salvataggio Astaldi, Sace alza il prezzo per le nuove garanzie

La mossa della controllata di Cassa Depositi e Prestiti complica la strada per la creazione di Progetto Italia, il piano per creare il colosso dei cantieri

di Laura Galvagni


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1' di lettura

In una fase assai delicata per il destino di Astaldi e di conseguenza per il buon esito di Progetto Italia, Sace, controllata al 100% da Cassa Depositi e Prestiti, la stessa chiamata a dare man forte a Salini Impregilo nel piano di rilancio del comparto costruzioni, complica il salvataggio del general contractor. A quanto si è appreso, la società ha inviato ieri una comunicazione ad Astaldi, in virtù di un credito vantato verso l'azienda di circa 75 milioni sia come Sace spa che come Sace Fct, sostenendo di meritare lo status di creditore privilegiato.

In ragione di questo, come corollario, Sace di fatto avrebbe “congelato” la sua partecipazione al piano che la vedeva coinvolta assieme agli altri istituti di credito nella ristrutturazione della compagnia. Nel dettaglio, le banche, nell'ambito del salvataggio di Astaldi, sono chiamate a intervenire su due fronti distinti: da una parte nuova cassa e dall'altra nuove garanzie. Sul fronte cassa sono state stimate necessità per circa 200 milioni di euro mentre sul piano delle garanzie si è parlato di una cifra compresa tra i 300 e i 400 milioni. E Sace si sarebbe impegnata a fare la propria parte proprio su quest'ultimo fronte. Nella missiva inviata ieri a tutte le banche coinvolte la società avrebbe però messo nero su bianco che i suoi eventuali obblighi in merito rimangono sospesi in attesa che si risolva la situazione.

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