l’annuncio del mise

Salvataggio Industria italiana autobus: in campo Leonardo e Invitalia

di Gianni Dragoni


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(Dal sito

2' di lettura

Leonardo e Invitalia sono intervenute nel salvataggio dell'Industria Italiana Autobus (Iia), la società in crisi con le attività dell'ex Irisbus a Flumeri (Avellino) e dell'ex BredaMenarinibus a Bologna.

Secondo un comunicato del ministero dello Sviluppo economico, le due società controllate dallo Stato hanno sottoscritto un aumento di capitale di 21 milioni di euro di Iia, insieme alla turca Karsan. La ricapitalizzazione, deliberata dall'assemblea, rientra in un piano concordato con il Mise, che dovrebbe dare ulteriori finanziamenti all'azienda per 18 milioni in accordo con la Regione Campania.
La delibera approvata dai soci prevede un aumento complessivo di 30 milioni: i 9 milioni mancanti dovrebbero essere versati da «un nuovo socio industriale, in via di definizione, che - dice il Mise - dovrà sottoscrivere la propria quota entro sei mesi». Chi sia questo nuovo socio non si sa. Le Ferrovie dello Stato, a cui il Mise aveva chiesto di intervenire, si sono sfilate da quando sono impegnate nel dossier Alitalia. In base alle quote azionarie comunicate dal Mise, si può calcolare che per la ricapitalizzazione Invitalia ha versato circa 9 milioni, Leonardo 6 milioni, stessa cifra per Karsan.

Invitalia è un nuovo socio di Iia. Leonardo era già azionista di Iia con l'11,7%, Karsan con il 5% a fine 2017, quando Stefano Del Rosso con il gruppo Tevere aveva l'83,3 per cento. L'ex Finmeccanica è entrata in Iia dalla nascita, a fine 2014, quando l'allora a.d. Mauro Moretti cedette la sofferente BredaMenarinibus alla King Long Italia di Del Rosso, poi divenuta Tevere Spa. Moretti annunciò l'uscita del gruppo aerospaziale dal settore autobus. Non fu così, perché Moretti concordò di acquisire fino al 20% di Iia, operativa dal primo gennaio 2015, nella quale finì anche l'Irisbus (ex Fiat-Iveco) che Sergio Marchionne voleva dismettere.

Il bilancio 2017 di Iia si è chiuso con una perdita netta di 561.413 euro e debiti complessivi per 83,25 milioni (di cui 60 milioni verso i fornitori), mentre i crediti totali ammontano a 59,2 milioni. Il valore della produzione è stato di 62,5 milioni, con 467 dipendenti. Nel 2018 la situazione è precipitata, con difficoltà nel pagamento degli stipendi, blocchi della produzione, cigs. Del Rosso si è sfilato.

Secondo il Mise, al termine della ricapitalizzazione per 30 milioni le quote del capitale saranno così suddivise: 20,07% Leonardo, 20,03% Karzan, 29,95% Invitalia e 29,95% il «nuovo socio industriale». Secondo fonti vicine agli azionisti, dopo quest'iniezione finanziaria il portafoglio ordini dovrebbe consentire un miglioramento dei conti.

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