dopo l’uccisione del carabinieri a foggia

Salvini: «A giugno pistola elettrica per le forze dell’ordine»


Via a sperimentazione taser per forze ordine

3' di lettura

«A giugno arriva in dotazione delle forze dell’ordine la pistola elettrica». Ad annunciarlo è il ministro dell’Interno Matteo Salvini durante la convention della Lega nel Lazio. Il taser, già utilizzato dalle forze dell’ordine di 107 Paesi per immobilizzare soggetti sospettati di reato, è stata introdotta in Italia in via sperimentale, il 5 settembre. Il decreto attuativo era stato firmato da Salvini a inizio luglio e le prime prove sono iniziate da settembre. Fu lo stesso Salvini a darne notizia: «Dal 5 settembre in 12 città italiane -disse via twitter il vice premier - da Milano fino a Catania, inizierà la sperimentazione del taser, la pistola elettrica non letale che aiuterà migliaia di agenti a fare meglio il loro lavoro».

Via libera al taser
Il caso del Carabiniere ucciso durante un controllo a Foggia ha fatto un po’ da detonatore, anche se l’idea di dotare le forze dell’ordine della pistola elettrica (che funziona tramite emissione di brevi scariche elettiche ad alta tensione, 50mila volt) era già nell’aria. Trenta le pistole che sono state usate per la sperimentazione in 12 città: Milano, Napoli, Torino, Bologna, Genova, Firenze, Palermo, Catania, Padova, Caserta, Reggio Emilia e Brindisi.

M5s: aggravanti per chi compie violenze contro le forze dell’ordine
L’iniziativa di Salvini si somma alla proposta che viene dal vicepremier M5s Luigi Di Maio, il quale, dinanzi al ripetersi di casi di aggressione grave nei confronti delle forze dell’ordine, sembra intenzionato a predisporre una stretta sui reati contro Carabinieri e poliziotti. L’idea sarebbe quella di prevedere aggravanti per chi compie violenze contro le forze di polizia e militari, inclusi i vigili del fuoco. Misura che potrebbe già essere introdotta in un provvedimento che il ministro della giustizia Alfonso Bonafede sta mettendo a punto insieme al ministro della Sanità Giulia Grillo sulla violenza contro medici e funzionari degli ospedali.

La cautela del garante dei detenuti sul Taser
Tornando all’uso del taser, il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute, Mauro Palma, ha fatto sentire la sua voce critica, Secondo Palma, le cautele adottate (il Taser potrà essere utilizzato solo da chi ha la qualifica di agente di pubblica sicurezza, dopo una formazione e una sperimentazione e dopo l’adozione di un regolamento comunale) «non sono assolutamente sufficienti a dissipare la preoccupazione circa l'estensione dell'uso della nuova arma. Si rischia - ha avvertito il Garante - di aprire la strada a un utilizzo molto esteso e capillare sul territorio». E a impensierire è proprio l’esperienza di quei Paesi «ove un uso esteso di armi a impulsi elettrici ha condotto ad abusi e a esiti mortali».

Il Viminale: taser usato 48 volte in sei mesi
Intanto il Viminale fa sapere che nei primi sei mesi di sperimentazione (da settembre a febbraio), il taser è stato utilizzato 48 volte dalle forze di polizia e nella maggioranza dei casi è stato sufficiente minacciarne l’utilizzo per risolvere la situazione. L’ultimo episodio è di ieri, a Genova: gli agenti hanno estratto il Taser (azionando i soli dispositivi luminosi di puntamento) per bloccare un tunisino che stava cercando di scappare per evitare l’espulsione. Lo straniero è stato fermato e imbarcato sulla nave per il rimpatrio. Secondo il Viminale è «l’ennesima operazione che conferma l’efficacia dello strumento».

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