ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùI dossier Pnrr più caldi

Salvini apre il fronte balneari: «Decreto al prossimo governo»

Dalla concorrenza agli Irccs: il percorso delle riforme rischia la frenata per il voto

di Marzio Bartoloni, Celestina Dominelli, Carmine Fotina

Draghi: "Sono certo qualunque governo rispettera' impegni Pnrr"

3' di lettura

«Sarà il prossimo governo a fare i decreti attuativi» sul dossier balneari, uno dei fronti più caldi della legge annuale sulla concorrenza, appena entrata in vigore. Il siluro lanciato sabato 27 agosto dal leader della Lega, Matteo Salvini, sembra riaprire i giochi attorno a una delle riforme abilitanti del Pnrr. Il cui percorso è stato fin qui già molto accidentato e ora rischia di finire nel tritacarne della campagna elettorale.

Il nodo delle riforme in materia di giustizia

Proprio come la giustizia. Altro snodo strategico di questi mesi di cammino del Recovery Plan, con le attese riforme del processo civile e penale - su cui la ministra Marta Cartabia sta andando avanti - ma che nelle ultime ore è finita nuovamente al centro del confronto politico dopo che il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in un videomessaggio è tornato a evocare «la separazione delle carriere».

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Gli Irccs

Per non dire di altre riforme - come quella degli Irccs (gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico), che potenzia questo tassello del sistema sanitario - già approvate nel semestre scorso, ma la cui attuazione potrebbe risentire delle eventuali lungaggini collegate alla formazione del nuovo governo.

Concorrenza, fronte delicato

Il fronte più delicato è quello del Ddl Concorrenza. La legge annuale del 2021 è entrata in vigore il 27 agosto ma servono 19 provvedimenti attuativi per rendere tutte le misure operative. Sette decreti legislativi, per altrettante deleghe al governo, 6 decreti ministeriali e 6 atti di altro tipo. E, tra i Dlgs da adottare, ci sono appunto le regole con cui definire le gare per le nuove concessioni balneari e gli indennizzi ai gestori uscenti, che sia Lega che FdI vogliono rinviare al prossimo governo, ma anche il Testo unico sui servizi pubblici locali e poi le semplificazioni sulle attività e i controlli alle imprese. Il governo Draghi in realtà, già da alcune settimane, ha accelerato per lasciare al futuro esecutivo il lavoro praticamente fatto. In una riunione tra il sottosegretario Roberto Garofoli e i capi di gabinetto dei ministeri in programma martedì 30 agosto si farà il punto sul prosieguo.

Le prossime tappe

I Dlgs pronti potrebbero anche approdare nelle prossime settimane in un consiglio dei ministri per il via libera preliminare, ma probabilmente non basterebbe per blindarli. L’iter è di una complessità evidente. È esemplare il caso dei balneari, per i quali il presidente di Assobalneari Italia Federturismo Confindustria, Fabrizio Licordari, è tornato a chiedere tutele. Il Dlgs sulle gare infatti deve ottenere l’intesa in sede di Conferenza unificata ed inoltre il parere del Consiglio di Stato, da rendere entro 45 giorni decorsi i quali il governo può comunque procedere. Lo schema di decreto legislativo viene successivamente trasmesso alle Camere per i pareri (non vincolanti) delle commissioni parlamentari competenti che si pronunciano nel termine di 30 giorni. Solo dopo, il testo torna al Cdm per l’ok definitivo.

Rischio di un allungamento dei tempi

Il rischio, dunque, che i tempi si allunghino, e anche parecchio, per via del voto è tutt’altro che remoto. E lo stesso potrebbe valere, come detto, anche per la riforma degli Irccs che è stata approvata a fine luglio dal Parlamento, ma i cui decreti attuativi ricadranno sicuramente in capo al prossimo governo.

L’agenda del nuovo Parlamento

Sperando che il passaggio di consegne non crei vuoti particolarmente lunghi. Perché al nuovo Parlamento spetterà dar seguito anche ad altre riforme già conseguite nel semestre scorso, come quella, firmata dal ministero della Transizione ecologica, sulla strategia per l’economia circolare, la cui messa a terra - monitorata dalla Commissione europea, che segue passo passo il cammino del Recovery Plan -, sarà tra le sfide più importanti dei prossimi mesi su cui dovrà esercitarsi il nuovo esecutivo. Che, tornando alla Concorrenza, avrà un’altra incombenza da sbrigare. Perché, secondo quanto previsto dal Pnrr, sebbene non sia un obiettivo vincolante con la Ue, il governo avrebbe già dovuto presentare alle Camere una nuova legge concorrenza, quella del 2022. Come non detto. Toccherà a chi verrà dopo.

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