il presidente inps in scadenza

Salvini dà il benservito a Boeri: «Sui migranti fa il fenomeno, ma all’Inps si cambia»

di Mariolina Sesto


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2' di lettura

Il presidente dell’Inps Tito Boeri sembra avere le ore contate al vertice dell’istituto nazionale di previdenza. È infatti durissima la nuova bordata lanciata dal vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini. In uno dei suoi video su facebook, regsitrato durante la visita a un’azienda confiscata alla mafia, il leader leghista è tornato a bombardare la tesi - cara a Boeri - secondo cui saranno i migranti a pagare (in parte) lepensioni agli italiani.

Salvini spara a zero contro Boeri
«L’immigrazione positiva, pulita, che porta idee, energie e rispetto è la benvenuta. Il mio problema - incalza Salvini - sono i delinquenti, come quello che ha ammazzato un italiano di 77 anni a Sessa Aurunca, preso a pugni da una di queste “risorse” che ci dovrebbero pagare le pensioni. Perché c’è ancora qualche fenomeno, penso anche al presidente dell’Inps, che dice che senza immigrati è un disastro. Ma ci sarà tanto da cambiare anche in questi apparati pubblici». Quello di Salvini, insomma, sembra avere tutti i connotati di un benservito al numero uno dell’Inps. Un benservito che arriva - fra l’altro - alla vigilia della presentazione (prevista per domattina alla Camera) del rapporto annuale sulla previdenza stilato dall’Inps.

Gli attacchi precedenti
Salvini, a dir la verità, non è nuovo agli attacchi al calor bianco contro Boeri. Un anno fa già lo redarguiva aspramente con queste parole: «Boeri mi ha fatto incazzare come un bufalo. Ha detto che gli italiani “certi lavori non li voglion più fare e quindi meno male che ci sono gli immgrati. Ma gli italiani quei lavori non voglion farli perché sono pagati 3 euro l’ora....».

Il pensiero di Boeri
Agli occhi di Salvini, Boeri (il cui mandato di presidente Inps è in scadenza) è reo di pensarla in modo diverso sia riguardo agli immigrati, sia riguardo alla riforma Fornero. Ancora quattro giorni fa, il capo dell’istituto di previdenza ha ribadito quanto la «riduzione dei flussi migratori» sia un fenomeno preoccupante, sempre per la teoria che senza immigrati non resterebbe nessuno a pagare le pensioni degli italiani.

Quanto alla legge Fornero, Boeri ha chiatìrito già da tempo il suo pensiero: «Se si dovesse davvero abolire la Fornero questo costerebbe nell’immediato 11 miliardi, per salire dopo a 15 miliardi». Il presidente Inps ha anche aggiunto che questa scelta «creerebbe problemi di iniquità perché ci sono persone che hanno già pagato per la Fornero, accettando tagli importanti sulla loro pensione. Sarebbe doppiamente iniquo, per chi ha pagato dei costi e per i giovani».

Boeri, tra l’altro, non spicca neppure tra i fan del reddito di cittadinanza. Un nuovo ostacolo dunque al dialogo con la coalizione giallo-verde, sebbene abbia avviato un dialogo molto proficuo con l’ala ortodossa del movimento ed in particolare con il presidente della Camera Roberto Fico , che gli ha chiesto collaborazione sulla spinosa questione del taglio dei vitalizi ai parlamentari. Un tema sul quale - forse l’unico - tra maggioranza e Boeri c’è piena concordanza di idee.

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