analisitav e caso diciotti

Salvini-Di Maio a un passo dalla rottura. Ma è vera crisi?

di Barbara Fiammeri

Sulla Tav analisi verso saldo negativo. Di Maio: 'non si fa'

2' di lettura

A spiegarci quanto sta avvenendo è stato un testimone autorevole. In quel fuorionda rubato da La7 a Davos, il premier Giuseppe Conte anticipava alla cancelliera Merkel, la “sofferenza” del M5s per il sorpasso subito a favore della Lega e di conseguenza la necessità di rilanciare «i temi che ci possono aiutare in campagna elettorale». Tra questi certamente c’è la Tav, a cui di recente si è aggiunto anche il sì o il no al processo a Salvini sui sequestrati della Diciotti.

Non è la prima volta che i due soci di governo sembrano a un passo dalla rottura. Stavolta però il contesto non aiuta a trovare una facile via di riappacificazione. Quello a cui stiamo assistendo è infatti l’avvio di una durissima campagna elettorale che si aprirà domenica prossima con le elezioni in Abruzzo, seguite a due settimane di distanza dalla Sardegna e che si concluderà solo il 26 maggio, con le europee e le regionali in Piemonte, assieme al rinnovo della guida di circa la metà degli ottomila comuni italiani tra cui spiccano città come Firenze, Reggio Calabria, Bergamo,Bari, Livorno, Sassari, Perugia, Reggio Emilia.

Ma ad aumentare il “rischio-crisi” c’è un altro e non secondario fattore, anche questo inedito e concomitante al primo: il diretto coinvolgimento di Salvini e Di Maio. Sul leader della Lega pende la richiesta di autorizzazione a procedere del tribunale dei ministri di Catania, su cui la giunta del Senato si esprimerà entro questo mese per poi rinviare all’aula di Palazzo Madama il verdetto definitivo, presumibilmente a marzo. Le dichiarazioni del presidente della Camera Roberto Fico in tv a favore del processo non sono un fulmine a ciel sereno ma fanno parte di una strategia già portata avanti da Di Battista e alla quale anche Di Maio può essere ora costretto a piegarsi, per non vedersi messo in minoranza davanti ai suoi.

Lo stesso dicasi per laTav. La durezza delle espressioni del Capo pentastellato, che ha definito una «supercazzola» l’ipotesi di una revisione del progetto sponsorizzata da Salvini, lascia intendere che il dado è tratto. Di Maio è in difficoltà. I sondaggi, come ci diceva Conte, sono impietosi e se già il prossimo lunedi arrivasse la prima conferma nelle urne, con la vittoria del centrodestra in Abruzzo, regione dove alle politiche i grillini avevano conquistato il primato sfiorando il 40%, la leadership del movimento verrebbe ancor più messa in discussione.

Salvini non puo far altro che aspettare. Il ministro dell’Interno non vuole la crisi anche perché l'esperienza di governo finora gli ha consentito di raddoppiare i consensi, indebolendo tanto il suo alleato di maggioranza che i partiti - Forza Italia e FdI -con cui si presenta nei test locali. In ogni caso non sarà lui a mettere la parola fine sull’esperienza gialloverde: chi rompe paga sempre.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...