«nessuno scambio con la Diciotti»

Salvini esclude una manovra correttiva. «Per la Tav rivedere i costi ma si vada avanti»

di Nicola Barone


(ANSA)

2' di lettura

«Stiamo parlando del nulla». Così il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini liquida a Radio Anch'io la possibilità che il governo stia ipotizzando una manovra correttiva. dopo che altrettanto era stato fatto ieri in Parlamento dal responsabile dell'Economia Giovanni Tria.

«Abbiamo votato meno di due mesi fa una manovra che deve ancora far vedere i suoi effetti e adesso dobbiamo parlare di una futuribile manovra? Vogliamo vedere cosa succederà?». Per il leader della Lega «i problemi economici sono a livello continentale e non sarà un periodo facile». Ma «commentare i dati a febbraio, quando la manovra farà vedere gli effetti nei prossimi mesi, mi sembra quantomeno bizzarro».

«È una fesseria e poi Renzi di giustizia ritengo che debba lasciar parlare altri. Questa ipotesi del mercato è veramente squallida». È la risposta indiretta all'ex premier che ha parlato di voto di scambio tra Lega e M5S con la prima che rinuncia alla Tav e il secondo che salva Salvini dal processo per il caso Diciotti. Sulla Torino-Lione il ministro ribadisce la sua posizione. «C'è nel contratto che il progetto andava rivisto e poteva essere ridimensionato, andando a tagliare un miliardo di opere che potevano essere evitate. È chiaro che stiamo andando verso questo percorso. Io continuo a lavorare per un Paese che va avanti, ci sono altre sensibilità nel governo è quindi se si può tagliare su costi spropositati è giusto ragionarci». Tagliare ma conservando l'opera? «Assolutamente sì». L'obiettivo, ribadito nuovamente ad Iglesias per un incontro elettorale in vista delle regionali di domenica prossima in Sardegna, è quello di «rivedere il progetto, risparmiare dove si può risparmiare e andare avanti».

Sta facendo discutere la vicenda della figlia dell'ex ambasciatore nord coreano a Roma che è stata rimpatriata dopo la diserzione dei genitori. «Chiedetelo al ministero degli Esteri, è una questione di ambasciate. Io non ne sapevo nulla, non c'entro nulla». Il vicepremier aggiunge che non andrà dunque a riferire sulla vicenda in Parlamento, come chiesto da diversi esponenti dei Cinque Stelle. «Se c'è una ragazza che è voluta tornare dai nonni nel suo Paese ha preso un aereo di linea arrivando tranquillamente in aeroporto, superando i controlli di polizia e facendo il check in senza dire nulla, cosa c'entra il ministro dell'Interno?». Dunque «è un problema di rapporto tra ambasciate» e la questione va posta al ministro degli Esteri. «Io vado a riferire su quello che è di mia competenza e di mia conoscenza. Qui non ne sapevo un accidente e non c'entravo un accidente. Cosa vado a riferire?».

Sulla tenuta della maggioranza gialloverde nessun dubbio. «Il centrodestra governa bene tanti Comuni e tante Regioni, a livello nazionale - lo dico da otto mesi a questa parte - ho firmato un impegno, dato la mia parola, e quindi se ne facciano una ragione tutti quanti. Gli italiani apprezzano e questo mi interessa». Con buona pace dunque degli auspici formulati dall'alleato (nel centrodestra) Silvio Berlusconi per un ritorno a casa del capo del Carroccio.

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