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Salvini, Facebook e il video del citofono. Rimuoverlo non è stata una buona idea

Facebook poteva cancellarlo, ma cancellandolo non sappiamo se abbia fatto un favore a Salvini. Certo non ha reso un buon servizio alla democrazia

di Carlo Melzi d'Eril e Giulio Enea Vigevani

Salvini suona al citofono di un tunisino: “Lei è uno spacciatore?”

3' di lettura

Facebook ha cancellato il video in cui Matteo Salvini, su indicazione di una passante, citofona a una famiglia chiedendo se sia vera la “voce” per cui in quella casa abitino spacciatori.

Dopo alcune segnalazioni di utenti, con un laconico comunicato, il social network ha spiegato di avere rimosso il filmato poiché non rispetta gli standard della community. In sostanza, non viene spiegato il motivo di questo intervento né come mai la rimozione sia avvenuta dopo alcuni giorni dalla pubblicazione, dopo le elezioni regionali, benché la sua presenza avesse fatto subito molto “rumore”.

Certo, genericamente parlando, sullo sfondo di una simile iniziativa vi può essere la volontà da parte del provider di non essere coinvolto in comportamenti dai possibili contorni illeciti. In questo caso, infatti, nel dibattito pubblico sono stati ipotizzati comportamenti offensivi della reputazione e della riservatezza della famiglia a cui l’ex ministro ha citofonato, fino alla più grave fattispecie di incitamento all’odio.

Facebook poteva eliminare il video?
Sono molte le domande che tale vicenda suggerisce. La prima: Facebook poteva eliminare il video? Riteniamo di sì: un social network è un’azienda privata e, come tale, dovrebbe poter decidere liberamente cosa rimuovere e cosa ospitare nello spazio che gestisce. È vero che di recente un provvedimento del tribunale di Roma ha imposto proprio a Facebook di rendere di nuovo consultabili le pagine oscurate di CasaPound e di alcuni suoi simpatizzanti, tuttavia già si leggono pronunce di segno opposto, come una recentissima di un giudice senese. In ogni caso, l’impostazione che ci pare più aderente ai principi costituzionali vuole che l’ordinamento si disinteressi – salvo il caso di illeciti – dei contenuti diffusi da società private, il cui “statuto” non deve essere confuso con quello del servizio pubblico.

Facebook doveva eliminare il video?
La seconda domanda è l’opposto della precedente: Facebook doveva eliminare quel filmato? In altri termini, se non lo avesse cancellato, l’autorità giudiziaria avrebbe dovuto ordinarne la rimozione e magari anche condannare la piattaforma a risarcire i danni? Qui la risposta ci pare negativa.

Cominciamo col dire che esiste una tendenza, per molti versi comprensibile, a responsabilizzare le piattaforme, soprattutto per contenuti illeciti anonimi o comunque diffusi da soggetti difficilmente identificabili o non in grado di risarcire il danno causato. Questa tendenza è una delle ragioni che spingono i social a intervenire per cautelarsi, eliminando contenuti “a rischio”.

Basta un venticello per essere esposti alla gogna
Questo caso però ha una peculiarità non da poco. Il video dà conto di un gesto politico compiuto dal leader del partito che in questo momento riscuote i maggiori consensi a livello nazionale. Di più: Salvini tiene questo comportamento nel pieno fuoco della campagna elettorale, di fronte a microfoni e telecamere. Attraverso il citofono, egli mostra al Paese la propria concezione della giustizia e dei diritti della persona, ove basta un venticello per essere esposto alla pubblica gogna. E questo breve filmato ci dice anche quali sono gli strumenti che l’ex ministro dell’interno utilizza per ottenere il gradimento della gente.

Il paradigma dell’involuzione dell’agire politico
In sintesi, quel video – che forse per questo ha fatto tanto scalpore – sembra rappresentare la quintessenza della ideologia politica di Salvini e del metodo che utilizza per dominare la scena pubblica. Per questa ragione, forse, proprio tali immagini potranno essere usate dagli storici come paradigma dell’involuzione dell’agire politico dei nostri giorni.

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Non è stato un buon servizio alla democrazia
Se le cose stanno così, cancellare quel contenuto significa nascondere all’opinione pubblica di oggi e di domani un dato importante per conoscere e giudicare il potere. Sul piano giuridico, Facebook poteva cancellarlo; così facendo non sappiamo se abbia fatto un favore a Salvini, ma certo non ci pare abbia reso un buon servizio alla democrazia.

Per approfondire:
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