la replica di di maio: «A renzi andò male»

Salvini: «Il voto europeo? Un referendum». E al cardinale che aiuta i migranti: «Paghi lui le bollette»

di Marzio Bartoloni


Migranti, Salvini: rifiuto pensare che M5s voglia riaprire porti

2' di lettura

Matteo Salvini in pieno tour elettorale come un fiume in piena lancia un appello dai toni quasi apocalittici ai cittadini per andare a votare il suo partito:«Il 26 maggio non sono elezioni europee, è un referendum tra la vita e la morte, tra passato e futuro, tra Europa libera e stato islamico basato su precarietà e paura». Un appello, quello del ministro dell’Interno, che a molti - compreso il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio -, ha ricordato un altro leader politico caduto in disgrazia proprio per colpa di un voto referendario: «L'ultimo che ha parlato di referendum - ha detto Di Maio - è stato Renzi e non gli è andata bene».

I toni di Salvini con l’alleato restano molto duri, al limite dello scontro anche in questa domenica di comizi elettorali. Con il ministro dell’Interno che rilancia sui temi a lui cari ma anche più divisivi con gli alleati Cinque Stelle: «Si può parlare di acqua pubblica, conflitto d'interessi,ma le emergenze sono altre. La settimana prossima porteremo in consiglio dei ministri il decreto sicurezza, l'Autonomia e la riduzione tasse. Non si può andare avanti coi no: tav no, aeroporto no, termovalorizzatori no». E ancora insistendo sull’altro tema a lui molto sensibile: quello sulla sicurezza su cui ha già annunciato (e presentato via facebook) un decreto bis dopo quello dei mesi scorsi: «È urgente portare giustizia, sicurezza e disciplina nel Paese. Sul dl sicurezza qualcuno dei Cinque stelle ha detto che non serve. Se hanno proposte in più ben venga, ma non sono accettabili i no da colleghi di governo, senza una motivazione. I signor no non servono».

Non poteva mancare anche il tema migranti su cui la Lega ha costruito molto del suo consenso: «In Italia si arriva se si ha il permesso, i porti con me sono e rimangono chiusi. Lo dico a qualche alleato di governo che ha nostalgia dei porti aperti prima gli italiani, poi il resto del mondo». E durante il suo comizio il ministro dell’Interno è voluto intervenire anche sul caso del palazzo ex Inpdap di Roma occupato da anni, in maggioranza da migranti, a cui è stata staccata la corrente. Che però è stata riattivata grazie al gesto del cardinale polacco Konrad Krajewski, l’elemosioniere del Papa, che ha rotto i sigilli ai contatori e riattivato la luce: « Conto che l'elemosiniere del Papa, intervenuto per riattaccare la corrente in un palazzo occupato di Roma, paghi anche i 300mila euro di bollette arretrate». «Penso che voi tutti, facendo sacrifici le bollette le pagate - ha detto Salvini rivolgendosi ai presenti durante un comizio a Cuneo-. Se qualcuno è in grado di pagare le bollette degli italiani in difficoltà siamo felici...».

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