al tavolo confindustria e altre 14 Associazioni

Salvini incontra le imprese: «Inizia percorso comune». Boccia: «Finalmente ascoltati, ora i fatti»

di Manuela Perrone e Nicoletta Picchio


Ecco le 15 associazioni delle imprese presenti al «caffè» al Viminale

4' di lettura

Al Viminale i «caffè» promessi da Matteo Salvini agli imprenditori sono stati serviti. «Incontro concreto, proficuo», ha commentato il vicepremier leghista. «Inizia percorso comune che parte dal lavoro, stop burocrazia, sviluppo infrastrutture per il rilancio dell’economia e del Paese». Per la prima ora Salvini, affiancato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, si è limitato a riempire quattro pagine fitte di appunti. «Qui c’è materiale per le prossime tre manovre», ha scherzato. «Sono qui per ascoltare e per modificare in corso d’opera quello che si riuscirà». Intorno al tavolo il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, e i vertici di altre 14 associazioni di rappresentanza delle categorie produttive, dagli artigiani ai commercianti, dagli agricoltori alle cooperative, che si sono mobilitate a Torino in favore della Tav e, più in generale, per politiche economiche orientate alla crescita. Nel complesso, a Salvini sono state illustrate le istanze di un mondo che riunisce 3 milioni di imprese, motori del 65% del Pil e di circa 13 milioni di occupati.

Il nodo grandi opere e infrastrutture è stato al centro del faccia a faccia, come era inevitabile. Il tasto più sensibile, dopo la marcia No Tav di ieri e le resistenze dei Cinque Stelle, che affidano all’analisi costi-benefici, pronta entro dicembre, il compito di orientare la decisione finale del Governo. Salvini - e con lui governatori, sottosegretari e parlamentari leghisti - non ha mai nascosto la sua distanza sul tema dagli alleati pentastellati. Ma finora ogni tentativo di forzare la mano ha fallito. E non è un caso che nella lunga lettera del vicepremier M5S, Luigi Di Maio, inviata ieri al Sole 24 Ore, non si faccia cenno alla Tav. Né che l’Alta velocità Torino-Lione sia stata citata poco al tavolo.

È stato Boccia il primo a intervenire su invito di Giorgetti (che ha riassunto le ultime novità messe a punto dal Governo per le imprese), a ribadire però l’irrinunciabilità delle infrastrutture. Anche in chiave di sostenibilità della manovra: il presidente di Confindustria ha ribadito che il confronto con Bruxelles è possibile soltanto se il deficit in eccesso viene utilizzato per misure che favoriscano la crescita e ha raccomandato di non penalizzare il settore auto, con balzelli come l’ecotassa, anche per i pesanti riflessi che avrebbe su tutta la filiera italiana. Salvini ha assicurato di nuovo massima disponibilità all’Europa per «limare tutto ciò che si può», ma senza pensare «che con gli zerovirgola si possa tornare alla preistoria». «Il clima e il dialogo sono andati bene», ha commentato Boccia al termine dell’incontro. «Ora però aspettiamo i fatti».

In tutto, sono state 15 le associazioni presenti: per Confindustria oltre al presidente Boccia ha partecipato il direttore generale Marcella Panuccia e per i costruttori dell’Ance il presidente Gabriele Buia. Sul fronte industriale anche il presidente di Confapi, Maurizio Casasco, e il presidente di Confimi industria, Paolo Agnelli. Tra le rappresentanze dei commercianti e delle imprese dei servizi sono stati presenti il vicepresidente vicario di Confcommercio Lino Enrico Stoppani e il presidente di Confesercenti Patrizia De Luise. Per le cooperative il presidente di Lega Coop, Mauro Lusetti, il presidente dell’Agci, Brenno Begani, e il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini. Gli agricoltori e il settore agroalimentare sono stati rappresentati dal presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, dal presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, e dal presidente di Filiera Italia, Luigi Scordamaglia. Folta anche la rappresentanza degli artigiani: il presidente di Cna Daniele Vaccarino, il presidente di Casartigiani Giacomo Basso e il presidente di Confartigianato Giorgio Merletti.

Corale la richiesta delle imprese di una radicale semplificazione. In risposta a Merletti, Salvini ha confermato «lavori in corso» nell’Esecutivo per l’innalzamento della soglia di affidamento diretto dei lavori dagli attuali 40mila euro a 200mila.

Dagli agricoltori è arrivata la richiesta a trattare con l’Europa con decisione e autorevolezza. Confagricoltura ha sollecitato a investire nella modernizzazione delle infrastrutture e nella diffusione delle più avanzate tecnologie per rendere le imprese agricole competitive. «Auspichiamo che nella prossima manovra venga posta una maggiore attenzione al tema degli investimenti, con politiche di strategia di lungo termine per un settore che dovrebbe essere posto tra le priorità delle scelte economiche del nostro Paese», ha affermato Giansanti. Mentre Prandini (Coldiretti) ha ricordato come, nell’ambito della discussione del prossimo bilancio comunitario, occorrerà «battersi contro ulteriori tagli alla Politica agricola comune».

«Nel patto con il Governo siamo pronti a sacrifici purché servano a un piano condiviso di ammodernamento del Paese», ha osservato Scordamaglia (Filiera Italia). «Quello di cui abbiamo bisogno è una riforma complessiva che intervenga sul funzionamento del Paese e restituisca una visione nuova per un futuro da costruire insieme». Visione che Salvini ha garantito esserci, con un progetto di lungo periodo. Il vicepremier si è anche detto preoccupato che in Francia si stiano sparando proiettili di gomma contro i manifestanti. «Questo dovrebbe far capire meglio l’azione del Governo per il contrasto alla disuguaglianza sociale».

Martedì gli stessi imprenditori incontreranno Di Maio al ministero dello Sviluppo economico per inaugurare l’annunciato tavolo sulle Pmi. Salvini ha auspicato che rinnovino le stesse richieste, come segnale forte delle priorità del mondo produttivo. A partire dalla rilevanza degli investimenti infrastrutturali. Tenendo ben presente che il 2019 «si profila più difficile del 2018 e del 2017». Per questo, ha sottolineato il numero uno del Carroccio, il dialogo con i corpi intermedi è utile: «Il Paese deve essere compatto».

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