al viminale

Salvini incontra le parti sociali e Siri illustra la flat tax: obiettivo 40 milioni di beneficiari

Al tavolo oltrequaranta sigle, da Confindustria a Cgil, Cisl e Uil, da Confartigianato all'Abi, fino a Confedilizia, Legacoop, Confcooperative e Ania

di Nicola Barone


La Lega rilancia la flat tax al 15% fino a 55mila euro

3' di lettura

«Sbloccare i cantieri, fare porti, aeroporti, ferrovie, un grande piano di investimento in opere pubbliche». Su questo la richiesta delle parti sociali è «unanime», nella sintesi offerta da Matteo Salvini all'esito dell'incontro al Viminale. «In molti lamentano mancanze da parte di qualche ministero e ufficio ministeriale non di nostra diretta competenza, vedremo di stimolare». Comunque è «molto soddisfatto» il leader della Lega per l'accoglienza di alcune proposte del Carroccio abbozzate al tavolo.

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«Useremo luglio e agosto per preparare una manovra basata sulla crescita e il taglio delle tasse», il solco tracciato dal vicepremier Matteo Salvini. Un secondo round di messa a punto delle misure, nella medesima formula, è previsto nella prima settimana di agosto.

Salvini e il vertice con il mondo delle imprese

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Oltre quaranta le sigle, da Confindustria a Cgil, Cisl e Uil, da
Confartigianato all'Abi, fino a Confedilizia, Legacoop,
Confcooperative, Ania e Confprofessioni. «È l'inizio di un percorso», precisa Salvini, «non vogliamo sostituirci al presidente del Consiglio». A tutti gli effetti si tratta di un iniziale giro di orizzonte in vista delle scelte di politica economica attese per l'autunno, in particolare sul complicato rebus che dovrà portare alla sterilizzazione delle clausole Iva per 23 miliardi e all'adozione di una nuova forma di flat tax.

L'obiettivo formulato da Armando Siri, l'ex sottosegretario leghista ispiratore della misura presente al tavolo, è un'unica deduzione fiscale che assorbirà tutte le detrazioni. In particolare «vogliamo portare al 15% l'aliquota fino a 55mila euro di reddito familiare. Ci saranno benefici per 20 milioni di famiglie e 40 milioni di persone coinvolte. Ci sarà un grande impulso ai consumi e risparmi per 3.500 euro per una famiglia monoreddito con un figlio. C'è l'intenzione di portare nelle tasche 12-13 miliardi di euro».

Si lavora inoltre a una seconda fase della pace fiscale, con la possibilità di chiudere con le imprese altri contenziosi. Per il sottosegretario al Mef Massimo Bitonci si tratterebbe di un intervento di natura forfettaria. Parlando delle ipotesi a favore degli esercizi commerciali, zero commissioni per i pagamenti con Pos sotto i 25 euro e contactless.

Un punto sulla situazione dei conti pubblici è stato fatto dal presidente della commissione Bilancio della Camera Claudio Borghi. «Il tiraggio delle misure del Reddito di cittadinanza e Quota 100 è inferiore al previsto, anche perché sono partite a metà anno. Maggiori incassi da fatturazione elettronica, maggiori dividendi da Bankitalia. Quindi un po' di margini ci sono, per fare degli interventi, che stanno a cuore dei cittadini, ma dovremo parlarne con la nuova commissione».

Ma è dura la reazione su tutto il senso dell'operazione da parte del premier Giuseppe Conte. «Se qualcuno pensa che nella riunione tra il vicepresidente del Consiglio e le parti sociali in corso «non solo si raccolgono istanze da parte delle parti sociali ma anticipa temi, dettagli di quello che ritiene dovrebbe essere la manovra economica, questo non è corretto affatto, si entra sul terreno di scorrettezze istituzionali». Per il capo dell'esecutivo «la manovra economica viene fatta qui dal presidente del Consiglio con il ministro dell'Economia, con tutti gli altri ministri interessati. Non si fa altrove, non si fa oggi e i tempi, tengo a precisarlo, li decide il presidente del Consiglio, sentiti gli altri ministri, in primis il ministro dell'Economia. I tempi non li decidono altri». Qui Salvini dribbla lo scontro. «È chiaro che i tempi della manovra li detta il presidente del consiglio, verso il quale abbiamo piena fiducia, ma prima si fa e meglio è».

Da par suo Luigi Di Maio, su Facebook, non lesina critiche. Se i sindacati «vogliono trattare con un indagato per corruzione messo fuori dal governo, invece che con il governo stesso, lo prendiamo come un dato. Ci comportiamo di conseguenza. Ora ho capito perché alcuni sindacati attaccano la nostra proposta sul salario minimo. Parlino pure con Siri, parlino pure con chi gli vuole proteggere le pensioni d'oro e i privilegi. Hanno fatto una scelta di campo, la facciamo pure noi! Per quanto mi riguarda, basta recite, pensiamo a governare».

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